A Palazzo Lascaris di Torino il IV Congresso Internazionale di Studi Colombiani ha rilanciato la pista piemontese
TORINO – Le origini di Cristoforo Colombo continuano ad alimentare il confronto tra studiosi. È stato questo il tema centrale del quarto Congresso Internazionale di Studi Colombiani, dal titolo “Il viaggio di Cristoforo Colombo, dal Piemonte all’America”, svoltosi il 22 ottobre a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte.
L’iniziativa, promossa dal Consiglio regionale insieme al CESCOM (Centro Studi Colombiani Monferrini), con il supporto del Centro Studi Piemontesi e dell’Associazione Croce Reale, ha riunito ricercatori provenienti da diversi Paesi per fare il punto sugli studi dedicati alla figura dello scopritore dell’America.
Ad aprire i lavori è stato Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro, fondatore del CESCOM e studioso della cosiddetta “questione colombiana” da oltre trent’anni. Sotto la sua guida il congresso è cresciuto nel tempo fino a diventare un punto di riferimento per quanti sostengono la tesi dell’origine monferrina dell’esploratore.
Tra gli argomenti affrontati nell’edizione più recente figurano le ricerche sul DNA di Colombo, finora considerate non risolutive per stabilirne con certezza la provenienza. Gli interventi hanno inoltre approfondito numerosi aspetti della vita e delle imprese dell’Ammiraglio: il contesto religioso e finanziario che rese possibili i suoi viaggi, il ruolo dello Stato Pontificio, le tecnologie nautiche dell’epoca, le rotte oceaniche, gli strumenti di navigazione e i rapporti con gli equipaggi.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla figura della regina Isabella di Castiglia e ai rapporti con Colombo, così come alle questioni giuridiche legate al suo testamento e alle conseguenze sul diritto nobiliare spagnolo.
Documenti, genealogie e sentenze storiche
Giorgio Casartelli Colombo ha ricordato come i tre incontri precedenti abbiano portato alla pubblicazione di circa 1.500 pagine di documenti, molti dei quali inediti, ritenuti utili a sostenere il legame tra Colombo e la famiglia feudale dei Colombo di Cuccaro Monferrato.
Tra i documenti più significativi viene citata una sentenza del 1608 del Consiglio delle Indie, il massimo tribunale dell’Impero spagnolo, pubblicata negli atti del congresso del 2006. Secondo l’interpretazione proposta dagli studiosi del CESCOM, il provvedimento riconoscerebbe l’appartenenza dello scopritore alla famiglia dei Signori di Cuccaro nell’ambito di una lunga controversia ereditaria iniziata nel XVI secolo.
Nel congresso del 2017 è stata inoltre presentata la genealogia dei marchesi di Ceva, famiglia alla quale sarebbe appartenuta Marietta, indicata dagli studiosi come madre di Colombo. Tale ricostruzione avrebbe consentito di evidenziare i rapporti di parentela con Bartolomeo Fieschi, stretto collaboratore dell’Ammiraglio in Spagna e figura citata in una lettera del 1504 indirizzata al governatore di Hispaniola.

Il museo di Cuccaro e il sostegno dei discendenti
Un momento particolarmente significativo per i sostenitori della tesi piemontese risale al 2006, anno del quinto centenario della morte di Colombo. In quell’occasione venne inaugurato a Cuccaro Monferrato un museo dedicato all’esploratore.
Alla cerimonia partecipò anche Dona Anunciada Colón de Carvajal, storica e diretta discendente dell’Ammiraglio, la cui presenza fu interpretata dagli organizzatori come un segnale di attenzione verso le ricerche sviluppate in ambito monferrino.
La passione di una vita
La vicenda personale di Giorgio Casartelli Colombo si intreccia con quella degli studi colombiani. Fin da ragazzo si interrogò sulle differenze tra la versione tradizionale appresa a scuola, che descrive Colombo come figlio di un cardatore di lana genovese, e il racconto tramandato dalla propria famiglia, che lo indicava invece come membro della nobiltà monferrina.
Dopo la laurea in giurisprudenza e gli studi sulla storia feudale del Monferrato, Casartelli ha avviato un lavoro di ricerca che lo ha portato a partecipare, nel 2006, alla Commissione organizzativa del Comitato nazionale per le celebrazioni colombiane presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Un dibattito ancora aperto
La questione delle origini di Cristoforo Colombo resta uno dei temi più discussi della storiografia internazionale. La tesi tradizionale identifica nello scopritore dell’America un navigatore nato a Genova, mentre gli studiosi riuniti attorno al CESCOM sostengono una diversa ricostruzione, che colloca le sue radici familiari nel Monferrato e, più precisamente, a Cuccaro.
Per i promotori del congresso, il nodo centrale non riguarda soltanto il luogo di nascita, ma l’immagine stessa di Colombo: non un marinaio di umili origini che si afferma per caso, bensì un uomo colto, religioso e inserito in un contesto nobiliare. Una lettura che continua ad alimentare il confronto storiografico e che, a distanza di oltre cinque secoli dal viaggio del 1492, dimostra come la figura dell’Ammiraglio sia ancora capace di suscitare interrogativi, ricerca e dibattito.
