Gaza tiene banco nel dibattito italiano. Il sindacato dei giornalisti si schiera con CGIL e pro-Pal.
In questi primi giorni di settembre, finite le ferie estive, da “Casa dei Giornalisti”, sede dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, è stato diramato un comunicato nel quale si dice che la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, oggi, sarà in piazza con la CGIL per protestare contro la “mattanza dei giornalisti”.
Il Segretario Nazionale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Alessandra Costante, inoltre, ha affermato: “Quanto sta accadendo nella Striscia non è solo la mattanza di giornalisti, ma è l’uccisione di un popolo: fra le vittime del massacro ci sono anche migliaia di bambini e per questo è giusta, corretta e necessaria una mobilitazione di tutta la società e non soltanto di una parte”.
Per dovere di cronaca e correttezza dell’informazione dobbiamo dire che la Federazione Nazionale della Stampa Italiana non parla a nome di tutti i giornalisti italiani ma solo di quelli iscritti all’Organizzazione Sindacale FNSI ed alle associazioni sindacali regionali che ne sono emanazione sul territorio.
Per questo motivo è bene sottolineare che “il sindacato dei giornalisti si unisce alla CGIL nel chiedere che “si fermi la barbarie in corso” e che il Governo Italiano “si schieri dalla parte della pace, della giustizia e del diritto internazionale” e invita i colleghi a dar voce alla protesta che si alzerà in tutta Italia”.
Per correttezza diamo notizia di questa iniziativa, visto che coinvolgerà migliaia di colleghi in tutta Italia, e diciamo anche che Alessandra Costante tiene a far sapere che “la FNSI sostiene l’iniziativa umanitaria non violenta della Global Sumud Flotilla per la popolazione martoriata di Gaza”.
Nei giorni scorsi FNSI, Assostampa Liguria e l’Ordine dei Giornalisti della Liguria hanno sostenuto la raccolta di generi alimentari della Global Sumud Flotilla per Gaza.
Chiunque poteva portare il proprio contributo (farina, riso, pasta, zucchero, biscotti, pelati, legumi, miele, marmellata, tonno) che ha preso il largo il 30 agosto con gli attivisti della Global Sumud Flotilla.
La guerra è sempre sbagliata e deprecabile. Sarebbe stato bello tanto attivismo anche dopo il barbaro attacco dei palestinesi nei confronti dello Stato di Israele, il 7 ottobre 2023.

Vogliamo inoltrarci nei distinguo? 7 ottobre, 1200 vittime, parte dei quali dovuti alla reazione israeliana che ha usato aerei e blindati per rispondere all’attacco. Reazione israeliana, 62.300 morti, 162.005 feriti, 90% del territorio di Gaza demolito e raso al suolo, due milioni di sfollati, in stato di carestia e fame. Direi che “tanto attivismo” per fermare questo orrore sia il minimo, lei pensa il contrario?
Egregio signor Paolo, credo sia chiaro il mio pensiero essendo io l’autore dell’articolo.
Comunque non ho problemi a dire che sono assolutamente contrario a questo tipo di iniziative e che avrei voluto vedere tanto attivismo anche dopo il 7 ottobre 2023.
Giusto che ogni italiano possa esprimere la propria opinione (articolo 21 Costituzione). Io esprimo la mia, unitamente alla solidarietà alle vittime del 7 ottobre 2023 e alle Comunità Ebraiche d’Italia che vivono nel terrore per via degli atteggiamenti dei pro-Pal. Grazie per aver commentato. Ossequi.
Con tutto il rispetto, le comunità ebraiche vivono nel terrore per colpa delle politiche scellerate del governo Nethanyahu. Certo, una maggiore e decisa presa di distanza dal genocidio in atto da parte delle comunità stesse credo avrebbe reso tutto meno teso, ed invece il sostanziale appoggio dato allo sterminio in atto le ha esposte a tensioni e proteste. Sempre condannano violenza e sopraffazione, beninteso.
Vogliamo parlare di Hamas? Organizzazione terroristica finanziata direttamente da Nethanyahu, controllata dai Servizi israeliani, utile nemico grazie a cui il governo fascista e genocidario distoglie l’attenzione dalle inchiesta e processi che vedono il suo premier coinvolto.
Qui ognuno se la canta e se la suona come gli pare: non credo proprio che Hamas sia finanziato da Netanyahu e lei con questa affermazione ha dichiarato chiaramente la sua posizione. Liberissimo, però anche gli altri sono liberi di pensare il contrario; oppure voi di sinistra vietate l’opposizione?
Come sono belle e rilassanti, le categorie: buoni e cattivi, sinistra e destra, bianco e nero. Permettono alle menti semplici di non affrontare le sfumature.
Pro-pal, che termine orrendo: mi ricorda l’altro orrore, la sigla “no-vax”. In ogni caso, cara Margherita, si legga la pagina Wikipedia, sito notoriamente comunista e Pro-pal, dove si enumera con precisione l’enorme flusso di denaro uscito da Israele verso le frange estremiste, allo scopo di indebolire la componente laica ed avere, come detto prima, un utile nemico. Viva i punti di vista, ma soprattutto chi si documenta e legge
Caro Elia, torniamo all’origine del tuo articolo per esprimere la mia dissociazione dall’inzitiva partigiana dell’ordine del Giornalisti tutto adagiato sulla CGIL e le sue iniziative deleterie in ogni contesto sociale e politico
Caro Francesco, purtroppo l’Ordine dei Giornalisti, e con esso il sindacato di categoria, spesse volte prende posizioni senza chiedere nulla agli iscritti. Questo uno dei motivi per cui molti giornalisti non vanno più a votare il rinnovo delle cariche dell’Ordine.
Prima una manifestazione al Torino Pride, poi l’annuncio della redazione di un documento sul gender, ora lo spalleggiamento della Global Sumud Flotilla.
Pare quasi di essere all’interno di “Alleanza Verdi Sinistra”.