Un pittore del Novecento tra Realismo magico e verità
La recente riscoperta di Piero Antonelli in Italia si deve all’importante monografia, di una decina di anni fa, voluta dalla Cassa Risparmio
e Fondazione Cassa Risparmio di Fermo, curata dallo storico dell’arte professor Stefano Papetti,” Piero Antonelli. Un pittore del Novecento tra realismo magico e verità” pubblicato da (Andrea Livi Editore.
“La presente pubblicazione ricostruisce la sua storia e i suoi periodi artistici, scrivevano nel saluto istituzionale il presidente Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A Amedeo Grilli e Alberto Palma,
Presidente Fondazione Cassa Risparmio di Fermo”, almeno per quanto si è potuto ricomporre e recuperare della sua opera distribuita in tantissimi paesi e vuole raccontare la sua arte, nelle varie sfaccettature e nei diversi periodi storici. Egli è un artista ancora sconosciuto alla grande critica. Ha rifuggito l’apparire fine a se stesso, gli effetti di facciata ed i facili sensazionalismi. Oggi ci restala sua opera vastissima e rigorosa”.
Piero Antonelli nato nel 1916 a Falerone nelle Marche, fu un pittore iperrealista, solitario, libero e fuori
dagli schemi. Rimasto a lungo più noto all’estero che in Italia, la sua figura e stata riscoperta e valorizzata grazie a studi critici e mostre retrospettive sulla sua arte.
L’amore e la grande attitudine per il disegno e per la pittura lo portarono fin da giovanissimo a rappresentare, con straordinaria efficacia, i semplici oggetti del vissuto quotidiano: libri, manoscritti, frutta, fiori, vasi, vetri, conchiglie, chiavi ecc.
Dopo gli studi umanistici “i suoi primi lavori ai pennelli si ispirano alla pittura metafisica i De Chirico.
Ufficiale nella Seconda guerra mondiale, dopo la battaglia di El Alamein viene fatto prigioniero dagli inglesi e condotto ad Orano in Algeria quindi spedito negli Stati Uniti. Anche in quelle condizioni disegna come il travaso delle idee. Filo spinato, problemi di toilette, baracche di legno. Comica e drammatica la vignetta del suo arrivo da prigioniero a New Port in
Virginia: tre soldati aprono il povero bagaglio buttando per aria i pochi indumenti mentre lui assiste nudo alla scena.
Nel 1958, Antonelli subisce una paralisi che gli blocca la parte destra del corpo. Inservibile la mano destra. Sembra finita la carriera artistica, invece anche spronato anche dagli amici, come nel Racconto “ricordo di un amico di Domenico Bonfigli” riportato
in chiusura del volume, riprende a dipingere con la sinistra nella stessa abilità. Una pittura realistica, nella quale la componente grafica e quella cromatica hanno una loro ben determinata funzionalità. La pubblicazione avviene anche in concomitanza della ricorrenza del centenario della nascita dell’artista.
Descrizione immagini:
Foto copertina in sovraccoperta Piero Antonelli “Natura morta con arance ed fiasca”, olio su tela, collezione privata
Foto 1 Piero Antonelli “Natura morta con calice, mele e fiori di gelsomino”, olio su tela, collezione privata
Foto 2 Piero Antonelli “Trompe-l’oeil con paesaggio, maschera, conchiglie, chiavi, olio su tela, collezione privata
Foto 3 Piero Antonelli “Trompe-l’oeil con vaso di ranuncoli e immagine mariana”, olio su tela, collezione privata
Foto 4 Piero Antonelli “Natura morta con libri e rose”, olio su tela, collezione privata
Foto 5 Piero Antonelli “Busto femminile composto da fiori, olio su tela”, collezione privata
Foto 6 Piero Antonelli “Finestra aperta sulla campagna”, olio su tela, collezione privata
Foto 7 Piero Antonelli “La lettera (copia di Vermeer)”, olio su tela, collezione privata
Foto 8 Piero Antonelli sovraccoperta in quarta di copertina “Trompe-l’oeil con chiave e serrature, olio su tela, collezione privata
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal volume:
“Piero Antonelli. Un pittore del Novecento tra realismo magico e verità”, a cura di Stefano Papetti, pp. 190 riccamente illustrato, copertina cartonata con sovracoperta, Andrea Livi Editore, Fermo (s.i.p.).
