L’ultimo abitante di Casa Lanza si racconta
«“Sapete che mio padre nacque e morì proprio in questa casa, nella stessa stanza?”.
Fu la prima cosa che ci disse, dopo averci salutato. Ce la indicò con un sorriso malinconico.
“Sono felice di potervi raccontare un po’ di noi, della mia famiglia, della mia casa”.
Poi ci strinse entrambe le mani, come a voler condividere un legame profondo».
Così inizia il viaggio nei ricordi di Emilio Lanza, mancato a inizio gennaio di quest’anno nella sua amata casa. Casa Lanza per i venariesi, a due passi dalla Reggia, in via Mascia Quirino.
La facciata storica di Casa Lanza mostra il tipico stile neoclassico delle dimore rurali benestanti, dominata dal grande portone centrale. Elegante e sobria al contempo.
Nell’ultimo periodo della sua vita, Emilio Lanza aveva aperto il suo portone per quelle che vengono chiamate Open House, la casa che si apre ai visitatori.

Storico discendente della famiglia che aveva dato vita alla «Antica Premiata Concia di Pellami», Emilio Lanza, prima di lasciare questo mondo, ha desiderato trasmettere ai posteri una preziosa manciata di ricordi. Lo ha fatto con la scrittrice e poetessa Lucia Stendardo (di Venaria) e con l’autore di saggistica Andrea Biscàro, torinese. Così è nato Il Custode del Tempo (Temperatura Edizioni) il cui sottotitolo già da subito veicola al Lettore e alla Lettrice l’anima delle pagine che andrà a leggere: La voce di Emilio Lanza tra radici e ricordi.

Questo libro ha un taglio decisamente originale: la letteratura e la saggistica coesistono e si completano vicendevolmente. Il lavoro degli autori è infatti suddiviso in tre sezioni: quella narrativa, l’Appendice e, infine, una Camera del Tempo, ossia un’ampia raccolta fotografica che parla da sé. L’Appendice ripercorre l’avventura imprenditoriale della famiglia Lanza, dall’inizio del XIX secolo fino alla fine del Novecento, tra candele steariche, saponi, conceria, fino alla nascita della Mira Lanza. Si fa inoltre accenno a tre figure che meritano di essere ricordate: Piero Gariazzo, pittore e cineasta; Michele Lanza, che ha progettato la prima automobile a quattro ruote realizzata in Italia e l’imprenditore di Caselle Enrico Lattes.

Sul versante letterario, Lucia Stendardo così riassume l’esperienza vissuta in Casa Lanza, ascoltando e registrando i ricordi di Emilio Lanza: «Raccogliere le parole di chi ha scelto di lasciare una traccia dei propri sentimenti verso un luogo che lo ha sempre accolto è stato un incontro prezioso. Il Custode del Tempo è un libro ricco di ricordi ed emozioni, che raccoglie frammenti di vita vissuta in una dimora d’epoca rimasta nel cuore di tante persone».
Questo libro ha fissato, con indubbia sensibilità, un insieme di ricordi, di immagini, di fotografie, di aneddoti sensibilmente distanti dal nostro tempo, che sarebbe stato un vero peccato non tramandare alla Città di Venaria e non solo. Una storia di famiglia diventa storia collettiva. A questo serve l’inchiostro, a fissare la Memoria.
Il Custode del Tempo
Autori: Lucia Stendardo, Andrea Biscàro
Temperatura Edizioni, 2026
Prezzo di copertina: 14 €
