La richiesta di una tredicenne contro la violenza
“Alice guarda i gatti” cantava De Gregori mezzo secolo fa, su note accattivanti di metafore criptiche, in attesa continua d’essere svelate. Oggi, anche Alice Unali guarda i gatti. Ne ha cinque, che tengono compagnia ai suoi tredici anni, e mi manda un componimento scolastico in cui parla di violenza sulle Donne (termine scritto sempre così, con la maiuscola – per un inconscio perché). Ne riporto alcuni tratti, per coinvolgere i cortesi lettori sul giudizio richiesto a me, che penso ci sia anche da imparare dai giovani, cui pretendiamo solo di insegnare. Dimentichiamo infatti che, mentre alcuni sono gli ultimi “internettiani” della Z GENERATION, gli altri sono “nativi digitali” della successiva ALPHA GENERATION, in corso da una decina d’anni, e tutti loro, in termini di apprendimento, sanno molto, forse anche più di noi, per l’uso dei telefonini, custodi tra l’altro dei loro sogni palesi e delle loro riservate intimerie.
<<… Per combattere contro la violenza sulle Donne a mio avviso non bisogna più stare in silenzio e dare voce alle Donne che l’hanno persa ingiustamente. Sono stanca di sentire ogni due giorni notizie di vittime di femminicidio. Non bisogna più stare zitti, perché il femminicidio non riguarda solo le Donne, riguarda tutti. Anche se non posso cambiare tutto da sola, voglio fare una piccola parte nel mio, perché il tema contro la violenza sulle Donne lo ritengo molto importante. La vita per le Donne sta diventando davvero complicata fino al punto di avere paura ad uscire da sole. Bisogna smettere di stare in silenzio e non intervenire, perché è facile ascoltare le notizie, disgustare gli uomini per ciò che fanno ma poi non fare nulla…
<<… In provincia di Venezia è stata uccisa una delle vittime che ad oggi si ricordano maggiormente (non significa che le altre non siano importanti) ovvero Giulia Cecchettin, un’adolescente un po’ più grande di me con tantissimi sogni e tutta una vita davanti. Il suo ex fidanzato non ha accettato il suo “no”, e lei solo perché non voleva tornare con lui è stata uccisa. La gravità di questa situazione come una delle tante non è da normalizzare. Le Donne vengono private ogni giorno della loro vita, e tutto ciò non è giusto perché tutti hanno una sola vita, e bisogna sfruttarla al meglio. Non trovo giusto che un essere umano debba togliere la vita ad un altro. È ingiusto che, quando una Donna si oppone, venga uccisa. Gli uomini non sono nessuno, non hanno il potere e non sono migliori rispetto alle Donne…
<<… Ho scelto due canzoni che sono molto affini al tema della violenza contro le Donne ovvero: – Nirvana: “Polly” – Pearl Jam: “Better man”. Essi sono due gruppi appartenenti al rock anni 90’/ grunge che mi hanno colpito. Il cantante principale dei Nirvana, ovvero Kurt Cobain, è sempre stato un artista che denunciava temi molto importanti. Questa volta si è soffermato sulla violenza contro le Donne; questa canzone parla infatti di una ragazza adolescente che, mentre camminava per strada, è stata aggredita. Il punto di vista che utilizza Cobain è quello dell’aggressore. Facendo così permette all’ascoltatore di entrare nella vera crudeltà della violenza in questo caso fisica. È davvero brutto perché questa canzone ricorda alcuni casi di femminicidio ovvero degli uomini che escono di casa con un coltello, giustificandosi poi dopo con “Dovevo sfogarmi, così sono uscito di casa per uccidere la prima persona che vedevo”, e ovviamente la vittima è sempre la Donna, perché? Perché la società le vede più deboli e così questi uomini le uccidono se vedono che sono indifese. È molto triste tutto ciò perché alcune ragazze sono arrivate fino al punto di dover uscire con il proprio cane di grossa taglia per non avere paura di essere uccise. Questa canzone l’ho scelta perché rispecchia e descrive in pochi minuti di ascolto, la vita delle Donne ad oggi, che per me è puro orrore… >>
Si vales, vàleo
