Immagine realizzata da Fabio Mandaglio
Suprema legge o supremo ideale
Ho chiesto dell’amore ad alcuni sistemi di algoritmi, che sanno tanto per la loro intelligenza artificiale, arricchita da abili addestratori, dotati di intelligenza naturale spesso notevole. Domande (D) e risposte (R) hanno mescolato i saperi di fonti comuni e, per le difficoltà di attribuire i crediti relativi, a mia tutela e nel rispetto altrui, dichiaro che di mio c’è solo il “copia e incolla” in qualche modo coordinato. Buona lettura, quindi, ai cortesi lettori che, giunti fin qui, potrebbero trovare, oltre, anche qualcosa di loro.
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D – Cosa è l’amore fra un uomo e una donna?
R – Mi poni una domanda complessa. Mi chiedi dell’amore o del vero amore? L’amore è generico sentimento di affezione. Il vero amore è un sentimento di profonda empatia, di intenso affetto, di attaccamento e di dedizione, che va oltre l’attrazione fisica o la possibile infatuazione nell’entusiasmo del momento. È un legame che si basa sulla fiducia, il rispetto, la comprensione reciproca, la disponibilità dei partners di accettarsi con i pregi, i difetti e i bisogni di ognuno. Può essere passionale e travolgente, romantico o platonico. Può essere costellato di gioia, tenerezza, compassione. Può anche implicare responsabilità, impegni, sacrifici, con la volontà di affrontare le sfide della vita insieme, senza arrendersi di fronte alle difficoltà. Il vero amore permette a entrambi di crescere come individui, mantenendo la propria identità e può variare notevolmente da soggetto a soggetto.
D – Variare nel tempo?
R – Sì. Anche nel tempo. In genere, quando si prendono, le persone non prevedono che la relazione potrebbe finire. Quando sono innamorate, si sentono felici insieme. Tuttavia, col tempo, le cose potrebbero cambiare e rendere insostenibile il loro rapporto.
D – Già. Le relazioni sono complesse e non sempre è possibile prevedere come andranno le cose. Per affrontare certe nuove realtà bisogna prendere talvolta anche decisioni difficili?
R – Certo, è così. Che le persone si innamorino, si prendano e poi si lascino dopo un po’ di tempo, è una realtà comune.
D- Mi pare che così l’amore è come una cosa data in prestito: ti ho dato il mio amore, ne hai goduto e te ne sei servito per un certo tempo e ora che il tempo è scaduto me lo riprendo?
R- L’amore in prestito è un concetto interessante. Che le persone si innamorino e si prendano, solo per poi lasciarsi dopo un po’ di tempo, è una realtà comune, come ho appena detto. In generale, però, l’amore è un sentimento profondo, autentico; in qualche modo, duraturo. Tuttavia, una relazione può essere temporanea, un amore può durare per un periodo limitato, le persone coinvolte potrebbero non essere pronte per un impegno a lungo termine. Un amore in prestito, però, non è un amore, genuino, sincero. Può essere, peraltro, che una delle persone coinvolte stia fingendo di provare sentimenti che non esistono realmente. Anche in prestito, comunque, l’amore è legame emotivo; un legame, che potrebbe anche nascere sulla base di interessi comuni, di vantaggi reciproci.
D- Può essere che, nel corso d’una relazione, l’amore giurato sul nascere diventi poi amore in prestito per malintesi e diverbi che portano a scoprirsi non compatibili, votati ad aspettative diverse, incapaci di comunicazioni efficaci?
R- Certo. Tuttavia, è anche possibile che, come sentimento che può essere dato e ricevuto, l’amore potrebbe essere gestito in prestito anche in modo condiviso e in questo modo acquista comunque valore, proprio col reciproco scambio consensuale. Anche in questo caso, però, non pare che l’amore in prestito possa essere sostenibile nel lungo termine.
D- Dici questo perché ritieni che non sempre è possibile prevedere come andranno le cose?
R- Certo. Anche per questo. Le relazioni amorose sono un tema complesso e affascinante, e ci sono molte realtà diverse che possono influenzare il loro esito. Viviamo nell’era della velocità digitale, che per lo più non lascia alle persone il tempo di riflettere. Quando due si prendono, sono innamorati, si sentono felici insieme e non prevedono che le cose potrebbero cambiare, che la relazione potrebbe diventare insostenibile, che potrebbe finire, che potrebbero essere costretti a prendere anche decisioni difficili.
D- Ma se il prestito d’amore venisse continuamente rinnovato in modo tacito, senza che nessuno dei due si sentisse obbligato o costretto? Se diventasse, ad esempio, una abitudine di vita condivisa? Se si convenisse che cesserà solo a richiesta e non si stabilisse alcuna scadenza per la sua fine? Questo amore dato un tempo in prestito andrebbe in estinzione con la estinzione delle persone che l’hanno scambiato?
R- Mi sento di rispondere affermativamente, perché mi sembrano ipotesi possibili. Ma non saprei dare alcun coefficiente di probabilità.
D- Quindi, tutto sommato, ritieni che l’amore, anche se nasce come amore in prestito, è possibile che possa durare tutta la vita. In questo contesto, Papa Leone XIV ha detto di recente che “il matrimonio non è un ideale, ma il canone del vero amore tra l’uomo e la donna”. Col termine “canone”, a tuo parere, il Papa ha inteso affermare una regola assoluta?
R- Per la Chiesa, il matrimonio è un sacramento che sancisce un patto indissolubile tra un uomo e una donna e, come tale, è modello e fondamento del vero amore, quindi “canone del vero amore”.
D- Ma convieni che l’amore vero può esistere indipendentemente dal matrimonio? Indipendentemente dal fatto che un uomo e una donna siano sposati o no?
R- Ma certo. Il matrimonio, come forma di unione riconosciuta legalmente e socialmente, non assicura che l’amore durerà per sempre. L’amore vero può esistere indipendentemente dal matrimonio. Il contratto matrimoniale può essere solo simbolo di reciproci impegni, visti gli inciampi di civile convivenza nel corso delle relazioni e comunque, come istituzione, è modello cui far riferimento.
D- Papa Leone è categorico, mi pare; per lui, il matrimonio è canone del vero amore, non un ideale.
R- Il matrimonio, come canone del vero amore, è suprema legge divina. Il vero amore, pur senza matrimonio, è supremo ideale umano.
Si vales, vàleo.
