Gli ambienti del Castello di Miradolo, ospitano una mostra sugli erbari d’autore da Besler a Penone , da Filippo De Pisis a Cage”, fino al 22 giugno 2025. Occasione per visitare anche il parco con più di duecento anni di storia
La mostra intende costruire un dialogo tra alcune pagine di erbari storici con la visione di alcuni artisti che attorno alla riflessione sulla materia e sugli elementi della natura hanno costruito opere che sono specchio del proprio tempo e del presente. L’esposizione,curata dalla Fondazione Cosso e da Roberto Galimberti, con la consulenza iconografica di Enrica Melossi, ospita oltre trenta opere provenienti da collezioni private, dal Museo Botanico dell’Università degli Studi di Padova che conserva oltre
500mila campioni di piante raccolte in tutto il mondo dalla fine del Settecento, dal Museo di Storia Naturale Giacomo Doria di Genova, dalla Fondazione Piero Gilardi di Torino e dal Museo Valdese di Torre Pellice. Le opere presenti in mostra intendono indagare temi come la necessità dell’uomo di classificare e misurare il mondo che lo circonda non soltanto per conoscerlo ma anche per svelarne il mistero o per esorcizzare le proprie paure, la pazienza e la cura di gesti che, nella apparente ripetizione, si scoprono differenti e ancestrali insieme, la fragilità di una materia, che nel suo mostrarsi effimera, sembra sfidare il tempo.
Filippo De Pisis ha iniziato la sua carriera di artista come botanico flâneur raccogliendo un erbario di piante essiccate formato da circa 1100 campioni raccolti in Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio dal 1907 al 1917, donato poi al museo botanico patavino. Wolfgang Laib ha studiato all’Università di Tübingen prima di dedicarsi alla pratica artistica creando sculture e istallazioni che sembrano collegare passato e presente, l’effimero e l’eterno, utilizzando materiali organici semplici e altamente simbolici, come il polline :la sua grande opera in polline è stata istallata nell’atrio del MoMA de New York nel 2013. La contaminazione tra natura e musica si trova nella serie Green sounds del 1978 dall’artista concettuale Betty Danon. Cristiane Löhr crea le sue sculture leggere e impalpabili a patire da materiali naturali, come semi, bacelli, steli erbacei, crini di cavallo, raccolti spesso in spazi periferici, punto d’incontro tra l’ambiente naturale e quello urbanizzato.
Erbe, bacche fiori nei lavori di Chiara Camoni, che richiamano la terra e la vegetazione che l’artista raccoglie e inserisce nelle sculture. Nelle opere di Pie Paolo Calzolari elementi provenienti dal mondo naturale, spesso soggetti a rapido deterioramento (sale, piombo, foglie di tabacco, muschio, petali di trifoglio) sono accostati a prodotti tecnologici. Dalla metà degli anni Sessanta, i tappeti –natura sono un segno di riconoscimento del lavoro di Piero Gilardi, la cui idea generatrice scaturisce da una riflessione sulla morte della natura, intesa come metafora delle pulsioni umane. Le trentatre erbe di Giuseppe Penone del 1989 sono il risultato di un’azione
di frottage: calchi di erbe reali sulle quali ha agito la mano dell’artista che raccontano, in ogni tavola, una riflessione profonda sul rapporto uomo-natura dove l’impressione delle erbe dialoga autenticamente con la parola che diventa poesia, tracciata sulla struttura vegetale.
Dello stesso anno, le 14 tavole che compongono il ciclo Da un erbario raccolto nel 1979 in Woga -Woga, Australia di Mario Merz che accosta a diversi esemplari di foglie di piante fermate sul cartoncino con adesivi a vista e la numerazione tipica della successione Fibonacci. Per quanto riguarda gli erbari storici , l’Erbario di Pierre Edouard Rostan, custodito dal Museo Valdese di Torre Pellice, racconta una natura in movimento fortemente legata al territorio, con le piante che emigrano, si spostano con l’uomo o spariscono. L’erbario contempla oltre duemila fogli – di cui cinque sono esposti in mostra al castello di Miradolo – raccolgono gli studi botanici del medico condotto e della sua vasta corrispondenza con scambi di piante con il mondo botanico ottocentesco.
Del farmacista Basilius Besler è esposta un’incisione originale eseguita all’acquaforte su rame e successivamente acquerellata di una tavola tratta dal suo monumentale erbario Hortus Heystettenis . Carlo Ludovico Allioni, considerato uno dei massimi esperti di scienza botanica e medica del XVIII secolo , per primo ha attuato una sistematica ridenominazione della flora piemontese in senso moderno , pubblicando i risultati nel trattato Flora pedemontana del 1785, dopo ben 25 anni di elaborazione, che documenta il censimento della flora spontanea di un’area geografica estesa per tutto l’arco alpino occidentale. L’Erbario di Ada Sella annovera trent’anni di ricerche botaniche che vanno dal 1954 al 1984 e sono condensate in 2539 fogli . Alfonso Sella, appassionato naturalista e botanico biellese , assieme alla moglie Ada , ha raccolto, essiccato e preparato sapientemente esemplari d’erbario per tutta la vita.
Dall’amore di Carlo Lupo – pastore valdese e poeta, teologo e soldato in trincea durante la prima guerra mondiale – per la fidanzata Lily Malan , sono nati toccanti diari di guerra noti come Erbario sentimentale con fiori ed erbe raccolti al fronte. Camillo Sbarbaro, singola re figura di poeta-scienziato allievo di Linneo -(appassionato di erbari da adolescente e poi lichenologo di fama internazionale – ha coltivato per buona parte della sua vita una doppia, estetica passione: quella per la letteratura e quella per i licheni, metafora dell’esistenza e campionario del mondo. L’esposizione è accompagnata da un’inedita installazione sonora, a cura del progetto artistico Avant-demière pensée , dedicata al brano In A Landscape di John Cage del 1948. La mostra annovera anche il progetto “Da un metro in giù” : un percorso didattico per i visitatori di tutte le età per imparare, con gli strumenti del gioco, a osservare le opere d’arte e le realtà che ci circonda. Tutto fino inizio estate 2025.
Descrizione immagini:
Foto Castello di Miradolo
Foto 1 Filippo De Pisis “Vaso di Fiori”, 1949 , P420 Bologna
Foto 2 Filippo de Pisis “Gallion Mollugo, data ignota Museo Botanico Università di Padova
Foto 3 Mario Merz “Da un erbario raccolto “ 1979 in Woga-Woga Australia, 1989 Collezione
“Di erbe e di fiori. Erbari d’autore. Da Besler a Penone, da De Pisis a Cage” , Fondazione Cosso, a cura di Roberto Galimberti, Castello di Miradolo , via cardonata 2 san secondo di Pinerolo fino al 22 giugno 2025. Orari.sabato, domenica e lunedì, dalle 10.00 alle 18.30. Informazioni:0121 502761 www.fondazionecosso.com ([email protected])
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