True crime e divulgazione al Salone del Libro di Torino, un evento dedicato alla scomparsa Laura Fezia
Il Salone del Libro di Torino quest’anno è partito con il botto, nonostante le previsioni e la mancanza di molti editori che hanno ritenuto il costo degli spazi eccessivo, soprattutto se paragonato con i risultati delle vendite di libri dei primi mesi dell’anno, decisamente deludenti. Purtroppo ci troviamo di fronte a un cambio di fruizione, alla tecnologia sempre più invasiva e soprattutto ai molti supporti e contenuti che frammentano il tempo e l’attenzione dei lettori.
Al Lingotto però ogni maggio si aprono le porte non solo ai libri, ma alle speranze di coloro che sognano di scrivere e di quelli che invece sperano di vendere, e tra le lunghe file per le conferenze dei personaggi famosi (e per usufruire delle toilette), tra gli stand dai mille colori, e timidi avvicinamenti, piccoli drammi vengono messi in scena. Qualcuno uscirà con molti libri tra le mani, altri con il sorriso sulle labbra per aver trovato un editore o per aver guadagnato l’autografo del super autore, altri ancora aspetteranno l’anno successivo, criticando il costo del biglietto, che per le famiglie è davvero insostenibile.
Tra le moltissime conferenze organizzate, è interessante la programmazione dello Spazio Piemonte, quest’anno gestito dalla Libreria Ca’ Libro di Ciriè e ubicato nel Padiglione 2, stand K06. In particolare segnaliamo l’incontro di domenica 18 maggio alle ore 15,00, dedicato al crimine, dal titolo: “Torino racconta: Gialli e saggi per svelare i segreti del crimine”, che vedrà la presenza di Massimo Centini, Mario Barale, Gian Luca Giani, Milo Julini, Andrea Biscàro, Giuseppe La Barbera. Un evento in collaborazione con Yume edizioni, presente al Salone nel padiglione 2 Stand K09 che sarà dedicato a una figura del mondo letterario recentemente scomparsa: Laura Fezia, autrice del libro Torino 1921: un delitto (quasi) perfetto, nel quale ha raccontato la vicenda controversa del delitto Cogo, svelando retroscena inediti.
Il crimine, con le sue ombre e misteri, ha da sempre catturato l’immaginazione collettiva, trovando spazio tanto nella finzione letteraria quanto nella divulgazione giornalistica e saggistica. La conferenza si propone di esplorare le molteplici forme attraverso cui il crimine viene raccontato, analizzando il fascino che esso esercita e il modo in cui la società lo percepisce e lo discute.
Da un lato, il giallo nella narrativa offre ai lettori una sorta di viaggio dentro la mente dell’investigatore, un puzzle intellettuale da risolvere e un brivido controllato che permette di affacciarsi sull’ignoto senza rischi. Dai romanzi classici ai thriller contemporanei, il genere ha codificato archetipi, come il detective solitario, la femme fatale, il colpo di scena finale, che continuano ad affascinare generazioni di lettori.
Dall’altro lato, la saggistica investigativa e criminologica risponde a un bisogno di conoscenza e comprensione, svelando le dinamiche reali dietro ai crimini che scuotono la società. La narrazione dei veri crimini, oggi sempre più diffusa grazie ai podcast e ai documentari, solleva interrogativi etici sul modo in cui la violenza viene raccontata, sulla sottile linea tra informazione e spettacolarizzazione, e sul ruolo della giustizia nelle storie che affascinano il pubblico.
Qual è il confine tra intrattenimento e approfondimento? Perché il crimine continua a essere uno specchio potente della società? Gli autori dell’incontro cercheranno di rispondere a queste domande, svelando il fascino inquietante e irresistibile delle storie di crimine.
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