Regie Sinfonie inaugura ad Asti la diciannovesima edizione di Regie Sinfonie con le Quattro Stagioni di Vivaldi nell’interpretazione del Voxonus Ensemble diretto da Maurizio Cadossi.
Sabato 10 maggio alle 17.30 si aprirà ufficialmente la diciannovesima edizione di Regie Sinfonie, la stagione concertistica organizzata dai Musici di Santa Pelagia, l’associazione che gestisce dal 2017 il Civico Istituto di Musica “Giuseppe Verdi”, dal 2024 in compartecipazione con la Fondazione Academia Montis Regalis di Mondovì.
Il programma propone uno dei massimi capolavori della civiltà musicale barocca, ossia le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, tra i brani più conosciuti anche da chi non conosce la musica classica per essere stati inseriti in decine di colonne sonore del cinema e di spot televisivi.
Il concerto vedrà grande protagonista il Voxonus Ensemble, brillante formazione di strumenti originali di Savona diretta dal violino da Maurizio Cadossi, e si terrà nel cortile interno del “Verdi”, una scelta assolutamente non casuale, con la quale I Musici di Santa Pelagia vogliono celebrare il secondo centenario della fondazione dello storico istituto di Via Natta, decano delle scuole di musica del Piemonte tuttora in attività.
Oltre a essere stato l’autore di alcune delle opere più emblematiche delle prima metà del XVIII secolo e un uomo di teatro di grande talento sia come compositore di drammi per musica sia in qualità di impresario, Vivaldi fu anche un maestro nell’ambito della musica a programma, come si può notare dai concerti che descrivono fenomeni naturali (La notte, La tempesta di mare e Il gardellino) e le passioni umane (L’inquietudine, Il piacere, Il sospetto e L’amoroso).
Il suo capolavoro è costituito dalle celebri Quattro Stagioni, i primi quattro concerti della raccolta op. 8 “Il cimento dell’Armonia e dell’Inventione”, che inaugurarono un topos che sarebbe stato seguito in ambito musicale da Georg Philipp Telemann con il ciclo di cantate Die Tageszeiten (I tempi del giorno) e Franz Joseph Haydn con le sinfonie Le matin, Le midi e La soir e l’oratorio Die Jahreszeiten (Le stagioni) e in campo letterario dal nostro Giuseppe Parini, autore del Giorno.
Per rendere più comprensibile il significato di questi concerti, Vivaldi aggiunse quattro “sonetti dimostrativi”, dai cui versi emergono le immagini più tipiche del mondo arcadico, tra le quali si inseriscono alcune evocazioni più originali, come il capraro dormiente della Primavera, una figura umile e lontana dalle stilizzazioni bucoliche dell’epoca, il cui tema – accompagnato dal mormorio delle fronde – crea un efficace contrasto con il festoso tripudio del primo movimento e la coinvolgente danza pastorale conclusiva, dalla quale traspare in nuce la suprema letizia legata al mondo agreste che otto decenni più tardi animerà il Finale della Sesta Sinfonia di Beethoven, la famosa Pastorale.
L’Estate si apre non come di consueto con un movimento brillante e vivace, ma con un Allegro non molto, che esprime con grande realismo l’afa opprimente di agosto: per Vivaldi, l’estate non è la “stagion dei fior” – per dirla con Puccini – ma un periodo poco propizio alle melensaggini arcadiche, a causa del fastidio arrecato dalle mosche e del timore – più che fondato – dei temporali che porteranno all’autunno.
Questa visione realistica non impedì però a Vivaldi di scrivere una musica di straordinaria bellezza, che nell’aforistico Adagio centrale raggiunge vette di eccelso lirismo.
Dopo aver messo l’accento sulla natura, nell’Autunno Vivaldi torna a concentrarsi sull’uomo, che nel periodo della vendemmia può finalmente godersi i frutti della terra, abbandonarsi al languore del vino e infine immergersi nell’atmosfera elettrizzante della caccia. L’atmosfera dell’Inverno è invece improntata alla serenità, con il freddo pungente – che viene reso con una melodia molto esile, segnata da un insieme di note staccate – chiuso fuori della porta e i pastori e i contadini di fronte al focolare acceso, intenti a godere i piaceri che solo le cose semplici – allora come oggi – possono offrire.
Sabato 10 maggio 2025 – ore 17.30
Cortile del Civico Istituto di Musica “Giuseppe Verdi”
Via Natta 22 – Asti
LE QUATTRO STAGIONI
Antonio Vivaldi (1678-1741)
Concerto in fa minore per violino, archi e basso continuo op. 8 n. 4 RV 297 “Inverno”
Allegro non molto – Largo – Allegro
Concerto in mi maggiore per violino, archi e basso continuo op. 8 n. 1 RV 269 “Primavera”
Allegro – Largo e pianissimo sempre – Danza pastorale. Allegro
Concerto in sol minore per violino, archi e basso continuo op. 8 n. 2 RV 315 “Estate”
Allegro non molto – Adagio – Presto
Concerto in fa maggiore per violino, archi e basso continuo op. 8 n. 3 RV 293 “Autunno”
Allegro – Adagio molto – Allegro
L’esecuzione dei concerti sarà preceduta dalla lettura dei sonetti descrittivi scritti dallo stesso Vivaldi.
Voxonus Ensemble
Maurizio Cadossi, violino solista e maestro di concerto
Claudia Monti, violino I
Silvia Colli, violino II
Claudio Gilio, viola
Alberto Pisani, violoncello
Sofia Bianchi, violone
Luca Pollastri, clavicembalo
Ingresso: € 5
CURRICULA
Voxonus Ensemble
Il Voxonus Ensemble è nato all’interno del vasto progetto Voxonus “Academia di Musici e Cantori”, un complesso strumentale e corale con organico variabile che vanta importanti collaborazioni con il Teatro Il Voxonus Ensemble è specializzato nel repertorio barocco e classico, eseguito con strumenti originali dell’epoca e secondo la prassi storicamente informata. Il Voxonus Ensemble ha ottenuto lusinghiere recensioni delle sue incisioni discografiche: “Se Charles Burney fosse vivo ai nostri giorni e avesse ascoltato questo disco del Quartetto Voxonus sono pronto a scommettere che avrebbe elogiato l’ottima qualità dell’esecuzione senza soffermarsi più di tanto sulle particolarità dei quartetti d’archi di Giuseppe Demachi e di Giuseppe Maria Cambini” (Marco Bizzarini, Musica).
Maurizio Cadossi
Nato a Parma nel 1964 dove si è brillantemente diplomato in violino e viola presso il Conservatorio “Arrigo Boito”. Ha frequentato nel 1984 i corsi di alto perfezionamento tenuti da Henrik Szeryng presso il Conservatorio di Ginevra, per perfezionarsi successivamente con Renato Zanettovich (Scuola di Musica di Fiesole), Gigino Maestri e Franco Claudio Ferrari.
Da sempre attento alla musica barocca si è altresì diplomato in violino barocco presso la Civica Scuola di Musica di Milano. Particolarmente attivo in ambito cameristico deve la sua formazione ad Elisa Pegreffi e Franco Rossi, membri del celebre Quartetto Italiano, per il quartetto d’archi, al fondatore del Trio di Trieste Dario De Rosa e al violinista Giuliano Carmignola per quanto riguarda la Musica da camera.
Premiato in diverse rassegne musicali internazionali ha tenuto concerti, sia in veste di solista che nel ruolo di camerista, affrontando un repertorio che va dal tardo Rinascimento alla Musica di oggi, in tutta Italia nell’ambito di importanti festival e rassegne: Teatro Regio di Parma, Teatro Verdi di Trieste, Estate Musicale Senese, Bologna Festival, Stagione RAI di Milano, Autunno Musicale di Como, Accademia Filarmonica Romana, Festival Barocco di Viterbo, Teatro Massimo di Palermo, Ravenna Festival, Festival Monteverdi di Cremona, Settimane Musicali di Stresa, Festival Lodoviciano di Viadana, Festival MITO, Amici della Musica di Firenze, Amici della Musica di Pistoia, I Concerti del Quirinale, Antiqua di Accademia del Ricercare, ecc.; in tutta Europa: Parigi, Lisbona, Porto, Vienna, Praga, Monaco di Baviera, Barcellona, Palma di Majorca, Santander, Amsterdam, Bruxelles, Nizza, Basilea, Lucerna, Ginevra, Lugano, Düsseldorf, Linz, ecc.; Stati Uniti (New York, Palazzo dell’ONU, Washington, Baltimora, Athens, ecc.) Canada, Messico (Festival Cervantino, ecc.), Sud America (Teatro Colon di Buenos Aires, ecc.) e Giappone (esecuzione delle Quattro Stagioni di Vivaldi alla Concert Hall di Kyoto, ecc.) Ha collaborato con artisti come G. Carmignola, M. Brunello, U.B. Michelangeli, G. Garbarino, A. Lonquich, G. Bernasconi, F.M. Bressan, S. Montanari, M. Crippa, C.
Bartoli, K. Ricciarelli, J. Galway e altri. È primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Savona dove compare tra i fondatori dell’Ensemble Voxonus, gruppo strumentale con strumenti originali nato all’interno dell’orchestra stessa.
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