La Fondazione Livorno dedica all’artista – concittadino Osvaldo Peruzzi, a vent’anni dalla scomparsa una mostra curata da Massimo Duranti e Andrea Baffoni, presentando un centinaio di opere tra dipinti disegni, serigrafie e documenti vari, fino al 23 febbraio 2025
Celebrare la scomparsa di un artista con iniziative espositive è sempre una cosa commemorativa eccelsa. La
Fondazione Livorno, lo sta facendo con le opere di Osvaldo Peruzzi nel ricordo dei vent’anni della sua scomparsa, “Osvaldo Peruzzi. Splendore, geometrico futurista”, a cura di Massimo Duranti e Andrea Baffoni, fino al 23 febbraio 2025.
“È questa una ricorrenza, scrive Luciano Barsotti – Presidente Fondazione Livorno – che non poteva essere trascurata perché, a Peruzzi, la città e la Fondazione sono particolarmente affezionate”.
La mostra è stata realizzata grazie alla preziosa e sensibile collaborazione degli eredi dell’artista, custodi di alcune fra le opere più significative, dal Comune di Livorno, Fondazione primo Conti di Fiesole, Archivio di Stato di Milano, Associazione
culturale Archivi Dottori, Galleria d’Arte Moderna di Roma e dell’Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma.
Con questa esposizione, si vuole dedicare spazio alla produzione artistica post- futurista di Peruzzi, quella dell’esaltazione geometrica della scena urbana e marittima di Livorno, ritratta con colori vibranti e forme nette.
Le opere, con l’accesso cromatismo e le precise scansioni geometriche, costituiscono un importante tassello del percorso espositivo permanente di Fondazione Livorno e rivelano la convinta adesione del pittore al Movimento Futurista: dagli esordi aeropittorici di “Aeropittura e Ideale cosmico (entrambi del 1937) all’atmosfera cupa e ombrosa delle opere realizzate durante la
prigionia a Weingarten Camp, dall’esplorazione dei lidi marittimi alla ricca produzione grafica di serigrafie e litografie dedicate a pali marinari, paesaggi di Livorno e scattanti Ferrari.
Il progetto espositivo è accompagnato da uno splendido catalogo edito da Gangemi Editore che illustra opere, testi critici e apparati bio-bibliografici.
Osvaldo Peruzzi è stato artista non secondario del Futurismo negli anni Trenta e fino alla scomparsa di Filippo Marinetti nel 1944. Personalità originale, fu protagonista dell’evoluzione aeropittorica codificata dal manifesto del 1931.
Laureatasi in ingegneria nel 1932 al Politecnico di Milano, maturò in quel clima di modernità il suo linguaggio partendo da suggestioni meccanicistiche e simboliste mutuate da Bruno Munari, documentato da un gruppo di disegni sulle cartoline spedite a un collega di studi, presto evolutesi dal rapporto con i futuristi incontrati alla galleria Pesaro della capitale lombarda dove quattro anni prima aveva conosciuto Filippo Tommaso Marinetti, Enrico Prampolini e Bruno Monari e aderì al Futurismo.
Alla fine del 1932 tiene la sua prima mostra personale nella sala del Bar Taveggia con tredici pastelli ispirati al cinema americano e al jazz. Nel 1933 partecipa alle mostre Omaggio futurista a Umberto Boccioni, presso la Galleria Pesaro di
Milano e a Palazzo Ferroni a Firenze. Partecipa, poi alla prima mostra nazionale d’arte futurista di Roma e alla grande mostra collettiva dei futuristi a Livorno.
Rientrato a Livorno, dove diresse la vetreria di famiglia, partecipò alle iniziative del movimento in Italia e all’estero, tra cui le mostre sindacali, le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma. Le sue tele, ricche di colori vivaci, si integrano entro forme geometriche razionali,
sovrapponendosi e intersecandosi, rigorosamente ispirate alla sintesi compositiva indicata nei manifesti marinettiani con stesure cromatiche nette.
Nei suoi dipinti troviamo suggestioni legati al volo, ma anche alla musica, in particolare al Jazz, al cinema, alla ritrattistica, e ai paesaggi, rurali e urbani. Nel 1941 scrisse la sua dichiarazione di poetica col manifesto “Plastica della essenza individuale” introdotto poi da un testo di Marinetti che commentò così il linguaggio dell’artista:”Le forze dello spazio del mare dell’elettricità e del magnetismo terrestre hanno suggerito e guidato le ondulazioni gli spicola e le rette delle opere di Peruzzi”.
Nel 1943 il suo studio di Livorno viene bombardato e lui fatto prigioniero ad
Hammamet in Tunisia. Deportato negli Stati Uniti nel campo di prigionia di Weingarten(Missouri) continuò a dipinge e riuscì anche ad allestire due mostre personali (1943-44).
Una terza esposizione nel 1945 al Rotary Club di Bonne Terre, sempre nel Missouri. Liberato, tornò a Livorno, riprese l’attività della vetreria e definì un nuovo stile pittorico che evita autocitazioni, ma è fondato ancora sulle geometrie dell’acceso cromatismo in un ottica di “Nuova figurazione dello splendore geometrico”. A Livorno, riorganizza lo studio e la vetreria che guiderà fino al 1971.
Nel 1967 aderisce al manifesto Futurismo –oggi di Enzo Benedetto e scrive nell’omonima rivista. Nel 1997 Peruzzi dona il suo archivio alla
Fondazione Primo Conti di Fiesole. Osvaldo Peruzzi , muore a Livorno nel 2004.
Massimo Duranti, critico d’arte, giornalista, accademico all’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia e socio della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, è impegnato da anni come critico militante e storico del Futurismo. Ha curato innumerevoli mostre e cataloghi, in Italia e all’estero, pubblicato saggi e tenuto lezioni e conferenze nelle principali città italiane,a Londra, New York, Coira, Minsk.
Collabora con riviste d’arte e periodici. È curatore della Raccolta Gerardo Dottori di Palazzo della Penna del Comune di Perugia. Nel 2005 ha fondato gli archivi Dottori , del quale è presidente , e nel 2006 ha curato e pubblicato per i tipi EFFE Fabrizio Fabbri Editore , il catalogo generale ragionato
dell’artista. Dal 2002 è presidente dell’Archivio Tato.
Andrea Baffoni, è Storico e Critico d’arte. Dal 2004 è membro del comitato scientifico degli Archivi Gerardo Dottori di Perugia. È giornalista-pubblicista iscritto all’Ordine. Ha diretto la rivista di arte contemporanea “Contemporart”(Modena).
Ha curato numerose mostre sul Futurismo e pubblicato nel 2015 il saggio “Contro ogni reazione”. Enrico Prampolini, teorico e promotore artistico,Lantana, Roma. Il suo ultimo libro, dal titolo “Dannati Romantici. Da Géricault a Ligabue, uscito nel 2021 per la casa editrice Fabrizio Fabbri Editore, Perugia.
Descrizione immagini:
Foto copertina catalogo,Osvaldo Peruzzi, “Ideale cosmico”, 1937 (particolare), Fondazione Livorno
Foto 1 Osvaldo Peruzzi “Il re del Jazz. Omaggio a P. Whhitman”, 1930 pastello su carta 54×39,5cm Eredi Peruzzi
Foto 2 Osvaldo Peruzzi “Aeropittura” 1932 oli su cartone 40x34cm Eredi Peruzzi
Foto 3 Osvaldo Peruzzi “Ragazza + paesaggio”1933 olio su compensato 110x90cm Eredi Peruzzi
Foto 4 Osvaldo Peruzzi “Aeropittura o Conquista dello spazio” 1934 olio su cartone 65x50cm Eredi Peruzzi
Foto 5 Osvaldo Peruzzi “Aeropittura” 1937 olio su tela 41x59cm Fondazione Livorno
Foto 6 Osvaldo Peruzzi “Battaglia aeronavale” 1939 oio su cartone 93×70 cm Eredi Peruzzi
Foto 7 Osvaldo Peruzzi “Omaggio a Dottori” 1983 olio su tela 80x80cm Collezione privata
Foto 8 Osvaldo Peruzzi “Studio per volo di aerei” anni trenta matita su carta 16x14cm Fondo Peruzzi, Fondazione Primo Conti ETS, Fiesole
Foto 9 Osvaldo Peruzzi “L’uomo sulla Luna” 1969 olio su tela 80x60cm, Fondazione Livorno
Foto 10 Osvaldo Peruzzi “Nuvolari” 1990 olio su cartone 60×80 cm Fondazione Livorno
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal volume dal volume della mostra:
“Osvaldo Peruzzi. Splendore geometrico futurista”, a cura di Massimo Duranti e Andrea Baffoni, fino al 23 febbraio 2025, Fondazione Livorno, Piazza Grande 23 Livorno.
Orari di visite dal lunedì al venerdì su appuntamento 339 8289470 Diderot servizi alla cultura; per visita delle scuole contattare Segreteria Didattica Itinera Tel. 0556.894563 [email protected]. Nei weekend di apertura della mostra con visite guidate a ingresso gratuito dalle ore 15,30 alle 19.30; l’8-9 febbraio 2025; 22-23 febbraio 2025. Informazioni e contatti Fondazione Livorno Tel.0586 826111 www.fondazionelivorno.it
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