Fermato Youssel Siher, l’ideatore della chat Movimento 17 ottobre
Sabato è proseguito il programma dell’occupazione del centro storico delle principali città italiane ad opera degli incappucciati, cioè di quei gruppi eterogenei che seguendo il diktat propagato da Maurizio Landini in epoca non sospetta, mettono in opera la rivolta sociale e il blocco del Paese, con un’ accozzaglia di argomenti e motivazioni che spaziano dal disarmo alle condizioni strutturali di qualche edificio scolastico, futuro dei giovani, al caro vita, peraltro determinato dalle guerre non volute dal governo italiano, ma fomentate per soddisfare gli interessi economici e strategici delle grandi potenze.
In applicazione dei recenti decreti governativi, l’azione delle forze dell’Ordine è stata più efficace e ha impedito lo svolgimento dei cortei che avrebbero favorito lo sfascio dei negozi e accresciuto il disagio alla popolazione attiva, come avvenuto in recenti occasioni.
A Torino la tensione era elevata, con la massiccia presenza dei centri sociali e l’organizzazione strategica di Askatasuna, tanto cara al sindaco Lo Russo. Gli scontri sono durati sino alla sera anche verso la zona calda di barriera di Milano, con cariche della polizia. A svantaggio dei più violenti, sabato non sono arrivate, via internet le precise direttive per organizzare concentrazioni alternative dei manifestanti verso negozi e edifici di richiamo turistico e commerciale da saccheggiare.
La Digos nelle ore precedenti era riuscita a fermare il cervello di tante violenze. Si tratta di un ricercatore dell’Ispi e attivista pro Pal, cioè di Youssel Siher, trentenne bresciano di seconda generazione che, stando alle indagini della polizia, sarebbe l’ideatore della chat Movimento 17 ottobre, che nei giorni scorsi ha rilanciato la protesta dopo le devastazioni e gli scontri andati in scena in piazza Duomo e non sola a Milano, la scorsa settimana. L’uomo, che avrebbe collaborato in passato con le testate online di Foglio e Fatto Quotidiano, sarebbe stato trovato a casa di un’amica e accompagnato in Questura a Milano. Indagato per istigazione a delinquere aggravata.
Stando al curriculum pubblicato on line, Siher – origini marocchine – è stato research trainee presso l’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale. “I suoi interessi di ricerca – si legge – si concentrano sull’Islam politico, sui movimenti politici islamici e sul rapporto tra Islam e nazionalismo arabo.
Ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Milano. Durante i suoi studi ha analizzato i legami tra le ideologie politiche islamiche del XX secolo e le prime esperienze politiche dell’Islam e, nella sua tesi magistrale, ha svolto uno studio approfondito sui movimenti islamici in Marocco e i loro rapporti con il potere monarchico. È bilingue, essendo madrelingua arabo e italiano, e parla fluentemente inglese e spagnolo.
Stando a quanto risulta, sarebbe stato lui a creare la chat da 10mila iscritti che negli ultimi giorni ha alimentato la preoccupazione per un possibile bis del caos di una settimana fa. Proprio ieri è stato condiviso un messaggio che invitava i membri del gruppo a non presentarsi in piazza Duomo, ma ad attendere indicazioni su tre luoghi di concentramento da comunicare alle 14.30 per poi convergere un’ora dopo nella “piazza finale”.
L’uomo è stato portato negli uffici della Questura a Milano, dove sarebbe stato interrogato. In tarda serata è poi stato fermato su disposizione della Procura di Milano. Le ipotesi sono istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità di terrorismo e l’articolo 420 bis del nuovo decreto-legge, ovvero violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La moglie risulta indagata a piede libero per gli stessi reati.
Ha frequentato il gotha dell’intellighentia italiana”, così il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, in un post su X: “La sua individuazione da parte delle Forze di polizia testimonia le grandi capacità dei nostri investigatori e riafferma un messaggio chiaro e inequivocabile. Non saranno possibili zone franche e la risposta dello Stato sarà immediata contro chiunque pensa di poter organizzare aggressioni e rivolte credendo di riuscire a nascondersi dietro un passamontagna o l’anonimato dei social”.
Aggiunge il ministro della Difesa, Guido Crosetto: “I miei complimenti al collega Piantedosi ed alla Polizia di Stato per aver individuato l’ideatore del Movimento 17 ottobre. Non un emarginato ma una persona molto introdotta e che aveva avuto molte più occasioni di lavoro e collaborazioni di gran parte dei suoi coetanei. Da quotidiani ad enti pubblici, ha frequentato il gotha dell’intellighentia italiana. E si sono visti i risultati”.
I legami ideali, se non strategici e organizzativi tra questo soggetto e gran parte della sinistra nostrana sono evidenti. Non una parola di condanna è stata dichiarata, nei confronti dell’organizzatore delle manifestazioni del 17 ottobre che hanno messo a ferro e fuoco Milano. Su Youssef Siher, la sinistra, insomma, tace.
Mentre da destra le critiche sono feroci. Infatti, anche nel corso della settimana i vari sapientoni del campo largo si sono accaniti contro il governo e si mostravano tolleranti verso i manifestanti violenti e devastatori.
Il senatore forzista, Maurizio Gasparri, si congratula con il titolare dell’Interno per l’arresto di Siher. «Complimenti al ministro Piantedosi e a tutti gli investigatori. Non sorprende che l’indagine della polizia abbia portato a ipotizzare che la mente delle devastazioni del 17 ottobre sia un esponente del movimento Pro-Pal» ha dichiarato Gasparri. ” Appaiono chiare ogni giorno le connessioni tra i vari tipi di movimenti e le estremizzazioni filo-islamiche e, appunto, pro-Pal, da sempre presenti nelle piazze con emblemi e linguaggi che si ricollegano anche a movimenti protagonisti di azioni terroristiche come Hetzbollah e Hamas. Non bisogna sottovalutare questo segnale e certamente le indagini in corso ci offriranno elementi di chiarezza e di verità» ha aggiunto il senatore di Fi.” Chi devasta, organizza o istiga deve risponderne fino in fondo. Basta alibi e condanne a metà: tutte le forze politiche devono condannare senza nessuna remora o giustificazione alcuna» ha concluso.
Anche la vicecapogruppo di Fdi alla Camera, Augusta Montaruli, ha sottolineato i legami con l’estrema sinistra. «I centri sociali vorrebbero strumentalizzare le seconde generazioni per la lotta di classe, ma finiscono per offrire una sponda a quelle frange radicali che vogliono portare la jihad in casa nostra, alimentando violenza e disprezzo verso l’Italia» ha affermato. “Loro assaltano le forze dell’ordine e insultano tifando contro l’Italia, noi stiamo dalla parte degli italiani e delle forze dell’ordine. Non a caso sono gli stessi che a Torino bruciano la foto del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni» ha aggiunto. «Chiunque si organizzi per devastare deve sapere che verrà fermato» ha concluso Montaruli.
Lo scenario è apertissimo. Quali complicità potranno ancora emergere? In ogni caso la violenza di centri sociali, ampiamente istigata e coperta dall’estrema sinistra non demorde. Il governo ha approvato provvedimenti che già nella giornata di sabato si sono rivelati preziosi e determinanti.
In antitesi al plauso alla maggioranza di governo da gran parte dell’opinione pubblica, sono seguite lezioni di sociologismo di basso profilo e di scarso appeal da parte dei soliti amici dei compagni che sbagliano.
Spiace che a ringalluzzire il coro, si sia distinta anche la Cei che si discosta nettamente dalla Chiesa francese che invece ha invocato la fermezza e condannato la violenza nei confronti delle Forze dell’ordine.
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Immagine di copertina ottenuta con AI ChatGPT
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