A settembre le famiglie italiane sono chiamate all’acquisto dei libri di testo. Un caso da valutare
Anacronistica spesa per i libri di testo che si rinnova. A chi giova?
Dall’8 al 15 settembre tutti a scuola. Primo suono della campanella e i nuovi testi scolastici ritornano con un look rifatto per giustificare la gabella.
La statistica riporta che In Italia, la spesa media annua per i libri di testo di un singolo studente è di circa 355 euro per le scuole medie e di 552 euro per le scuole superiori, cifre che salgono rispettivamente a 487 e 685 euro se si include il corredo scolastico e i dizionari specifici. Il costo totale annuo per studente si aggira quindi sui 700-750 euro, con variazioni significative a seconda della classe e del tipo di scuola.
Molto è dovuto ai tempi che cambiano. Dopo le epoche dell’abbecedario, la fiera dei nuovi libri di testo si consuma dapprima nelle sale degli istituti, dove abili rappresentanti delle case editrici, spiegano le nuove edizioni, descrivono le migliorie e gli aggiornamenti, spesso cose di poco conto per giustificare la nuova edizione. Sovente poi, “nel qual caso” d’una giusta scelta… non negavano gadget o monografie di bello sfoggio nella libreria di ogni insegnante!
Trattative che conosco, avendo insegnato per 10 anni nelle scuole secondarie di primo grado (dette “Le Medie”), fondamentali se intraprese con passione ed empatia, con ragazzi che si stanno evolvendo ansiosi di capire. Tre anni, stessa sezione: dalla pubertà degli undicenni, a quella adolescenza che tratteggia carattere e lineamenti. Prima, seconda e terza! Una spanna e mezza più alti, e un diploma del primo ciclo di istruzione. Quello che ancora si chiama: Licenza Media. Il “salvacondotto” per il prossimo passo del percorso scolastico e scelte di vita.
Tra le aule delle scuole i ragazzi crescono, imparano a confrontarsi tra loro, nascono nuovi sentimenti, si coltivano interessi che spesso proseguono con il resto dell’esistenza. Nel frattempo, la gioventù vive quello splendido tempo che, dopo i cinque anni di altre scuole più specifiche, porterà i ragazzi a quella evoluzione fisica e mentale che, abbandonando gli ultimi scampoli dell’adolescenza, li vedrà inevitabilmente e con un certo rammarico “diventare grandi… Maturi”.
XX secolo, ricordi di un insegnante cresciuto studiando sui libri e nelle biblioteche, e poi, quasi per caso ritrovarsi ad insegnare a sua volta. La leggenda narra che non ci misi molto ad andare d’accordo con quella gioventù del mio stesso quartiere, invogliandola ad apprendere & capire. Ed è qui che si ritorna al punto di partenza: i libri di testo.
I contenuti delle materie non variano da una casa editrice a un’altra
Gli ingredienti didattici elencati sulle pagine trattano all’incirca gli stessi argomenti in modo simile e spesso complementare, poiché sono perlopiù invariabili. Può mutare l’uso delle immagini, l’approfondimento, ma la materia, soprattutto in quei volumi destinati almeno a un triennio, è destinata a seguire l’iter di un programma ministeriale.
Insegnavo nella periferia di Torino. A settembre c’era la fiera dei libri di seconda mano. Un po’ di risparmio che non faceva male, ma a quel tempo ebbi un’intuizione che vale ancora adesso.
La soluzione è semplice: su ogni libro gli argomenti si rintracciano sull’indice!
Al fondo di ogni testo c’è un elenco degli argomenti noto come “indice”. Un vademecum per rintracciare i soggetti, i luoghi, gli eventi collocati su libri di case editrici differenti. Temi ricorrenti, oggetto di una caccia al tesoro culturale, da riportare in classe. Dopo qualche esperimento, decisi di non far acquistare alcun libro delle materie che dovevo trattare, quanto invece, invitare a procurarsi qualsiasi testo della medesima dottrina anche di case editrici differenti, spiegando come consultare l’indice in cerca del contenuto.
Durante il mio impiego in ambito scolastico credo di aver fatto risparmiare qualcosa alle famiglie, diffondendo “il trucco dell’indice” anche a colleghi ricettivi sul metodo alternativo. Tra l’altro, così facendo, gli allievi più motivati si sfidavano con la bontà delle fonti differenti, e le madri, grate del risparmio e della buona abitudine, mi portavano cose buone fatte in casa, come segno di riconoscimento. E poi c’erano allievi che studiavano poco lo stesso. Ma a quel tempo non mancavano occasioni di ottimi lavori manuali.
L’impulso a scrivere questo amarcord è scaturito dopo aver colto sul Tg regionale che il problema libri di testo è rimasto tale: una costosa imposizione. Ho quindi realizzato che il mio metodo non ha avuto seguito ed è un peccato.
La cultura si tramanda e si aggiorna sui libri dal tempo degli amanuensi, seguendo una metodica in evoluzione, ma la sapienza è sempre la stessa. Tuttavia, in quel momento ho scoperto altro che già sapevo.
L’avvento dell’era digitale & dell’intelligenza artificiale
XXI secolo. Ho realizzato che adesso l’intelligenza artificiale onnisciente risponde in tempo reale a quasi ad ogni domanda. Non più pesanti libri di testo, non più indici da consultare. Oggi si può andare oltre, barattando uno spesso volume con un tablet tuttologo o con Google parlante. Indagando ho scoperto che è ciò che accade nelle scuole più avanzate, con tanti saluti all’ultima edizione che spolpa la famiglia, obsoleto retaggio di una scuola che sta cambiando.
Eppure non immagino altro modo per leggere il Manzoni…
La mia intelligenza umana e artigianale modello boomer, rallenta e zittisce, soltanto pensa… Però qualcosa che non va rosicchia da dentro.
Nel frattempo, tanti libri ben allineati sullo scaffale fanno sempre parte di un colto arredamento!
