Cinquanta capolavori del primo Novecento a Roma nella collezione d’arte di Jacorossi, a cura di Enrico Crispolti in collaborazione Giulia Tulino
Per inaugurare lo spazio espositivo di Musa in via dei Chiavari 7, nel centro storico di Roma, una deci
na di anni fa, veniva allestita una mostra “Dal Simbolismo all’Astrazione. Il primo Novecento a Roma nella Collezione Jacorossi”, un viaggio in sei tappe trai movimenti e gli artisti che animarono i primi decenni del XX secolo. L’evento era curato dal professor Enrico Crispolti con la collaborazione di Giulia Tulino.
Cinquanta capolavori, scelti su 2500 opere della collezione Jacorossi, di artisti che
evocarono movimenti artistici, più o meno noti che hanno scandito l’arte dei primi decenni del XX secolo fino al secondo dopoguerra, lasciando un solco più o meno profondo nell’humus culturale della capitale: il sodalizio dei XXV della campagna romana, il Simbolismo, la Secessione romana, il Futurismo, il Novecento, la Scuola Romana, la Pop Art, l’Astrattismo.
Il percorso parallelo tra arte e impresa di Ovidio Jacorossi diventa ora Musia, un progetto
culturale e un nuovo spazio nel centro di Roma; la rappresentazione plastica di una passione ma anche un inno alle straordinarie potenzialità creative che l’arte contemporanea può offrire anche alle aziende. Ovidio Jacorossi ha deciso di dare vita al Musia ad un luogo di esposizione, ma anche di riflessione sulla bellezza dell’arte, che essa può donare all’uomo quel fascino unico, e che la società sempre più oppressa dalla tristezza e dalle preoccupazioni nel riguardo del
futuro, trovi un conforto.
La mostra è stato il primo capitolo di un racconto che ha fatto conoscere e svelare nel tempo la Collezione Jacorossi, la quale – proprio in virtù della sinergia con la vita imprenditoriale del suo fondatore – può essere considerata una “collezione d’impresa”. Attraverso opere diversamente significative, di autori noti- da De Carolis, Giacomo Balla, Marini, a Corrado Cagli, Leoncillo, Colla, Afro – o piuttosto inattesi – fra Bargellini, Edita, Broglio, Di Cocco, i Ferrazzi, Janni, da sviluppare entro quanto offre la
consistenza, originariamente asistematica, di una delle più note e dinamiche collezioni romane d’arte contemporanea.
Il progetto espositivo ha fornito un pregevole volume pubblicato dalla De Luca Editori d’Arte corredato da robusti apparati storico-critici e motivato dai testi di Enrico Crispolti, Giuseppe De Rita, Marco Lodoli e Giulia Tulino, insieme a una intensa conversazione tra Ovidio Jacorossi e Paolo Di Paolo. Oltre gli schemi consueti, un invito a un possibile viaggio nell’arte della prima metà del Novecento italiano, con epicentro Roma, libero da scelte convenzionali. Una possibile
“deriva storico critica “, nel senso più stimolante del godere quanto possa offrirci – come sottolinea Crispolti – “la poetica di un insubordinato collezionare”.
Capitoli di breve e specifica introduzione storico-critica panoramica. Vediamo capitolo per capitolo, cosa il libro tratta. Nel primo: “Attraverso il Simbolismo, nel
primo decennio”; il secondo: “Negli anni Dieci”; il terzo: “Lungo gli Anni del Novecento” Valori Plastici; il quarto” Nel Futurismo, fra i Dieci e i Trenta”; il quinto, “Primordio” e altro lungo, lungo e oltre i Trenta”; infine il sesto “Attraverso e oltre il secondo conflitto mondiale, fra Quaranta e Cinquanta”. Ogni opera è accompagnata da una specifica scheda. Conclude il catalogo un ricco dizionario biobibliografico di ogni artista.
Ovidio Jacorossi spiegava, “L’arte è uno strumento, semplice che non necessita di essere capita, ma solo interpretata, rappresentando il punto di incontro di due creatività allo stato puro, che dà vita a un qualcosa di trascendente e che offre al fruitore quel sano protagonismo di cui ogni uomo ha bisogno”. Il volume pubblicato dalla De Luca editori d’Arte è in versione bilingue italiano -inglese.
Descrizioni immagini
Foto copertina catalogo
Foto 1 ©Adolfo De Carolis “Il Concerto” 1901, olio su tela cm 95×110
Foto 2 © Antonio Donghi “La Fontana di Trevi” 1919 Olio su tela cm 80×80
Foto 3 © Mario Sironi “Tavola non pubblicata per la rivista de Le Industrie italiane illustrate” 1920 circa tempera e olio su carta intelata, cm 80×99
Foto 4 © Giacomo Balla “Autoritratto Tricolore” 1927Olio su tela entro cornice in lego dipinto, complessivi cm 127×124
Foto 5 © Gino Severini “L’homme futur” 1935ca Tempera su tela, cm 60×50
Foto 6 © Franco Gentilini “Rissa” 1934 Tempera su tavola cm 44×68
Foto 7 © Corrado Cagli “Idee del libro di Ester” 1949 Tempera su tela, cm 130×88
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal volume:
“Dal Simbolismo all’Astrazione. Il primo Novecento a Roma nella Collezione Jacorossi”. A cura di Enrico Crispoldi , in collaborazione con Giulia Tulino, ill. a colori , De Luca Editori d’Arte , Roma,€40.00
