Ad Aosta c’è un campione, nato nella palestra della “Officine Training Center”, che mira al Titolo Italiano di Pugilato. A sognare con lui, la “Signora della Boxe”, Rosanna Conti Cavini.
Nei giorni scorsi, andando in controtendenza con il mainstream dell’informazione che parla quasi esclusivamente di calcio, vi abbiamo palato di uno straordinario talento del pugilato italiano che ha fatto parlare di sé in molte palestre del Paese.

Ovviamente stiamo parlando di Matteo Impieri, eccellente pugile della “Officine Training Center” di Aosta che, a Lurate Cavicchio (Como, Lomabrdia), ha sconfitto ai punti un talentuoso e molto preparato Sergio Javier Escobar.
Dopo di noi, anche il TGR Valle d’Aosta ha ritenuto sottolineare come il giovane Impieri ha “vinto il suo quinto match su cinque disputati tra i professionisti”.
A commento di questo importante successo, che promette di essere solo uno dei primi, Matteo Impieri, nello studio del telegiornale regionale della RAI di Aosta, ha dichiarato: “E’ stato un incontro molto, molto difficile, soprattutto in fase di preparazione, perché eravamo preparati per un altro avversario che all’ultimo ha dato forfait, e il martedì ci siamo trovati con un altro avversario”.
Nello sport agonistico succede anche questo. Può accadere di tutto e ci si può fare anche seriamente male.

Infatti Impieri racconta: “In fase di combattimento ho subito un colpo, nella terza ripresa, che ha perforato il timpano e la terza ripresa è stata molto, molto, sofferta. Mi sono ripreso, ho messo il ginocchio a terra e ho vinto ai punti il match”.
Per chi non lo sapesse, “la perforazione del timpano è una rottura della sottile membrana di forma ovale situata profondamente nel canale uditivo atta a separate orecchio medio e orecchio esterno”.
I tecnici audiologi e i chirurghi otorinolaringoiatri sottolineano come tale infortunio porti dolore all’orecchio e perdita di udito temporanea. Solo in rari casi si potrebbe avere bisogno di un intervento chirurgico per riparare la membrana e ripristinare la grave lacerazione avvenuta.
Era necessario trattare l’aspetto tecnico-sanitario per capire come il pugile Impieri ha compiuto una prodezza non da poco per portare a casa una più che meritata vittoria.

Nonostante il non trascurabile dolore e la rabbia per l’infortunio causatogli dallo sfidante, a causa di scorrettezza sul ring, Matteo Impieri ha dedicato la vittoria a suo figlio Santiago di 8 mesi, che lo segue sul ring da quando ne ha 4.
Parlando con la collega del TGR Valle d’Aosta, il giovane Impieri ha chiosato: “l’ho presentato al pubblico ed è sempre lui il motore della mia macchina, quindi la vittoria l’ho dedicata a lui ed al mio team”.
Questo gesto testimonia come, anche se si parla di uno sport da combattimento, dentro i guantoni, sopra al ring, salgano atleti con un cuore, un’anima, degli ideali e dei valori.
Matteo Impieri non fa eccezione in questo. E’ un ragazzo in gamba, con una preparazione culturale non indifferente e una capacità tecnica che riporta alla memoria il grande Nino Benvenuti, recentemente scomparso.
Quali gli obiettivi del giovane e motivato Matteo per il prossimo futuro?
E’ lui stesso a dire: “Teniamo in caldo le zero sconfitte e adesso, con il mio manager Rosanna Conti Cavini, stiamo programmando di arrivare al Titolo Italiano. Attualmente sono tredicesimo in classifica, quindi non è più un miraggio, lo vediamo all’orizzonte, e ci stiamo concentrando per portarlo qui in Val d’Aosta”.
Vuole farsi questo regalo il giovane Impieri ma, soprattutto, farlo alla terra che gli ha dato i natali e che tanto ha creduto in lui in tutti questi anni.
Vincere il Titolo Italiano di Pugilato non è uno scherzo. E’ un ambito titolo sportivo che richiede un sacrificio, una costanza ed una sofferenza non indifferenti.
Il pugilato è si sport da combattimento ma anche, e soprattutto, sport mentale. Non si può salire sul ring con la testa altrove perché oltre ad uscirne sconfitti, si può portare a casa un danno fisico non trascurabile.
Matteo Impieri è stato per molti anni un dilettante di questo sport. Oggi, a pieno titolo, è annoverato fra i Professionisti della Boxe ed è lui stesso a dire che “cambia tutto perché ci sono i guanti più piccoli, le fasciature dure, devi essere pronto sempre, a 360 gradi, in ogni momento dell’anno, perché il professionista è anche questo”.
Dopo la vittoria di Lurate Cavicchio, e dopo l’intervista di Matteo Impieri alla TGR, abbiamo raggiunto nuovamente il giovane pugile per chiedergli quali cambiamenti vede all’orizzonte.
Ci ha detto, innanzitutto, di aver firmato un contratto con la “Rosanna Conti Production” e di essere entrato a far parte del novero di atleti seguiti dalla “Signora della Boxe” internazionale, Rosanna Conti Cavini.

La Conti Cavini solca i più grandi teatri della boxe mondiale sin dal lontano 1986, ha all’attivo centinaia di eventi di altissimo pregio tecnico-sportivo, una lunga esperienza nel mondo professionistico internazionale e, non a caso, è una delle donne più stimate nel panorama della Federazione Pugilistica Italiana.
Il fatto che la “Signora della Boxe” abbia voluto prendere sotto la sua ala protettrice un pugile come Matteo Impieri fa capire, anche a noi profani, quanto questo giovane sia determinato, sagace, coriaceo e determinante per la propagazione del Pugilato in un’Italia che, in questa disciplina, non ha nulla da invidiare agli altri Stati ed alle altre Federazioni.
Non resta che fare i migliori auguri a Matteo Impieri, alla “Rosanna Conti Production”, e dare un ideale, ma sincero, abbraccio al piccolo Santiago affinché possa diventare sano e forte come il suo papà.

Tanti complimenti e congratulazioni, tanti auguri per il suo futuro sportivo, che lo porti al titolo italiano più alto e anche mondiale. Una sola domanda: ha dedicato la vittoria al suo bel bimbo, perché non anche a sua moglie?