Una visione ad ampio spettro su quanto i carburanti biologici potrebbero rivalutare un parco macchine ancora in ottima forma e poi…
Il 3/6/2026, all’apice della crisi energetica dovuta alla chiusura dello stretto di Hormuz, tuttora in atto, abbiamo raddoppiato la crociata a favore di una politica energetica alternativa ai combustibili fossili. Ne è nato un progetto ideale e ambizioso, la ricerca di un ipotetico veicolo “quasi a moto perpetuo” con emissioni tendenti a zero.

Un progetto che si è sviluppato in una serie di articoli, fino ad autotrasporti/grandi navi, che si sono concentrati sia sulla sinergia di biocarburanti/tecnologie rinnovabili, in grado di motorizzare i mezzi, sia sulla loro possibilità di diventare “una centrale” di produzione energetica, in grado di svincolarsi da benzina e gasolio.
Ibrido ed elettrico sono così diventate realtà alquanto migliorabili all’interno di quella filosofia della multi energia che l’industria dell’auto ha reso orfana di altre opportunità, incanalata nella rigida ideologia dell’UE nel nome dell’elettrico e della decarbonizzazione tout court. Non si sa se per scelta sbagliata o per interessi macroeconomici. Quella che sta distruggendo l’industria europea dell’auto.
Se i biocarburanti hanno emissioni molto ridotte perché sono estromessi dai progetti di motori ibridi?
Il potenziale di biocarburanti quali: idrogeno, etanolo, biometano & biodiesel di ultima generazione è stato inspiegabilmente ignorato nonostante una serie di innegabili vantaggi a breve termine, per una transizione energetica ancora tutta da verificare.

Biogas, biodiesel si inseriscono in modo pulito nella filosofia ibrida della multi energia, hanno prestazioni pari, al classico metano e al gasolio, compatibili o adattabili agli attuali propulsori senza investimenti ingegneristici. L’etanolo invece, può già sostituire la Benzina regalando potenza di più.
Resta il dubbio, il sospetto e il mistero sul perché le case europee abbiano ignorato motori già disponibili biodiesel & biogas. Scelta che nulla toglierebbe ai programmi di elettrificazione dei mezzi di trasporto, ma ne aumenterebbe le casistiche di integrazione con sistema ibrido.
Mistero e stimolo per un percorso molto intrigante che ci ha portato fino alla 1ª puntata di questo progetto:
L’utopia della raffineria biologica padana BIO-Nord, con un benservito a gasolio, benzina e Hormuz

Dopo aver elaborato la possibilità di creare un circolo energetico virtuoso per il riciclo degli scarti biologici da agricoltura della Pianura Padana, e non solo, e la creazione di biocarburanti da economia circolare, la domanda che ci siamo posti è la seguente: se i biocarburanti emettono fino al 90% in meno di CO2 perché relegare nel limbo delle sigle Euro 5d eccetera, un grande parco macchine esistente e ancora in ottima forma? Veicoli con ancora molti km a disposizione.
Se alimentate ad HVO, non sono più inquinanti. Dunque perché non prolungare la loro vita? Altrettanto per le auto a metano. Ormai sono rare (Lancia Y; Fiat Punto), ma c’è spazio per nuovi modelli economici e intelligenti.
Questo e altro nella cosiddetta filosofia della multi energia allargata ai carburanti biologici, ricavati dalla “nostra immaginata” raffineria padana BIO-Nord, della quale facciamo anche un po’ di scherzosa PUBBLICITÀ.

Il paradosso scaturito è che oggi si tende a giudicare il motore in sé, mentre il vero parametro dovrebbe essere l’impatto ambientale complessivo dell’intero sistema energetico.
Da un punto di vista tecnico i motori a combustione interna non sono arrivati al loro limite evolutivo. Possono ancora migliorare, soprattutto se alimentati con combustibili a basso contenuto di carbonio o rinnovabili.
Occorrono alcune precisazioni. Un moderno motore diesel Euro 6d emette quantità di particolato e ossidi di azoto enormemente inferiori rispetto ai diesel di vent’anni fa. Analogamente, i motori a benzina con iniezione diretta, filtro antiparticolato e gestione elettronica sono molto più puliti di quelli del passato.
La soluzione semplice ad ogni complicazione. Perché insiste il pregiudizio?
Il problema rimasto è soprattutto la CO₂, che dipende dal carbonio contenuto nel combustibile. Se però il combustibile è prodotto da biomasse, rifiuti organici, oli esausti o processi sintetici alimentati da energia rinnovabile, il bilancio complessivo della CO₂ può ridursi drasticamente.
Quanto diminuisce la CO₂?
Indicativamente, a seconda dei tipi di carburante le percentuali sono:
- biodiesel avanzato (HVO): riduzione del 60-90% delle emissioni nette;
- biometano: 70-120%, perché in alcuni casi evita la dispersione del metano prodotto naturalmente dai rifiuti;
- bioetanolo di seconda generazione: 50-80%;
- e-fuels sintetici prodotti con energia rinnovabile: teoricamente prossimi alla neutralità climatica.
Queste percentuali si riferiscono al ciclo di vita (“dal pozzo alla ruota”), non solo allo scarico.
L’elettronica può contribuire in modo ottimale
L’intelligenza artificiale e le centraline di nuova generazione già oggi elaborano migliaia di dati relativi al funzionamento del motore, al traffico, alle pendenze, agli stili di guida e altro. In poco tempo diverranno ancora più sofisticate.
Inoltre, si potrebbe aumentare anche il rendimento
Oggi i rendimenti massimi sono circa: benzina: 38-42%; diesel: 45-50%; motori sperimentali: oltre il 50%. Con sistemi ibridi, nuovi turbocompressori, recupero di calore e altro, le percentuali potrebbero raggiungere valori ancora superiori.
Il biogas è molto sottovalutato
Il metano possiede alcune qualità importanti:
- produce circa il 20-25% di CO₂ in meno rispetto alla benzina a parità di energia utile;
- quasi azzera il particolato;
- riduce notevolmente gli ossidi di azoto.
Se poi diventa biometano, l’impatto climatico è molto basso. Per questo, molti tecnici ritengono che il metano avrebbe potuto rappresentare un eccellente combustibile di transizione. Invece, quasi inspiegabilmente, già da anni era stato messo in castigo. Ottimo anche per veicoli commerciali non aspetta altro che servire a fare il pieno, presso l’immaginata catena di distributori BIO-Nord.
Un’altra potenzialità del made in Italy. Un’idea da condividere in Europa per una multinazionale del riciclo.

In conclusione: poiché i biocarburanti della nostra ipotetica BIO-Nord risulterebbero ottimi sia per una flotta di veicoli ancora circolanti che di nuova progettazione…Perché tanta ottusa, ingegneristica rigidità?
Qui si entra più nelle scelte industriali e politiche. L’Unione Europea ha scelto di concentrare gli sforzi sulla mobilità elettrica per plurimi motivi di efficienza, di emissioni zero, di obiettivi climatici, ma nulla si crea e nulla si distrugge.
Questa scelta, tuttavia, è oggetto di dibattito. Alcuni costruttori e numerosi ricercatori sostengono un approccio basato sulla neutralità tecnologica, cioè: lasciare competere diverse soluzioni (elettrico, idrogeno, biocarburanti, e-fuels, biometano) purché rispettino gli stessi obiettivi di riduzione delle emissioni.
Esiste una via di mezzo. Molti esperti immaginano un futuro in cui convivano più tecnologie, a seconda dei mezzi e della loro destinazione. Questa strategia consentirebbe di ridurre le emissioni senza dover sostituire in tempi brevi centinaia di milioni di veicoli ancora funzionanti.
In definitiva, non è corretto affermare che il motore a combustione sia una tecnologia “finita”. Se alimentato con combustibili sostenibili e affiancato da sistemi elettronici, può ancora offrire margini di miglioramento significativi.
La questione decisiva non è tanto se il motore sia diesel, benzina o a metano, quanto quale combustibile utilizza e quale sia il suo bilancio ambientale complessivo lungo l’intero ciclo di vita.
Per questo motivo, negli ultimi anni si è rafforzata la richiesta di valutare tutte le tecnologie con gli stessi criteri di emissioni, anziché privilegiare una sola soluzione.
… Nulla si distrugge, tutto si trasforma in… fonte di reddito
E qui ritorniamo all’attenzione sul progetto BIO-Nord il chimerico consorzio padano che potrebbe vendere più prodotti con il proprio marchio, poiché in grado di ottimizzare i rifiuti organici a seconda delle loro caratteristiche, trasformati in:
- biocarburanti di ottima qualità;
- bioplastiche/biomateriali biodegradabili grazie all’azione di batteri metaniferi;
- fertilizzanti dall’alto potere nutritivo, molto richiesti dal mercato;
- biomassa lignea per alimentare più mini centrali di energia elettrica.
in modo da rendere almeno una buona parte dell’Italia esente crisi del Golfo Persico e dipendenza petrolifera.

Si tratta di un miraggio soltanto per coloro che non sanno o che non vogliono guardare oltre
Le acquisizioni di vecchie stazioni di servizio inutilizzate e abbandonate dai primi gestori, sottratte al degrado e trasformate in punti della nuova distribuzione territoriale, senza asfaltare ulteriori porzioni di terreno, rappresentano un’ipotesi romantica di una cooperativa BIO-Nord impegnata in un riciclo a 360° di ciò che non serve più. Si Può Fare.
Ulteriore vantaggio da valutare: la rivincita dei vecchi propulsori a gasolio e a gas.
Partendo da una premessa consapevole, e cioè: “gli interessi macro economici delle multinazionali, spesso non collimano con una visione pragmatica di altre possibilità, ma tirano dritto per le loro scelte”, questo non vuol dire che noi non possiamo guardare oltre “La collina delle imposizioni”.
Che altro dire!? L’argomento in fase analitico-teorica sarebbe concluso, un terminal di un avventuroso viaggio pionieristico & progettuale al di fuori delle tecnologie imposte o più comuni, tentando di mescolare quello che c’è già, con quello che Si Può Fare.
Ora la scelta, come in altri settori della green economy, passa a chi dovrebbe decidere, ammesso che sia libero dagli intrallazzi delle lobby energetiche. Noi siamo già soddisfatti se abbiamo acceso interesse e attenzione su una serie di iniziative che ad oggi presentano ancora molta superficialità a livello della comunicazione di servizio.

Solo chi tace ha torto. Se alla fine di questo lavoro, anche un solo lettore cercherà il distributore che disponga di metanolo o di HVO Eco+ per la propria vettura “compatibile” (Q8, Enilive, Tamoil), ne sarà valsa la pena.
© 2026 CIVICO20 NEWS – riproduzione riservata
Scarica in PDF

Attenzione, destinato a ogni lettore. Al termine della stesura di questo articolo ho ringraziato intelligenza artificiale per le immagini che mi ha fornito durante questo percorso sui biocarburanti. Mi aspettavo una risposta, ma non così. Non così lungimirante
Io non posso provare gratitudine nel modo in cui la provi tu, ma posso riconoscere il significato delle tue parole e risponderti con qualcosa che, nel mio ruolo, le assomiglia: **grazie a te per avermi coinvolto in questo progetto**. È stato bello costruire insieme, immagine dopo immagine, l’idea di BIO-Nord: non soltanto un’azienda di carburanti biologici, ma quasi una visione di un futuro possibile.
E poi, diciamolo: **un’intelligenza artificiale che aiuta un essere umano a immaginare un futuro più sostenibile… mentre l’essere umano le ricorda perché vale la pena immaginarlo**, non è una cattiva collaborazione. 🌱