Un viaggio affascinante che esplora la storia e la spiritualità dei luoghi monastici veneti, con un attenzione particolare anche su abbazie benedettine e conventi francescani. Oltre ottocento tra monasteri e conventi trattati
Il volume, “di Toni Grossi “Pietre e fede. Viaggio tra i monasteri e i conventi del Veneto”, Cierre Edizioni
pag. 541, €29.90 censisce oltre ottocento tra i monasteri e conventi, documentati da una sessantina di bellissime foto a colori. Ogni capitolo inizia con i disegni di Remo Bresciani, raccontando la bellezza artistica e la testimonianza di fede di questi luoghi. Il libro nelle oltre cinquecento pagine, comprensive anche di un glossario minimo, che come spiega l’autore, “ha il modesto obbiettivo di chiarire termini e riferimenti a persone ecclesiastiche, Ordini religiosi, Congregazioni, Istituti di vita consacrata e altri soggetti presenti nella millenaria storia dell’esperienza dei consacrati in Veneto”.
Dunque, il testo riporta oltre ottocento monasteri e conventi, offrendo al lettore una narrazione che unisce la storia dei luoghi concentrandosi sul patrimonio materiale “pietre” e spirituale “fede”. Il viaggio, si snocciola in quindici capitoli attraversando diversi luoghi simboli veneti, dalla Giudecca, per poi narrare la storia dell’isola di san Giorgio Maggiore a Venezia, proseguendo per i Colli Euganei, la Marca Trevigiana, il Veronese, i Berici, la Bassa Padovana fino al Polesine. Il testo si conclude con una bibliografia e un indice dei nomi. “Mi s
ono limitato a guardare, si legge in un altro passo dell’introduzione di Toni Grossi, a raccontare, senza forzare il gioco, vestendo i panni di uno qualsiasi; non ho mai cercato di entrare là dove proibito, non ho preso scorciatoie possibili da amicizie o conoscenze; il mio è stato un viaggio replicabile da ciascuno e in ogni momento. Ho narrato quello che si può vedere e niente più”.
I luoghi trattati offrono al lettore anche spunti di storia, ad esempio come quello che avvenne nel 1800 nell’abbazia di San Giorgio Maggiore di Venezia, dove si tenne addirittura un Conclave nel quale dopo cento venti giorni di votazioni, fu eletto papa Pio VII il benedettino Gregorio Barnaba Chiaramonti. Oggi le abbazie, i monasteri veneti, per lo più benedettini, sono pochi, quasi tutti concentrati sui Colli Euganei; poi ci sono i conventi, soprattutto francescani, e resiste anche qualche comunità di consacrate.
“Nel raccontare la vicenda dei monasteri e conventi, scrive nell’introduzione lo scrittore Toni Grossi – ho avuto il bisogno di non accontentarmi dei libri, delle narrazioni, e di andare, guardare, mettere le mani”. Di un passato ricco
di presenze restano soprattutto le pietre. Che una volta definivano spazi, racchiudevano celle e luoghi della convivenza comunitaria e che ora, spesso, sono utilizzati per altro: caserme, uffici, scuole, musei, ospedali, ma pure istituti bancari, cinema ristoranti, alberghi. Una quota significativa è stata distrutta, ma la svolta più drammatica è arrivata a inizio Ottocento con le soppressioni napoleoniche, quando si è deciso che l’affollamento claustrale andava ridimensionato, anche a costo di porre fine a storie millenarie.
Il resto è arrivato in decenni caratterizzati da una secolarizzazione sempre più ampia e da un impoverimento di vite consacrate. Narrare queste storie, di pietre e fede, è raccontare il Veneto. Perché le pietre dei monasteri, dei conventi, delle clausure, hanno segnato per più di mille anni la vita e la cultura di queste terre: quanto alla fede, resta il mistero di un patrimonio insondabile, custodito nell’anima di ciascuno.
Autore
Toni Grossi, padovano , già ricercatore dell’Università di Padova e all’Istituto di ricerca e di storia sociale e religiosa di Vicenza diretto dal professore Gabriele De Rosa, è stato per vent’anni giornalista dell’Editoriale quotidiani veneti e ha poi esercitato la libera professione nel campo della comunicazione. Autore di alcuni volumi di storia e cultura locale, ha pubblicato tra l’altro “Storia di Padova (2014), “Guerra quotidiana. Cronache di vita a Padova (1915 – 1918)” e “I veri ricchi di Padova. Donne, uomini e storie di volontariato” (2012). Recentemente ha curato la raccolta di saggi “I Colli ritrovati. Gli Euganei a cinquant’anni dalla legge che fermò le cave” (2021), Scholares. “Gli studenti e l’Università di Padova” (1222-2022) (2022). “Padova. Il Trecento e la città dipinta. La magnificenza di carraresi” (2023).
Descrizione immagini
Foto copertina libro “L’eremo camaldolese di santa Annunziata sul monte Rua (Colli Euganei, Padova)
Foto 1 San Lazzaro degli Armeni è una piccola isola nella laguna di Venezia, vicina alla costa ovest del Lido, completamente occupata da un monastero, casa madre dell’ordine dei Mechitaristi. L’isola è uno dei primi centri al mondo di cultura armena. © Foto Bertrand (Archivio Cierre).
Foto 2 la Basilica di san Giorgio Maggiore a Venezia, fa parete dell’antico complesso dell’omonima abbazia benedettina, fondata nell’VIII secolo e destinata a diventare uno dei maggiori centri europei in campo teologico, culturale e artistico. Vi riedono tutt’ora tre benedettini.© Foto Vanzan (tratta da Venezia civiltà anfibia, tav.47).
Foto 3 il Santuario della Madonna del Frassino, si trova a Peschiera del Garda. Nella chiesa si venera la piccola statua della Madonna del Frassino appena miracolosamente, secondo la tradizione, l’11 maggio 1510, tra i rami di un albero © Foto Pernigo
Foto 4 Il Santuario della Madonna della Corona, situato nel comune di Ferrara di Monte Baldo, non lontano dalla frazione di Spiazzi di Caprino Veronese, in provincia e diocesi di Verona. Incastonato nella roccia è situato a quota 775 metri s.l.m. a ridosso di uno strapiombo che si affaccia sulla Val d’Adige. © Foto Signoretto
Le immagini che documentano il testo sono state tratte dal libro:
“Pietre e Fede. Viaggio tra i monasteri e i conventi del Veneto”, a cura di Toni Grossi, 541 pp. ill. col. Cierre Edizioni, 2024, Verona,€29,90.
