Tra diritto e senso di misura: il dilemma del miliardo o giù di lì, mentre l’Italia conta i danni sotto shock
Nonostante rifletta al suo interno un ampio pluralismo, la percezione popolare di una Associazione Nazionale Magistrati tendenzialmente “di sinistra” è alimentata da storici momenti d’attrito con ormai remoti governi di centro-destra e da più recenti questionari sulla separazione delle carriere su cui il governo ha preso una storta. E poi, le frizioni su provvedimenti legati all’ordine pubblico che meritano un’analisi a parte, dati i brutali saccheggi che stanno devastando le nostre città.
L’ultimo attrito tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’adeguamento economico con la categoria dei magistrati si è andato a sommare ad un clima di storie tese che sta attraversando il Paese, e mentre la press esalta i toni, la gente mormora e scuote le stanche teste, appesantite dai paradossi in stock
Nel sentire comune, la reazione alla notizia di quasi un miliardo di euro destinato agli arretrati di circa undicimila magistrati, con cifre stimate fino a centomila euro a testa, è pressoché unanime. In un’epoca segnata dal carovita, dall’inflazione e dai costi energetici che strangolano famiglie e imprese, l’idea che una categoria già garantita e retribuita con livelli di fascia alta possa beneficiare di un simile conguaglio appare distante dalla realtà del Paese.
È un’educata indignazione, che interpreta la spesa pubblica non come una sequenza di algoritmi contabili, ma come una scala di priorità umane e sociali, super evocate dall’opposizione, ma in questo caso, stranamente muta.
Se si sposta lo sguardo dall’opinione emotiva al perimetro freddo dei fatti, il quadro rivela una complessità bizantina. La vicenda non nasce da un beneficio concesso dalla politica o da un “premio di produzione” elargito ad hoc. È il risultato di un contenzioso contabile e di precise sentenze del Consiglio di Stato, che hanno riscontrato un errore nei parametri di calcolo dell’Istat per l’adeguamento retributivo degli anni passati.
Comunque, dal punto di vista giuridico, la magistratura, che farà il suo corso, sta chiedendo semplicemente l’applicazione di un diritto riconosciuto dagli organi di giurisdizione. Lo Stato, quando sbaglia i calcoli sulle spettanze di un lavoratore, sia esso un insegnante, un operaio o un giudice, è tenuto a porre rimedio.
Qui occorre sottolineare che bisogna sanare un errore nei confronti dei magistrati. Lavoratori che quando sbagliano pagano in modo limitato, per responsabilità indiretta, a norma di legge 18 del 27 febbraio 2015.
La linea del Governo, scegliendo di non firmare il decreto attuativo, a favore di altre impellenze, apre così un interessante scontro istituzionale in cui la politica tenta di far prevalere l’urgenza di bilancio sulla cogenza delle pronunce giudiziarie.
Nell’incrocio tra la rigidità delle norme e il clima sociale attuale il fatto di devastazione di città e gasolio alle stelle, si piazza il nodo della questione. C’è un momento in cui l’esercizio formale di un diritto legittimo rischia di entrare in rotta di collisione con il senso di responsabilità e di coesione nazionale?
Un Paese civile non può prescindere dalla certezza del diritto, poiché senza si incrinerebbero le fondamenta stesse dello Stato. Allo stesso tempo, però, chi riveste ruoli di garanzia e guida istituzionale non dovrebbe mai perdere la percezione della misura del momento storico.
Il pensiero “dal basso” non nega i conteggi, ma percepisce ingordigia in questo conguaglio dovuto. L’assenso popolare segue leggi di altra natura. Vox populi vox dei è senso critico, non populismo, né faziosità. Si fonda sulla percezione di giustizia giusta e integrata nella vita reale delle persone. Di quelle che: «non arrivano a fine mese!»
Un miliardo di euro adesso, chiesti al Governo, “senza forse ne chissà”, in vista di una finanziaria già spinosa da far quadrare, oppressa da questi tempi di follia geopolitica che, né la Bibbia, né Nostradamus sono stati in grado di pronosticare, infine, fa quasi pensar male.
L’ANM potrebbe cogliere l’occasione: investire nell’Ilva di Taranto, istituire una joint-ventures per un progetto di Green economy atto a produrre biodiesel…. Con tutti quei soldi italiani, qualcosa per l’Italia Si Può Fare… (Chimerica chiusura goffamente kennediana scaturita ad hoc).
Carlo Mariano Sartoris
