Filippo Manuelli: “Ecco le semplici regole per iniziare”
La gestione dei risparmi personali implica una serie di decisioni strategiche che hanno origine dagli obiettivi di vita. Avere una visione chiara delle proprie aspettative permette di fare le scelte giuste.
In questo articolo, esploreremo le regole che sono alla base degli investimenti e della costruzione di un portafoglio finanziario. Se sei giunto a questo punto vuol dire che hai già pianificato il risparmio e suddiviso gli obiettivi in orizzonti temporali e in ordine prioritario; se invece non sono chiari questi passaggi, approfondiscili in questo articolo su Civico 20 News.
Prima di iniziare, è fondamentale ricordare che le scelte dipendono dal nostro reddito e dalla nostra capacità di risparmio: minori sono queste variabili, maggiore è la necessità di prevedere un fondo di emergenza. La dotazione di questo fondo dovrebbe coprire almeno 6 mesi di spese ordinarie e deve essere facilmente liquidabile in caso di imprevisti; questo aiuta a evitare di dover vendere investimenti a medio e lungo termine in momenti di necessità, in particolare quando i mercati finanziari sono negativi.
Cercare di rispondere alla domanda “quando, dove e come investire” può sembrare un’impresa titanica, ma una volta cominciato è più facile di quanto si pensi.
E’ facile pensare che non sia proprio il momento giusto per iniziare a mettere soldi nei mercati finanziari viste le scoraggianti notizie quotidiane di conflitti, guerre dei dazi, inflazione, incertezze economiche, ma tutto sembrerebbe più naturale se si pensasse che investire è come mangiare le verdure da piccoli: non ci piace ma lo dobbiamo fare tutti i giorni.
Quindi, la risposta esatta alla domanda “quando investire”è: adesso e in modo continuato.
Un esempio ci può aiutare a capire il concetto. Immaginiamo che un nostro amico, un po’ sfortunato, abbia deciso di investire delle somme sul mercato azionario americano (Indice S&P 500) dall’anno 2000, in modo da garantirsi un proprio futuro previdenziale, quindi con un orizzonte di lungo termine. Ogni volta che l’ha fatto, il mercato è poi crollato inesorabilmente; è facile immaginare che avrà perso gran parte dei risparmi, ma, in realtà, sbagliamo a pensarlo.
Negli ultimi 25 anni ha investito per otto volte (come il numero di anni di borsa negativi dal 2000 ad oggi) la somma di 12.500 euro per un totale complessivo di 100.000 euro. Al 31 dicembre 2024 il suo portafoglio valeva oltre 365.000 euro, ottenendo così un rendimento annualizzato di quasi l’8%.
Non bisogna essere esperti o fortunati, la cosa più importante è avere un portafoglio diversificato e rimanere investiti sul mercato, senza vendere in preda al panico ma continuando ad accumulare investimenti, fedeli al proprio obiettivo e allo specifico orizzonte temporale.
Dunque, ora è più chiaro (forse) che per conseguire i nostri obiettivi di vita è importante iniziare a investire il prima possibile, avere pazienza durante le turbolenze dei mercati e allineare il rischio degli investimenti agli orizzonti temporali, diversificando adeguatamente il portafoglio.
Ma che cosa vuol dire esattamente diversificare quando si parla di investimenti?
Significa ripartire le somme in più investimenti, ognuno con un profilo di rischio e rendimento diverso. Questa pratica consente di rendere i portafogli più resistenti e meno soggetti alle volatilità dei mercati. Vediamo quindi “dove investire” diversificando senza essere sopraffatti dallo sconforto delle scelte prima ancora di iniziare.
Diversificare consente, come detto, di ridurre l’impatto negativo di eventuali perdite causate da uno specifico titolo, settore, area geografica o mercato poiché ognuno risponde in modo differente al variare delle condizioni economiche. Se investiamo, ad esempio, in poche azioni o in tante ma concentrate nello stesso settore (es. finanziario) o area geografica (es. Italia), il tempo non renderà necessariamente l’investimento più sicuro.
A questo punto è necessario sottolineare che ci sono due notizie, una buona e una no.
La brutta notizia riguarda le azioni; queste, infatti, possono fallire perché il mondo cambia e con esso cambiano gusti ed esigenze.
Il più antico e noto indice azionario della borsa di New York è il Dow Jones, fu creato nel 1896 da Charles Dow (famoso anche per aver fondato il The Wall Street Journal) che selezionò un gruppo di 12 titoli azionari leader dell’industria americana. L’indice ancora oggi esiste ma solo una delle 12 azioni iniziali (la General Electric) è a tutt’oggi parte dei 30 titoli che costituiscono questo indice.
La bella notizia, invece, è sugli indici che sopravvivono alle azioni o alle obbligazioni che li formano, perché si adattano ai cambiamenti.
Dunque se non siamo esperti, non complichiamoci la vita, scegliamo un fondo per costruire il nostro portafoglio, magari uno indicizzato, che consente di replicare l’andamento di un determinato indice a un costo estremamente ridotto. Il vantaggio di questi strumenti finanziari sta nel fatto di offrire un’ampia diversificazione semplificando le scelte: non m’interessa quali azioni comprare, le compro tutte insieme attraverso lo strumento che mi permette di investire anche solo 50 o 100 euro alla volta con un piano di accumulo (PAC).
Esistono, per esempio, fondi che replicano qualunque indice: dalle azioni alle obbligazioni, dalle materie prime agli investimenti alternativi; possono essere sia in forma di fondi comuni di investimento che di ETF, questi ultimi sono quotati sulle borse, proprio come le azioni. Trovare i più adatti è semplice, basta accedere a uno dei tanti provider di settore presenti nel web.
A questo punto manca solo la risposta all’ultima domanda: “come investire”?
Apparentemente può sembrare la più semplice ma in genere è fonte di grande confusione. Siamo invasi da pubblicità di prodotti e servizi finanziari, le App di finanza personale non si contano più, le piattaforme di trading regolamentate sono molte, troppe per uno alle prime armi, l’amico di un amico che fa il promotore, la nostra banca che ci chiama per venderci i fondi e servizi finanziari… …ma, come si suol dire, Keep calm and carry on! C’è sempre una soluzione.
Se la finalità dell’investimento è previdenziale, la soluzione migliore è sempre il Fondo pensione.
Se si è un lavoratore dipendente si potrebbe avere la possibilità di aderire a una forma collettiva prevista dal contratto; questa tipologia d’investimento previdenziale dà diritto ad alcuni benefici fiscali e al contributo del datore di lavoro, si tratta di soldi gratis che servono a raggiungere prima quell’obiettivo. Negli altri casi esistono Fondi pensione aperti che hanno i medesimi benefici fiscali (per approfondire l’argomento, scoprine i vantaggi in questo articolo su Civico 20 News).
Queste forme di previdenza offrono linee o comparti già costituiti che presentano differenti profili di rischio, scegliere quello giusto dipende da due variabili: il grado di rischio e l’orizzonte temporale. Più l’orizzonte temporale è lungo, maggiore sarà il grado di rischio che possiamo accettare.
Se si sta investendo per un altro obiettivo, probabilmente si vorrà evitare i fondi pensione che sono nati per finalità previdenziali e, a fronte di benefici fiscali, hanno delle restrizioni sulla disponibilità delle somme versate. In questo caso le soluzioni possibili dipendono dalla nostra volontà: possiamo sentire i consigli della nostra banca, rivolgerci a un consulente finanziario oppure utilizzare una piattaforma per negoziare gli investimenti direttamente.
In tutti e tre i casi, gli strumenti d’investimento possono essere gli stessi: Fondi comuni o ETF, meglio se indicizzati e a basso costo per contenere le spese.
Per creare un portafoglio solido non ne servono molti, per iniziare ne può bastare uno solo azionario globale, se l’orizzonte temporale è a lungo termine, o uno obbligazionario nel caso di un obiettivo più ravvicinato. Nel caso di investimenti che servono a finanziare scopi di vita nel medio periodo, la ripartizione tra i due fondi può essere facilitata dall’utilizzo di tool on line che simulano diversi scenari di allocazione e ottimizzano la ripartizione tra azioni e obbligazioni in base alla tolleranza al rischio e all’orizzonte temporale.
Se però non ci si fida delle proprie capacità e si preferisce essere seguiti nelle fasi iniziali dell’investimento, ci si può rivolgere a un consulente finanziario indipendente o un private banker che, dopo una pianificazione patrimoniale e una valutazione degli obiettivi che si vogliono raggiungere, potrà suggerire un’adeguata combinazione degli investimenti.
Comunque vada sarà un successo, a patto però di iniziare subito a investire anche con piccole cifre in modo da abituarsi a farlo e acquisire esperienza, gli importi potranno poi aumentare nel tempo così come la complessità degli strumenti finanziari.
Filippo Manuelli
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