“Italia Viva”, partito fondato e diretto da Matteo Renzi, se la prende con la Cerimonia in memoria della fine della Seconda Guerra Mondiale.
Nei giorni scorsi, nella Repubblica Popolare Cinese, si è tenuto un incontro dal sapore storico per celebrare gli 80anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Roberto Lorenzetti de “Il Sole 24 Ore” scrive che “sotto gli occhi di tutto il mondo, Putin e Kim Jong Un sono gli ospiti principali della grande parata militare di Xi Jinping a Pechino, che celebra l’80° anniversario della Seconda Guerra Mondiale, mostrando il crescente predominio della Cina”.
Considerazioni vere ed interessanti che sottolineano come gli Stati Uniti d’America stanno perdendo mordente sul piano geopolitico internazionale.

Ad esprimere solo critiche, com’è nello stile dei “renziani”, ci ha pensato il Senatore della Repubblica, Vicepresidente di “Italia Viva”, Presidente dell’Institute of European Democrats, membro della Commissione Affari Esteri e Difesa e del COPASIR, Enrico Borghi.
In un post al vetriolo il senatore Borghi ha scritto: “E’ stata la parata militare più grande della storia cinese. Davanti a oltre 20 leader mondiali, di quello che Pechino considera il suo “spazio vitale”, si è svolta una costosissima messa in scena (secondo funzionari di Taiwan, la Cina avrebbe speso almeno 5 miliardi di dollari, cioè il 2% dell’intero budget della difesa, per la sola parata!) che ha avuto tanti destinatari”.
Intanto va detto che al senatore di “Italia Viva” non interessa, e non deve interessare, cosa la Repubblica Popolare Cinese fa con i suoi soldi. Pensi piuttosto a quanto denaro pubblico ha sperperato Matteo Renzi quando è stato Presidente del Consiglio dei Ministri.

La valutazione sulla Cerimonia del Governo Cinese, da parte di Enrico Borghi, è impietosa: “La parata di piazza Tien An Men parla anzitutto alla opinione pubblica cinese, per rafforzare il ruolo e la legittimità del Partito Comunista e per aumentare la pressione verso Taiwan, nel momento in cui emergono problemi di scandali e corruzione all’interno del sistema”.
Chi scrive, va detto, non auspica il rafforzamento dei Comunisti ma non si può negare che Xi Jinping non spende parole e non spreca occasioni, come invece fa Ursula Von der Leyen, per costruire la pace e metter fine agli assurdi conflitti che ammorbano il mondo.
Ma per Borghi importante è attaccare chi lavora per la pace: “Poi è la manifestazione evidente della rete di alleanze e amicizie del Dragone, che raccoglie attorno a sè quello che qualcuno ha definito l’ “asse del disordine”: Russia, Corea del Nord, Iran. I paesi che in momenti diversi sono stati definiti da Washington “l’impero del male” e “gli Stati canaglia” sono stati chiamati a raccolta per proporre questo network come alternativa all’ordine internazionale guidato dall’Occidente”.

L’Occidente, l’Unione Europea, gli Stati Uniti d’America, devono capire che il Paese del Sol Levante non ha nessuna intenzione di farsi mettere “i piedi in testa” dai “ducetti” alla Emmanuel Macron che, anziché costruire pace, gettano benzina sul fuoco ad ogni piè sospinto.
Forse per questo il senatore Borghi insiste: “E quindi il terzo messaggio che arriva a noi – europei ed occidentali – come destinatari. Nel suo discorso di apertura, Xi ha detto che la Cina è “inarrestabile” e che non si lascerà mai “intimidire dai bulli”. Per rafforzare il concetto ha fatto sfilare un campionario di nuove attrezzature militari, tra cui un nuovo missile intercontinentale, un nuovo missile terrestre per il lancio di armi ipersoniche, una nuova arma laser e droni di varia gamma. Il tutto per spiegare al mondo che Pechino dispone del più grande esercito permanente al mondo, 600 navi da guerra, 600 testate nucleari e un budget militarie di 476 miliardi di dollari all’anno, secondo solo agli USA”.
Incredibile leggere come i senatori di “Italia Viva” non si rendano conto della situazione.
La Cina, la Russia, l’India, la Corea del Nord, l’Iran, sono nazioni che con le armi hanno dimestichezza e che, a differenza nostra, non hanno abolito il servizio militare in favore di uno slavato servizio civile.

Una cosa corretta, però, Borghi l’ha scritta: “La Cina di questi giorni ha mostrato non solo armi, ma ambizione e strategia. Sta facendo politica e geopolitica. E mentre Trump taglia gli aiuti esteri, contesta e si ritira dalle istituzioni internazionali e avvia guerre commerciali sia contro rivali che contro alleati, il Dragone dimostra di aver capito una regola fondamentale in politica, che una volta si insegnava nelle sezioni di partito tra manifesti e tessere: in politica – come in fisica – il vuoto non esiste. Se qualcuno lo crea, qualcun altro lo riempie”.
La Cina, l’Oriente, ha capito che in Occidente, ormai, ci sono solo governi senza preparazione, senza spessore, di scarsa caratura, che sul piano internazionale contano poco, per non dire nulla.
Il senatore Borghi, uno che pensa sempre di aver da insegnare qualcosa a qualcuno, chiosa: “E se Washington si rifugia in un nuovo isolazionismo, contemporaneamente Pechino si presenta come protagonista assoluto dell’ordine globale”.
La gigantesca parata militare in Cina ha sortito il suo effetto.
L’Occidente ha preso atto che Cina, Russia e Corea del Nord sono amiche, coese e in sintonia. In Europa, invece, c’è imbarazzante sudditanza agli Stati Uniti d’America che, sin dal 1945, soggiogano i Paesi NATO come si faceva nel Medioevo con i servi della gleba.
