Maschicidio è una parola che piace poco al mainstream del femminismo. Eppure tanti sono gli uomini uccisi dalle donne.
Nei giorni scorsi abbiamo parlato delle vergognose opinioni di una femminista che ha dimostrato quanto le donne possano essere violente nel linguaggio.
La discutibile signora arrivò a sostenere che “se scomparissero gli uomini quasi tutti i reati scomparirebbero” e che “in Italia tutto il codice penale esiste a causa loro”.
Dispiace smentire le ideologiche femministe ma al 31 luglio 2026 risultavano “2.879 donne recluse negli Istituti Penitenziari italiani”. Ma come, non erano gli uomini coloro i quali commettevano i reati?
Il femminismo è una piaga purulenta che danneggia le donne intelligenti, equilibrate, educate e ragionanti.
Secondo quanto asserito nel suo Rapporto, l’Associazione Antigone sostiene che “le donne rappresentano circa il 4% della popolazione detenuta totale. La presenza femminile è stabile da decenni (tra il 4% e il 5%). Le pene inflitte alle donne sono mediamente più brevi, motivo per cui gli ingressi annuali sono proporzionalmente più alti rispetto alle presenze”.
E’ talmente falso quanto asserito dalla femminista, che proferì ignobili frasi sui cittadini di genere maschile, che va rammentato come in Italia esistono tre carceri interamente femminili (Roma, Venezia e Trani).
E’ sempre Associazione Antigone a specificare che in questi tre Penitenziari sono detenute 501 donne, corrispondenti a meno del 20% del totale delle donne incarcerate.
In Piemonte – dato fornito dal Ministero della Giustizia nelle Statistiche stilate dal Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria – al 31 agosto 2026 erano detenute 166 donne.
Numero che non si può trascurare e che sottolinea come le femministe non solo sono bugiarde ma anche colpevolmente disinformate. Avessero un briciolo di onestà intellettuale ammetterebbero che preoccupa il fatto delle 441 donne detenute in Lombardia.
Se il mainstream del femminismo avesse un po’ di amor proprio metterebbe in luce che non esistono solo i tanto sbandierati femminicidi.
L’ISTAT spiega chiaramente che “in numeri assoluti, nel 2024 circa 26 uomini sono stati uccisi da donne”. Come mai queste notizie non riempiono le prime pagine dei maggiori quotidiani del Paese o il palinsesto televisivo delle trasmissioni di approfondimento giornalistico?
E’ sempre l’Istituto Nazionale di Statistica a dirci come, in Italia, “le donne compaiono come autrici soprattutto in omicidi familiari, non in contesti criminali o di violenza urbana”.
Mentre le femministe sostengono che gli uomini sono sempre più inclini ad uccidere le donne, i dati accertati ed acclarati ci dicono che “la dinamica più frequente resta: uomo ucciso da uomo” con motivazioni legate a “criminalità, conflitti, violenza tra conoscenti”.
E’ necessario che il giornalismo dica le cose come stanno, senza assecondare i capricci delle Lobby Femministe tanto in voga nella società contemporanea.
I 26 uomini uccisi dalle donne meritano rispetto, cordoglio, memoria, perché il “maschicidio” non è meno grave del “femminicidio”.

LE NOTIZIE PER ESSERE CREDIBILI, DEVONO ESSERE COMPLETE, ALTRIMETI COME SUCCEDE OGGI, SI LEGGONO NOTIZIE A SENSO UNICO. REAZIONI? CODA TRA LE GAMBE DELLE NOSTRE SUFFRAGETTE
Caro Francesco, le Femministe dimenticano sempre di dire che i reati fanno schifo a prescindere da chi li commette. E’ grave che se commette il reato un maschio si riempiano i rotocalchi ma se lo commette una femmina si taccia o si parli addirittura di “accanimento misogino”.