Invito al Settembre Sansalvatorese, dal 27 agosto al 20 settembre 2025
Domenica 8 giugno 2025 si è svolta la festa patronale di San Salvatore Monferrato, che mi ha permesso di scoprire alcuni suoi luoghi di valore storico e artistico, accompagnato dall’Assessore Gianfranca Panelli, cui va il mio sentito ringraziamento.
In questo scorcio di estate, il 27 agosto 2025 è iniziato il Settembre Sansalvatorese 2025; fino al prossimo 20 settembre, storia, cultura, gastronomia e territorio si uniscono in un collage di qualità per dare risalto a un territorio che può vantare una grande storia, nel solco di Aleramo e del Marchesato del Monferrato. L’occasione è un invito per andare a visitare San Salvatore Monferrato, soffermarsi sui suoi beni storici e architettonici, gustare i prodotti locali e ammirare un paesaggio splendido, che trova il suo culmine nel piazzale della Torre Paleologa.
San Salvatore Monferrato è un Comune di 4.039 abitanti, in provincia di Alessandria, situato dieci chilometri a nord del capoluogo. Si pregia dell’appellativo di Città, grazie al R.D. del 18 ottobre e RR.LL.PP. del 30 dicembre 1894.
Due torri vi svettano, imponenti: il suo simbolo, la Torre Paleologa (1410) e la Torre Civica (o Campanone), che domina il colle opposto.
Fra gli eventi annuali: PrimaFesta (nel giorno di Pentecoste) e il citato Settembre Sansalvatorese, oltre ad appuntamenti di rilievo quali la rassegna Parole e Musica in Monferrato e la sagra delle cucine regionali Regionando, che si è svolta sabato 6 e domenica 7 settembre.
In omaggio al poeta Iginio Ugo Tarchetti (1841-1869), nativo di San Salvatore Monferrato, ad anni alterni sono organizzate la “Biennale Piemonte e Letteratura” e la “Biennale Junior”. Il 25 marzo 2024 ho tratteggiato la figura di Tarchetti, in occasione della ricorrenza della morte: https://civico20-news.it/cultura/25-marzo-1869-muore-iginio-ugo-tarchetti-lo-scapigliato-di-san-salvatore-monferrato-al/25/03/2024/
Il paesaggio è tipico del Basso Monferrato, fra colline e filari a perdita d’occhio, vedute che sono state riprodotte e idealizzate da artisti, come il sansalvatorese Antonio Panelli e l’alessandrino Franco Sassi (Alessandria 1912 – 1993); quest’ultimo, disegnatore e incisore, ha dedicato al paese acquerelli di piccola dimensione e di grande effetto, realizzati fra gli Anni Quaranta e Cinquanta del Novecento.
La Città vanta una storia nobile: Guglielmo V di Monferrato la ottiene dal Barbarossa nel 1164. Dal XIV secolo al 1708 (quando passa sotto i Savoia), a fasi alterne fa parte del Ducato di Milano o del Marchesato del Monferrato. Durante la seconda guerra di indipendenza, nell’aprile 1859, Villa Lingua Gazzoli è sede del quartier generale di Vittorio Emanuele II.
La Torre Paleologa viene realizzata, quale osservatorio e punto di segnalazione, nel 1413 per volere del Marchese Teodoro II Paleologo (1364 – 26 aprile 1418, Marchese del Monferrato dal 1381). La torre è alta 24 metri, si trova in cima alla collina detta “della torre”, alta 257 metri. La grande breccia che caratterizza il lato sud-est è esattamente nel punto in cui anticamente si trovava il varco di ingresso. La bassa costruzione adiacente era un tempo una cisterna interrata. Un progetto in avanzato stato di definizione, a cura della giunta comunale e del Sindaco in carica, Corrado Tagliabue, è la riapertura del bene, previa messa in sicurezza e fruibilità anche ai disabili.
La chiesa parrocchiale di San Martino ha una lunga storia. La prima citazione di una chiesa dedicata a San Martino, in località Genzano, risale all’anno 1111; nel 1217 risulta già sostituita da una nuova pieve presso il castello. Nel Quattrocento viene edificata una nuova chiesa, elevata a collegiata con tre canonicati, mentre dell’antica chiesa nel 1576 esistono soltanto più alcuni ruderi. Nel 1564 le è conferito il titolo di arcipretale; a quel periodo risale un intervento di rifacimento, al termine del quale viene consacrata, il 25 maggio 1578 dal Vescovo di Pavia Ippolito de’ Rossi. L’attuale interno è in stile barocco piemontese, ricco di fregi e stucchi. L’altare del Santo Rosario è dominato dalla tela della Beata Vergine nell’atto di distribuire il rosario; il quadro è opera del pittore Guglielmo Caccia detto “il Moncalvo” (Montabone, 9 maggio 1568 – Moncalvo, 13 novembre 1625). I quindici ovali che adornano volta e pareti rappresentano i quindici Misteri e sono anch’essi opera del Moncalvo; i quadri esposti nelle cappelle laterali sono opera, in parte, delle figlie di Guglielmo Caccia, i restanti della scuola dello stesso pittore. Nel presbiterio si può ammirare una pregevole tela del Guala.
La chiesa di San Siro vede la luce nell’anno 1560 grazie ai Canonici Regolari Lateranensi di Sant’Andrea. L’edificio sorge dentro le mura, nelle immediate vicinanze di una delle due porte del borgo. All’interno vi è la tela detta “il quadro della natività” attribuita al Moncalvo, commissionata dal Conte Merli Miglietti di Castelletto.
La chiesa della SS. Trinità è la più antica della città: l’edificio, a croce greca, è sormontato da una cupola ottagonale, il coro e l’organo risalgono al secolo XVIII; conserva, inoltre, una curiosa Via Crucis affrescata con i blasoni dei membri dell’omonima Confraternita.
L’ex Ospedale di Santa Croce era, in origine, il convento dei Padri Serviti. Con Regio Decreto del 25 aprile 1792, il Re Vittorio Amedeo III ottiene la cessione del soppresso convento e lo trasforma nella sede dell’Ospedale Santa Croce, fondato da Sebastiano Boccaccio nel 1561 in un altro luogo. Divenuto casa di riposo per anziani, tutto l’immobile è ora in vendita a seguito di procedura del Tribunale di Milano. Per questo motivo, viene aperta soltanto in occasione di alcune celebrazioni liturgiche. La annessa chiesa di Sant’Antonio esisteva già sotto il nome di Santa Maria degli Angeli, eretta nel XVI secolo: al suo interno, gli affreschi realizzati dal pittore alessandrino Pietro Vignoli risalgono alla metà del Novecento. Conserva la tela “San Michele che abbatte il demonio”, attribuita al Moncalvo.
Sulla “Bottega del Moncalvo, fra l’altro, fino al 14 settembre è aperta la mostra Guglielmo Caccia 2025, a quattrocento anni dalla morte, nelle due sedi di Asti e di Moncalvo:
Palazzo Cavalli di San Germano (già Merli Miglietti di Castelletto), ora sede del Municipio, presenta un curioso apparato di affreschi. Sul lato destro si apre la Galleria Giuseppe Mazzini (ex chiesa di San Michele, teatro dal 1820).
Nella Biblioteca Comunale è depositato il Fondo Villa, preziosa raccolta libraria di preminente interesse ligure, ricca di rarità e di preziose prime edizioni.
Palazzo Carmagnola è un edificio nobiliare costruito nel XV secolo. L’attuale costruzione conserva la forma originaria in pianta, ma interni e facciate sono un rifacimento dei primi anni del Novecento.
Il Monumento ai Caduti di tutte le guerre ha un obelisco risalente all’anno 1922, era posizionato nella piazzetta retrostante il Palazzo Comunale. L’attuale monumento, a ridosso della collina del Campanone, è stato ridisegnato nel 1959 dal geometra Ettore Pallavicino.
Sull’alto di una collina, l’Asilo Nido Parco Pineta è un servizio educativo comunale, progettato con un approccio partecipativo, coinvolgendo famiglie, esperti del settore e amministratori per garantire un ambiente accogliente e stimolante per i bambini. L’attuale scuola occupa il fabbricato e l’area, ristrutturati, in origine voluti da Giuseppe Barco Veglio di Castelletto, medico condotto del paese, che crea la Colonia Solare Elioterapica nel 1924, a sue spese, per contrastare il rachitismo e la tubercolosi nei giovani.
Dal 2013 l’amministrazione comunale intitola uno spazio a una donna, in occasione dell’8 marzo. Dopo Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Simone de Beauvoir, Alfonsina Strada, Louisa May Alcott, le donne alpine in missione di pace e le sansalvatoresi Delfina Buzio e Maria Bensi e altre esponenti della cultura e del costume nazionali e internazionali, nel 2025 l’intitolazione dello spazio pubblico è ricaduto su due figure femminili sansalvatoresi: le sorelle Maria Luisa (San Salvatore Monferrato 4 novembre 1892 – 29 giugno 1981) e Giuseppina (San Salvatore Monferrato, 30 luglio 1894 – 4 settembre 1979) Barco Veglio di Castelletto, figlie del creatore della Colonia Elioterapica, due benefattrici della comunità negli anni in cui non esisteva ancora un vero e proprio “servizio sociale”, che hanno sostenuto l’asilo d’infanzia delle suore salesiane, l’ospedale Santa Croce e le attività del Santuario Madonna del Pozzo.
Fuori dall’abitato, questo luogo sacro è stato costruito in ricordo di una apparizione mariana. Per conoscere la sua storia bisogna tornare al 1616 e al periodo delle battaglie franco-spagnole, che trasformano il Monferrato nel teatro degli scontri armati. In quel contesto, il soldato spagnolo Martino De Nava viene aggredito da un contadino mentre beve acqua prelevata da un pozzo nel suo campo. Il soldato, ridotto in fin di vita e gettato in fondo al pozzo, invoca l’intervento della Madonna e il livello dell’acqua s’innalza, mentre gli appare una donna con il suo bambino, affacciata sul pozzo, che gli tende una mano e gli permette di mettersi in salvo. In corrispondenza del pozzo è stato fondato il Santuario intitolato alla Madonna del Pozzo. L’iconografia che giunge fino ai nostri giorni raffigura l’immagine della Madonna che tende la mano al soldato, una delle rare rappresentazioni di Maria in cui la Vergine tende la mano a un uomo, nel gesto di operare il miracolo. L’edificio, nato come cappella, nel 1732 viene ampliato con un altro fabbricato per gli esercizi spirituali. Nel 1777 è edificato il campanile, ulteriori costruzioni sono portate a compimento nel 1925. All’interno si vede il pozzo della Apparizione, dove i fedeli pregano di fronte alla tela dipinta dai pittori alessandrini G. Alberini e P. Buffa, raffigurante il miracolo. L’attuale costruzione è diversa da quella originaria in dimensioni e in stile, solo la navata della chiesa conserva la pianta originaria.
Il cimitero comunale, realizzato nel 1891, ospita numerose cappelle di interesse storico e artistico: il mausoleo di Paolo Provera, detto “Tantasà”, curioso esempio di “outsider art”; la tomba dell’avvocato Camillo Tarchetti, dei Conti Franzini-Tibaldè; la cappella dei Conti Panza, posizionata al fondo al viale principale di ingresso; la cappella funeraria dei Carmagnola reca un grande bassorilievo in marmo con stemma della famiglia. Interessanti, dal punto di vista architettonico, sono anche le cappelle dei conti Merli Miglietti di Castelletto e degli Oseo di Terno. Nella cappella di famiglia è sepolto il poeta e scrittore Tarchetti. La costruzione avrebbe bisogno di un restauro, per ricordare con il giusto risalto questa grande figura di artista, uno dei più significativi esponenti della Scapigliatura.
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