Lunedì 19 maggio al Salone del Libro di Torino
Lino Graziano Grandi già docente di psicologia clinica, presso la Facoltà di Filosofia è attualmente direttore generale delle Scuole Adleriane di Psicoterapia.
Una carriera molto ricca di incarichi e ruoli dirigenziali presso numerose strutture pubbliche e private.
Conferenziere e autore di numerose pubblicazioni, Lunedì 19 maggio ore 18, presenterà il suo ultimo Lavoro: “Una buona storia – Viaggio psicologico tra spiritualità senso della vita”, presso l’Ordine degli Psicologi sito in via Giannone 8/A.
Il Prof. Lino Grandi sarà anche presente, come relatore, all’evento organizzato dall’UCID, al Salone del Libro di Torino, Domenica 18 maggio ore 16 presso l’Oval/Stand X52.
Un testo molto scorrevole che invita alla riflessione, una rielaborazione della “Buona Novella”, arricchita da stimolanti meditazioni che conducono il Lettore alla riscoperta della propria autenticità.
La figura del Nazzareno viene riproposta in chiave moderna, senza snaturarne minimamente la fisionomia.
Gesù è un Maestro dei nostri giorni, i suoi insegnamenti infrangono la barriera del tempo, riproponendosi con un’attualità che può anche sconcertare.
Si narra della crisi di una società che impone l’omologazione intellettuale su tutti i fronti e che sfrutta la paura come arma ricattatoria per manipolare le persone più fragili.
Si tratta della stessa società che utilizza i sottili meccanismi della competizione per dividere gli individui creando disagi sicuramente evitabili, se solo fosse favorita la reciproca collaborazione.
“L’investimento sullo studio dell’immagine sta prevalendo sull’approfondimento e sull’elaborazione del pensiero, del programma, dei temi e dei progetti da proporre”.
Grandi sostiene che vi sia un palese culto dell’immagine personale, oramai indispensabile per ottenere consensi personali, in campo privato, pubblico e soprattutto politico.
Verrebbe da affermare che vi sia un culto della confezione necessario per mascherare la miseria del suo contenuto.
Al contrario di quanto accade nel nostro mondo patinato, il Maestro Gesù utilizzava un linguaggio affermativo, le sue parole, i suoi gesti, il suo stile di vita erano l’espressione di una assoluta autenticità che manifestava sena timore e senza alcuna riserva.
Un’altra caratteristica e limite di questa società è quella di creare nuove esigenze che dovranno essere soddisfatte, inserendo l’uomo in una ruota di necessità, il cui appagamento finirà per renderlo schiavo.
L’immagine del Gesù-Uomo, proiettato ai nostri giorni sembra scontrarsi con tutto il sistema, una evidente contrapposizione che stride e rende inconciliabile ogni paragone.
“Di emozioni oggi ne abbiamo a iosa, le si cerca continuamente, è prevalente la necessità di viverle, per uscire dalla zona grigia della vita”.
Con queste parole, l’Autore, pone l’attenzione sulla necessità di trovare degli strumenti che ci permettano di evitare le patologie legate allo stress, al peso di attività spesso faticose e frustranti, e al disagio esistenziale.
Paradossalmente il male di vivere nasce e si sviluppa proprio nelle società più avanzate tecnologicamente, dove le cose che crediamo di possedere diventano, in realtà, i veri possessori di noi stessi.
Gesù provava emozioni, rideva e piangeva, il suo messaggio esortava a far condividere empaticamente i nostri sentimenti con gli altri, creando rapporti emotivi che davano un senso alla vita.
Grandi ricorda anche le parole di Adler: “…il barometro di uno stile di vita sano è il sentimento sociale, o meglio, lo spirito di cooperazione, e quindi l’essere attenti e interessati agli altri, oggi nubi oscure si addensano sul nostro cielo”.
Concetti condivisibili, presenti anche in un proverbio africano, citato nel libro: “Se vuoi andare veloce, corri da solo. Se vuoi andare lontano, corri insieme a qualcuno”.
Molte le citazione dei Vangeli, molti i nuovi insegnamenti nati dalle importanti riflessioni presenti nel libro.
Una lettura che potrebbe catalizzare quei cambiamenti necessari all’evoluzione dell’anima, in perenne ricerca di inevitabile crescita e costante rinnovamento.
Vi aspettiamo Lunedì 19 maggio ore 18 presso l’Ordine degli Psicologi sito in via Giannone 8/A.


Un libro che offre stimoli interessanti ed attuali, prendendo in considerazione concetti della psicologia individuale adleriana quali lo stile di vita, la cooperazione e l’attenzione all’uomo come “essere relazionale” in un’epoca, quella attuale, profondamente segnata dall’individualismo. Un parallelo interessante con la figura di Gesù uomo, e, citando le parole dell’autore, “primo conoscitore della psiche, duemila anni prima di Freud”.
Libro interessante e formativo. Mi ha colpito molto il tema della manipolazione del desiderio; richiama molto il concetto della ruota della gratificazione illusoria che spesso alimenta la dipendenza ed indebolisce la capacità di entrare in contatto con il proprio se’ autentico.
Trovo che la lettura di questo libro possa invitare alla consapevolezza e alla ricerca di un significato autentico e personale dell’esistenza.
Una raccolta di riflessioni molto attuali, che aprono gli occhi su temi di grande importanza e che coinvolgono tutti noi. Consiglio vivamente questa piacevole lettura per l’acquisizione di una maggiore consapevolezza circa noi stessi e il mondo che oggi ci circonda.
Grazie Professore per averci donato di nuovo così tanto!