L’identità della comunità valdostana raccontata in un progetto espositivo diffuso nella Valle: dal Museo dell’artigianato valdostano di Fénis, al Priorato di Sant’Orso di Aosta dal Castello Sarriod de La Tour di Saint – Pierre, alla Cappella del Santo Sudario parco Castello di Introd, fino al 7 febbraio 2027
Un viaggio attraverso quattro luoghi e quattro parole chiave, Segno, Memoria, Legame, Ritorno, tutto sviluppato in un unico discorso, è Il nuovo progetto espositivo, “Diάlogos. Artigianato e immagini di devozione”, promosso dall’Assessorato Sviluppo economico
Formazione e Lavoro Trasporti e Mobilità sostenibile, in collaborazione con l’Assessorato istruzione, Cultura e Politiche Identitarie, curato da L’Artisanà in collaborazione con la Soprintendenza per i beni e le attività culturali.
Diάlogos è un percorso espositivo diffuso dedicato alla devozione in Valle d’Aosta, raccontata attraverso oggetti, immagini, segni e memorie. Dalla cultura materiale ed alla tradizione artigiana, lo sguardo si apre al patrimonio storico-artistico dell’intero territorio regionale. Croci, monogrammi figure sacre, manufatti e testimonianze familiari diventano frammenti di un racconto condiviso, nel quale il sacro incontra il quotidiano e il passato continua a interrogare il presente.
Gli Assessori regionali Luigi Berschy, Erik Lavevaz nel loro contributo congiunto al volume affermano come “La cultura e l’artigianato non sono soltanto ambiti da sostenere: sono strumenti attraverso i quali una comunità riconosce
sé stessa, interpreta la propria storia e costruisce il proprio futuro. In Valle d’Aosta esprimono un legame profondo con il territorio e rappresentano una leva per rafforzarne l’immagine e l’attrattività”.
Alessia Duroux, responsabile del MAV di Fenis, e Viviana Maria Vallet, Dirigente Struttura Beni storici artistici e gestione siti culturali, evidenziano come la mostra Diάlogos “La Valle d’Aosta custodisce un patrimonio culturale nel quale beni materiali e testimonianze immateriali si intrecciano in modo profondo. Opere d’arte, architetture, collezioni e manufatti dialogano con tradizioni, saperi artigianali, pratiche devozionali e memorie collettive, comp
onendo un sistema unitario che racconta l’identità del territorio”.
Uno degli obbiettivi della mostra Diάlogos restituire non soltanto l’immagine delle opere ma anche la materia, i dettagli e quelle tracce che spesso una semplice osservazione non consentono di cogliere.
L’itinerario prende avvio dalla forma del Segno, al MAV (Museo dell’artigianato valdostano) di Fenis. Il racconto si sviluppa attraverso il Segno della Croce e delle sue molteplici rappresentazioni. Croci collocate lungo i percorsi, sino ai simboli incisi sul le
gno. La croce scolpita, intrecciata oapplicata agli oggetti della vita quotidiana, la croce testimonianza di continuità tra gesto artigiano, devozione e bisogno di protezione. Si prosegue al Priorato di Sant’Orso ad Aosta, dove si sviluppa il tema della memoria. Gli oggetti esposti raccontano la protezione domestica, il quotidiano, il nutrimento e il santo inteso come presenza concreta nella vita delle persone.
All’interno di questo racconto, uno sguardo si rivolge anche a San Francesco, figura capace di unire spiritualità, semplicità e attenzione per il creato. Al Castello Sarriod de La Tour di Sain
t-Pierre il visitatore incontra il tema del Legame, quello tra famiglie, dimore, territori e vicende storiche. Le opere e gli elementi esposti ricostruiscono una rete di relazioni che supera i confini del singolo e ricostruisce l’immagine di un patrimonio nato da continui scambi, paesaggi e connessioni. Nella Cappella del Santo Sudario e nel parco del Castello di Introd, il percorso raggiunge la tematica del “Ritorno”.
Ritorna la tela con il “Santo Sudario, Sant ‘Erasmo, San Rocco e San Sebastiano nella cappella per cui era statapensata. Ritorna il racconto delle sculture di Giovanni Thoux, legate ai soggiorni di san Giovanni Paolo II a Les Combes. Ritorna il pastorale di monsignor Alberto Maria Careggio nella terra in cui fu scolpito, insieme alle sculture di sua proprietà, che egli stesso volle donare all’appartamento pontificio, perché accompagnassero la vita del santo Padre con la presenza discreta e solenne dei segni della tradizione locale.
Nel parco del castello di Introd un percorso fotografico amplia lo sguardo al patrimonio valdostano, le immagini storiche diventano porte aperte e invitano il visitatore a proseguire il cammino ad altri luoghi, opere e testimonianze, cappelle, chiese, musei, collezioni e paesaggi della stupenda e incantata Valle d’Aosta. Il progetto nasce come anteprima di una ricerca più ampia, destinata in futuro a mettere in dialogo le sculture dei santi del passato con quelle del presente.
Ribadisce Thomas Linty che “gli oggetti non sono testimonianze isolate, ma frammenti di una storia condivisa; i segni non appartengono al passato. Ma continuano a interrogare il presente”. Il catalogo, in versione bilingue italiano – francese, pubblicato dalla Tipografia Valdostana conta 192 pagine arricchite da oltre centocinquanta immagini e va oltre alla presentazione delle opere in mostra
nei quattro siti esposizionali.
Il volume è stato concepito come un’opera autonoma, capace di andare oltre la durata dell’esposizione e di costruire un documento di raccolta storica e culturale nel tempo. Testimonianza di una parte profonda della cultura valdostana fatta di materia e di fede, di mani e di immagini, di luoghi, di uomini e di memoria.
Descrizione immagini
Foto copertina catalogo
Foto 1 Anonimo “Pannello”, Legno di pino silvestre e altre essenze XIX secolo
Foto 2 Vincenzo Costantino “San Francesco riceve il cordone della Vergine Maria, ai piedi di un altare Challant” XVII secolo Cappella di San Giuseppe Morgex
Foto 3 Giovanni Vuillet “San Bernardo” Legno di cirmolo” XIX secolo
Foto 4 Gino Thomasset “San Grato” Legno di noce XX secolo
Foto 5 Gino Thomasset “Sant’Orso” Legno di noce XX secolo
Foto 6 Corrado Abram “Sant’Orso con marca da pane” legno di noce XX secolo
Foto 7 Cappella del santo Sudario
Foto 8 Giovanni Thoux “Pastorale” Legno di noce e acciaio bronzo, pietre 1995. Il pastorale si compone di due opere: L’annuncio dell’angelo a Maria, raffigurato nel riccio, e i santi valdostani Anselmo, Bernardo, Grato e Orso rappresentati nell’impugnatura. Nella parte inferiore sono posti gli stemmi della Regione autonoma Valle d’Aosta e del vescovo Monsignor Alberto Maria Careggio.
Foto 9 Locandina della mostra
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostra:
“Diάlogos artigianato e immagini di devozione”, pp.190 ill. col. e b/n Tipografia Valdostana 2026, €20.00
