Dall’avanguardie del primo Novecento di Carlo Carrà alla pittura analitica di Enzo Cacciola all’intelligenza artificiale di @parallel.fbx, nella mostra curata da Luigi Benzi, Alberto Fiz, Bruno Tacchella, fino al 25 ottobre 2026
Il 2026 si ricordano due importanti anniversari: 145 anni della nascita (1881) e i 60 anni dalla morte di Carlo Carrà. Per l’occasione il
Comune di Quargnento, città natale del pittore, con il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Regione Lombardia, in collaborazione con Luca Carrà, nipote dell’artista, e l’archivio Carlo Carrà, dedicano fino al 25 ottobre 2026 presso l’Auditorium della Trinità di Quargnento, una interessante mostra:“Carlo Carrà, Enzo Cacciola, @parallel.fbx. Dal Novecento al contemporaneo: il colore diventa materia e I.A:”, curata da Luigi Benzi (Sindaco della Città di Quargnento, Presidente Provincia di Alessandria), Alberto Fiz (Critico d’Arte e curatore di mostre), Rino Tacchella (esperto storia dell’arte, critico e curatore di mostre).
L’evento non solo come commemorazione, ma anche la volontà di rappresentare tre declinazioni differenti della sperimentazione e dell’evoluzione artistica, mettendo i
n relazione due artisti, che a prima vista, sembrerebbero collocarsi agli antipodi per epoca, metodo e linguaggio. Da un lato Carrà, che attraversa da protagonista le avanguardie della prima metà del secolo; dall’altro Cacciola, che negli anniSettanta vive i dissidi di una pittura in cerca di una strada lontana da ogni ipotesi rappresentativa. Dove le divergenze sono evidenti, e la mostra fa emergere, però, le convergenze più sottili e inattese.
Il forte legame tra Carrà e il suo paese natale: Quargnento è testimoniato già dal suo secondo nome, Dalmazio, uno dei sa
nti protettori della città, con cui si firmò insieme a Boccioni, Russolo, Balla e Severini. Il manifesto dei pittori futuristi del 1910 come “Carlo D. Carrà”.
È da Monferrato infatti, che Carrà trae la sua ispirazione, tanto che, per molti critici, questo radicamento è così profondo di riaffiorare come un’impronta ancestrale anche nei dipinti di altri paesaggi. Il primo, decisivo punto d’incontro tra i due artisti è la scelta di confrontarsientrambi con la pittura in quanto tale, matrice costitutiva a cui la Pittura Analitica – l’eterogeneo movimento nato in Italia tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta di cui Cacciola fu tra gli interpreti più coerenti – non volle rinunciare.
È qui che si coglie però anche la differenza più profonda, come spiega Alberto Fiz, uno dei curatori della mostra: ”Cacciola crea uno spazio di pittura, m
entre Carrà sperimenta sulla pittura ma entrambi s’interrogano sul medesimo media senza spezzare il sottile filo che li lega: da un lato la tautologia, la coincidenza tra gli elementi e il processo operativo, dall’altra la trasformazione continua della relazione tra superficie, colore e materia nei paesaggi tra divisionismo, futurismo, primitivismo, metafisica e ritorno alla tradizione”.
Il titolo della mostra racchiude proprio questo territorio comune, esplorato con strumenti opposti. In Carrà il rapporto tra colore e materia passa dalla cura nella preparazione della tela, dall’uso innovativo del collage, fino al gesto più radicale, il manifesto “La pittura dei suoni rumori e odori”(1913), che apre la pittura a una dimensione sintetica. In Cacciola il principio si radicalizza non c’è p
iù un prima e un dopo ma un’assoluta convergenza con l’oggetto.
Ogni volta assume, una propria identità modificandone lo stato in “Cementi”, ad esempio, il colore deriva direttamente dal materiale impiegato e dalla sua stesura. Questo confronto trova nella mostra una forma concreta nell’allestimento: venti opere di Carrà, la maggior parte esposte per la prima volta a Quargnento, dialogano con altrettanti lavori di Cacciola. Di Carrà viene proposta una sintesi che spazia dal 1900 al 1966, iniziando il percorso da “La strada di casa” del 1900, alla celebre “Lacerba e bottiglia” del 1914, messa a disposizione dalla Fondazione Cassa Risparmio di Alessandria (CRAL) , in cui introdu
ce per la primavolta in Italia la tecnica del collage, fino all’olio su tela del 1966 “Natura morta con bottiglia e chicchera”, passando per Futurismo, Valori Plastici, Metafisica e Novecento di cui è stato un protagonista della prima metà del secolo scorso.
Per quanto riguarda Cacciola vengono esplorati i contenuti della sua ricerca partendo dal “Cemento e Asbesto” del 1974, che anticipa la celebre serie dei “Cementi” del 1975 esposti a Documenta 6 di Kassel, per giungere alle “Sabbie” degli anni Duemila provenienti dai suoi viaggi nel (Sahara, in Argentina o Panama sono alcune delle sue mete) disposte sulla tela con l’uso esclusivo delle mani. Le opere dei due artisti sono allestite su pannelli contrapposti, uniti dalle medesime tonalità: i grigi, gli azzurri e i rosa di Carrà rispondonoalla materia cromatica di Cacciola.
“I pannelli posti sui due lati, uno occupato dalle opere di Carlo Carrà e l’altro da quelle di Enzo Cacciola, interagiscono, si confrontano e dialogano tra loro attraverso alcune tonalità cromatiche presenti nei lavori di entrambi che con
sentono un confronto particolarmente eloquente e speculare tra le cromie utilizzate da Carrà presenti in alcune opere realizzate nella prima metà del secolo scorso e quelle dell’inizio degli anni Settanta di Cacciola che ha avviato la sua ricerca in linea con altri movimenti artistici europei come Supports/Surfaces in Francia e la Pittura Radicale in Germania”, racconta Rino Tacchella, curatore della mostra.
Luigi Benzi, sindaco di Quargnento, Presidente della Provincia di Alessandria” l’Amministrazione comunale rende omaggio a Carlo Carrà mettendo in evidenza la genialità del Maestro quangnentino e la contemporaneità di Enzo Cacciola, uno dei massimi esponenti della Pittura Analitica, caratterizzata dalla continua ricerca artistica sulla materia e sul cemento, con uno sguardo al futuro che accoglie la contemporaneità radicale di Cristia
n Poddighe(@parallel.fbx) e della sua arte generata con l’Intelligenza Artificiale.
Il percorso espositivo contempla venti opere del maestro Carrà, che dialogano con altrettante opere di Enzo Cacciola, completandosi con una serie di opere realizzate con l’intelligenza artificiale del giovane artista @parallel.fbx tra cui un video ispirato direttamente a Carlo Carrà. Una scelta che nasce da un’ipotesi degli organizzatori: se Carrà, sperimentatore curioso di ogni novità per tutta la vita, fosse ancora tra noi, difficilmente sarebbe rimasto indifferente ai diversi filoni in cui oggi si dirama l’intelligenza artificiale. @parallel.fbx esplora la realtà da prospettive nuove e inusuali, attraverso un linguaggiovisivo che unisce ironia, ricerca e spirito critico.
Carlo Carrà, nato a Quargnento nel 1881 e scomparso a Milano nel 1966, aderì prima al futurismo e poi alla metafisica senza mai stabilirsi in maniera definitiva in nessun movimento. Carrà dimostrò subito una certa intuizione verso le ricerche artistiche più all’avanguardia e moderne del primo Novecento, senza per questo rinunciare ad un’espressione artistica che fosse personale e originale.
Enzo Cacciola è tra i pro
tagonisti più noti della pittura analitica. Già nel 1974 aveva abbandonato i supporti tradizionali per sperimentare materiali anti – artistici utilizzati generalmente nell’ambito della produzione industriale e artigianale: una sfida costante alle regole dove la pittura mantiene il suo aspetto provocatorio opponendosi a ogni forma di convenzione o di accademismo.
Cristian Poddighe, @parallel.fbx, artista digitale e designer formato alla Nuova Accademia di Belle Arti (Naba) di Milano, attraverso il progetto parallel.fbx realizza immagini pop generatedall’intelligenza artificiale, esposte in eventi internazionali come Art
Basel Miami; oltre quindici anni di esperienza nei settori del design, della moda, della comunicazione e del beauty. L’esposizione è commentata da un catalogo di 104 pagine realizzato in italiano e inglese, insieme alle opere esposte, contiene molte fotografie di Carlo Carrà ed Enzo Cacciola, i saggi di Alberto Fiz e Rino Tacchella e un breve racconto biografico degli artisti.
Descrizione immagini:
Foto copertina catalogo
Foto 1© Carlo Carrà “La prostituta”, 1945 olio su tela, 68×46 cm, Collezione privata
Foto 2 © Carlo Carrà “Paese sul lago”, 1944 olio su tela 40x50cm, Collezione privata
Foto 3 © Carlo Carrà “Natura morta con brocca” 1957 olio su tela 60x50cm, Collezione privata
Foto 4 © Carlo Carrà “Vele verso il largo” 1962 olio su tela 70x90cm Collezione privata
Foto 5 © Carlo Carrà “Natura morta con bottiglia e chicchera” 1966, olio su tela 40x50cm Collezione privata
Foto 6 © Enzo Cacciola “3 – 02 – ©1974 cemento e asbesto su tela” 150x100cm Collezione privata, Genova
Foto 7 © Enzo Cacciola “Cemento su faesite”, 1977 30x40cm, Collezione privata
Foto 8 © Enzo Cacciola “N. 5 -2021 cemento bianco su tela” 91x77cm Collezione privata
Foto 9 © Enzo Cacciola “20-04-2025 sabbia su tela, Sahara Occidentale, Tarfaya “52x64cm Collezione privata
Foto10 © Enzo Cacciola “Beijing 2025” terra e fiorini su tela. Pechino, 50x70cm, Collezione privata, Genova
Foto 11 © @parallel.fbx “La memoria delle gemme” 2025 Illustrazione digitale IA
Foto 12 © @parallel.fbx “Memoria corrotta” 2024 Illustrazione digitale IA
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostra.
Carlo Carrà Enzo Cacciola @parallel.fbx 2026. Dal Novecento al Contemporaneo: il Colore diventa materia e IA”, a cura di Luigi Benzi, Alberto Fiz, Rino Tacchella, l’Auditorium della Trinità di Quargnento, fino al 25 ottobre 2026, orario tutti i giorni dalle 9.30 alle12.30 e dalle 16.00 alle 19.30.
