Sicurezza è una parola molto usata ma poco valorizzata; le Guardie Giurate si danno disponibili a garantirla.
Nei giorni scorsi nella Regione a statuto speciale del Friuli Venezia Giulia ci sono stati una serie di incontri per parlare di sicurezza e valorizzazione delle Guardie Giurate.

Il Sindacato Autonomo Vigilanza – SAV ha incontrato a Trieste importanti rappresentanti delle Istituzioni regionali e comunali. A rappresentare il sodalizio sindacale il Segretario Generale, Tairon Angeloni, il Segretario Nazionale, Marco Porfidia, il Segretario Regionale del Friuli Venezia Giulia, Alessio Kelemen.
Nella prima giornata il SAV ha incontrato l’Assessore Regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, con il quale ha approfondito le “opportunità di valorizzazione delle Guardie Giurate, la formazione professionale e le possibili iniziative per ampliare il loro impiego nei servizi di sicurezza”.
Nella seconda giornata, invece, c’è stato un confronto con l’Assessore alla Sicurezza del Comune di Trieste, Caterina De Gavardo, sul “rafforzamento della sicurezza sussidiaria, il potenziamento dei presidi territoriali e l’adozione di strumenti a tutela degli operatori e della cittadinanza”.
Dal SAV fanno sapere che “entrambi gli incontri hanno registrato un clima di dialogo costruttivo e di apertura verso ulteriori approfondimenti”.

E’ bene spiegare che quando si parla di “potenziamento dei servizi territoriali” si fa riferimento ad un modello di “sicurezza integrata” pensato dal Ministero dell’Interno il quale, con il Protocollo d’intesa “Mille occhi sulla città”, ha aperto alla possibilità di creare una “collaborazione informativa con le Forze di polizia e la Polizia Locale”.
Grazie al Servizio Informazione del Viminale siamo in grado di dire che se si fanno appositi Accordi Prefettizi, le Centrali Operative degli Istituti di Vigilanza Privata e le singole Guardie Giurate in giro per le strade con auto dell’Istituto, possono collaborare scambiandosi “informazioni su situazioni di rilievo per la sicurezza urbana e il controllo del territorio”.
Al netto delle questioni istituzionali va detto e sottolineato che il “Mille occhi sulla città” mette in luce un problema di cui nessuno vuole parlare, ossia la rarefatta sicurezza garantita dai Comandi di Polizia Locale.
Se questi lavorassero come si deve non si dovrebbe mai pensare di delegare iniziative di “sicurezza urbana” a personale di Aziende Private. Ma tant’è.
Fa bene il SAV, da tempo, ad insistere sul fatto che si devono “introdurre maggiori tutele operative per gli operatori della vigilanza e del trasporto valori, tra cui la gestione delle soste e l’utilizzo delle corsie di emergenza”.
Anche perché – durante il turno di lavoro e l’espletamento delle mansioni – le Guardie Particolari Giurate rivestono la qualifica giuridica di Incaricato di Pubblico Servizio, pur non essendo Ufficiali o Agenti di Pubblica Sicurezza, funzione che resta esclusivamente in capo ai Corpi Armati dello Stato.
Le Regioni e i Comuni devono riflettere perché i cittadini hanno paura, sono stanchi, non sopportano più il degrado urbano e la microcriminalità che dilaga nelle città.
Trasmissioni come “Fuori dal Coro” e “Dritto e Rovescio”, settimanalmente, portano servizi e testimonianze sul tema.
La politica è ora che si desti dal sonno letargico nel quale si trova e inizi a dare delle risposte concrete.
L’immagine di copertina è stata generata con Gemini AI.
