A Milano i lavoratori che consegnano la spesa a casa per “Esselunga” sono sul piede di guerra. Ne parliamo con Williams Leoni di FILT CGIL.
In queste ore, nel pieno della festa della Liberazione tanto cara ai “compagni”, l’azienda “Esselunga” ha peggiorato i rapporti dialogici con i lavoratori che consegnano la spesa a casa ai suoi clienti.

Williams Leoni, funzionario della FILT CGIL Milano, ci fa sapere che “il comunicato di Esselunga sullo sciopero in corso e sulla cassa integrazione dei lavoratori del magazzino di via Dione Cassio è l’ennesimo tentativo di scaricare le proprie responsabilità su chi lotta per diritti basilari”.
Parole chiare e piccate che il sindacalista Leoni usa per spiegare che “i lavoratori che consegnano le spese online per conto di Esselunga sono sfruttati, sottopagati, spremuti con turni massacranti. E quando alzano la testa per rivendicare condizioni dignitose, l’azienda risponde con la repressione: blocchi, minacce e ora perfino cassa integrazione a pioggia su chi non c’entra nulla”.
Tra meno di una settimana l’Italia tutta celebrerà la Festa dei Lavoratori, il famoso 1 maggio, e una faida del genere si sarebbe dovuta evitare. “Esselunga” e le Parti Sociali avrebbero dovuto sedersi attorno ad un tavolo per cercare una soluzione il più conciliante possibile.
Nell’edizione delle 19:30 del TGR Lombardia di oggi, 25 aprile, in un ampio e documentato servizio, i colleghi di Rai3 hanno sottolineato come le aziende che prendono commesse da “Esselunga”, per effettuare per suo conto le consegne a casa, chiedono ai dipendenti dei sacrifici non indifferenti.
“Esselunga” sa da tempo che la situazione è questa ma, a quanto pare, non ne è particolarmente interessata.
Per questo motivo Williams Leoni ha tuonato: “Non accettiamo lezioni di responsabilità da chi fa profitti miliardari sulla pelle degli ultimi. Esselunga finge di preoccuparsi per gli anziani e i fragili, ma non muove un dito per garantire il rispetto dei contratti e la sicurezza dei lavoratori che ogni giorno, sotto la pioggia o sotto il sole, rendono possibile il suo e-commerce”.
L’argomentazione è senz’altro pregnante e valida. Ogni settimana, nei telegiornali, si sente parlare di infortuni sul lavoro, morti bianche, … ma nel concreto cosa si fa?
Il funzionario della FILT CGIL tiene a precisare come “chi ha causato questo blocco è solo una parte: Esselunga e i suoi fornitori-complici. Se oggi i magazzini sono fermi, è perché chi lavora è stanco di subire in silenzio”.
Per chi fa cronaca è triste e doloroso dover parlare di soggetti che vanno a lavorare, senza le adeguate tutele, e, per di più, lo devono fare in silenzio.
La voce di Williams Leoni, che nel settore del trasporto ha una lunga esperienza, dunque ha diritto di emergere al tavolo della contrattazione.
Non si può non permettere alla FILT CGIL di dire che “invece di piangere lacrime di coccodrillo, Esselunga apra subito un tavolo vero con le rappresentanze dei lavoratori, pretenda legalità nei propri appalti e smetta di nascondersi dietro i comunicati di stampa”.
La crisi sembra di non facile soluzione.
Una certezza, però, la abbiamo: “La lotta continua finché non ci sarà rispetto” perché – come ci dice Williams Leoni – “moltiplicheremo gli sforzi andando anche davanti ai punti vendita per fare del volantinaggio”.
Milano è da sempre la capitale economica d’Italia e la patria di tanti validi e sapienti imprenditori. Una situazione simile rischia di gettare discredito sulla città ambrosiana.
A tal proposito tanti nostri lettori si sono chiesti: “come mai il Sindaco di Milano, Beppe Sala, “Partito Democratico”, non ha preso posizione a fianco dei lavoratori?”.
Molti altri, a ragione, hanno domandato: “Come mai la Chiesa di Milano, capeggiata dall’Arcivescovo Mario Delpini, non si adopera per istituire un tavolo di contrattazione?”.
In fondo, è bene ricordarlo, a rischio c’è la stabilità economica di 700 famiglie!
