Una selezione di dipinti effettuati in diversi periodi dal pittore amico dei Macchiaioli in una mostra e un bellissimo catalogo pubblicato dalle Edizioni Nomos
Con la mostra,”Eugenio Cecconi. Giornate di caccia e di colore”, curata da Elisabetta Matteucci e accompagnata da uno splendido catalogo pubblicato dalle Edizioni Nomos si rende omaggio, attraverso una
significativa selezione di dipinti di diversi periodi e generi strutturata in sette sezioni, ordinate secondo un criterio tematico, alla pittura di un maestro amico dei Macchiaioli che nella sua carriera artistica ha portato sulle tele le maestose vedute e le scene di vita della quotidianità dei suoi abitanti e della caccia praticata nella magnifica Maremma. I suoi ritratti di cani conquistavano il pubblico. Telemaco Signorini, che di Eugenio Cecconi era amico ed estimatore, osservava:”c’è gente nei cani di Cecconi”, aggiungendo che “ quando il Cecconi dipinge un cane ne fa il ritratto morale e fa capire ciò che ha già fatto e quello che sta per fare”.
“Cecconi, relativamente poco conosciuto al di fuori della Toscana, scrive nel catalogo Albiera Antinori – possiede una straordinaria abilità nel descrivere la Maremma, catturandone i colori, i profumi ed i suoni. La Maremma toscana, con i suoi paesaggi incontaminati, bo
schi di querce e lecci, paduli misteriosi e scorci indimenticabili, è stata per lui una fonte inesauribile di ispirazione. Le sue tele catturano la luce calda e i colori vibranti di questa terra, ritraendo con particolare abilità, essendo stato un grande appassionato, scene di caccia, in cui i cani emergono come protagonisti”.
L’importante retrospettiva dedicata a Eugenio Cecconi, amico dei Macchiaioli si può ammirare fino al 9 novembre2025. La rassegna promossa al Forte Leopoldo I dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Società di Belle Arti, si avvale della curatela di Elisabetta Matteucci. Cecconi amava raffigurare oltre a butteri e cacciatori soprattutto le fiere donne impegnate nei lavori domestici e nei campi o dedicate a offrire i doni della terra come fienaiole e, più in generale, raccoglitrici, lavandaie, traghettatrici, venditrici di arance e di polli. Grazie al suo pennello ed alla profonda capacità di penetrazione psicologica, ciascuno volto è nobilitato dalle fattezze tipiche di una bellezza etrusca e animato da un’austera dignità, acquisendo così il valore d
i documento sociale di un’epoca.
Un’empatica vicinanza all’artista si avverte oltre che nell’esecuzione dei ritratti, nell’affrontare scene corali raffiguranti le attività legate al lento succedersi delle stagioni, come la fienagione o le pratiche venatorie. Con spirito antiretorico il pittore fissa sulla tela momenti faticosi della vita contadina e, grazie alla sua abilità pittorica, anche quando alzano al cielo i forconi carichi di enormi fasci di fieno, i contadini paiono impegnati ad eseguire una sorta di coreografia bucolica. Quanto alle scene di caccia, poco hanno da spartire con quelle della pittura ufficiale inglese coeva; più che una esigenza documentaristica, in esse si palesa la partecipazione di chi, in quelle medesime situazioni ha potuto essere tra i protag
onisti, restituendone tuta l’eccitazione e la vitalità di un atavico rito sociale condiviso.
“In Cecconi – sottolinea la curatrice della mostra, Elisabetta Matteucci – è evidente un intimo legame con la Natura e in particolare con il genius loci, spirito generatore dello spunto creativo”. È il momento atmosferico a nutrire le prime sezioni dell’esposizione: “Luce dell’Etruria” i cui ritmi antichi di vita contadina, apprezzati in particolare nelle zone limitrofe alla tenuta diDiego Martelli a Castiglioncello o a Ceppato di Lari, dove l’artista si dedica al paesaggio assieme all’amico Francesco Gioli, vengono attentamente registrati e riservarti in liriche composizioni quali il ritorno delle fienaiole e Caccia alle folaghe. A seguire, “Maremma fatale e fatata”, terra incontaminata di forze primigenie, assiduamente frequentata dall’artista nella pratica venatoria.
A riprova dell’unione tra pittura e vita, nelle sezioni “Inseguendo la preda” e “Dando la via agli stivali” la caccia emerge non solo come semplice passione privata e condivisa, ma come sorgente principale,non scevra di eco epica, della poetica sia figurativa che letteraria di Cecconi. Tra i Leitmotiv pittorici più apprezzati
dalla ricercata committenza, essa èvariamente declinata, dalle scene più aspre che fotografano la lotta per la vita e definitiva sconfitta della preda, alle sequenze di acceso dinamismo nelle quali la muta di cani si affanna nell’impeto della ricerca e insegnamento, fino alle placide composizioni corali in cui la figura umana si fonde con lo studio paesaggistico e che della caccia sottolineano l’aspetto di forte coesione sociale , illustrando i diversi momenti di partecipazione più estesa quali i preparativi, l’attesa, il viaggio ed il ritorno.
La qualità della pittura di Cecconi, nonché l’indipendenza espressiva, emergono ulteriormente nel ritratto, come si apprezza nella sezione “Le fie
re donne”, vera e propria galleria di effigi dedicate a queste straordinarie “Madonne delle messi”. La maestria nella gestione della peculiarità formali di questo genere e nella qualità mimetica raggiunge l’apice nel ritratto canino; così nel nucleo “L’amico fedele” si susseguono le istantanee degli amati compagni di vita e di caccia, colti nella tensione della punta o nella paziente attesa. La mostra intende mettere in luce aspetti di una personalità complessa: pittore letterario poeta e cacciatore come lo ricorda l’amico Guido Biagi”.
Descrizione immagini:
Foto copertina catalogo della mostra, Eugenio Cecconi”Cane da lepre”, olio su tela,cm45x34
Foto 1 Eugenio Cecconi “Il ritorno delle fienaiole”, 1890-1895 olio su tela, cm 40,2×78,2
Foto 2 Eugenio Cecconi, “Attesa per la battuta al cinghiale”, 1887ca., olio su tela, cm30x46,6
Foto 3 Eugenio Cecconi, “Cane da caccia in punta”, olio su tavola, cm15,6×24,6
Foto 4 Eugenio Cecconi “Sera sul lago di Massaciuccoli, 1878ca. olio su tela, cm 71,5×58,2
Foto 5 Eugenio Cecconi “Due giovani contadine all’ombra di un prato”, 1870 ca. olio su tavola, cm 18,5×32,5
Foto 6 Eugenio Cecconi “Partenza per la caccia da Capalbio, 1885ca.”, olio su tela, cm70x132
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostar:
“Eugenio Cecconi. Giornate di caccia e di colore”, a cura di Elisabetta Matteucci e Francesco Palminteri, pp.111 ill. a colori e b/n, Edizioni Nomos, 2025, Busto Arsizio (Varese) €30.00
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