A Milano i lavoratori della logistica “Esselunga” chiedono rispetto e considerazione.
In fine di questo 23 aprile, mentre tutto il mainstream dell’informazione parla solo e soltanto di Jorge Mario Bergoglio, noi abbiamo parlato con i lavoratori che fanno servizi di trasporto per “Esselunga” e che, da settimane, sono in mobilitazione per veder riconosciuti i loro diritti.

Abbiamo parlato con Williams Leoni, FILT CGIL di Milano, che ci ha fatto sapere come “dopo quattro ore di confronto presso la Prefettura di Milano, l’incontro sulla vertenza che riguarda le lavoratrici e i lavoratori della Logistica in appalto per Esselunga si è chiuso senza alcun esito positivo”.
Alla vigilia del 1 maggio, Festa dei Lavoratori, queste notizie fanno riflettere. Non è possibile che nel 2025 si debbano sentire storie come queste.
Apprezzabile è che, nonostante la situazione molto difficile e le paghe non in linea con la media europea, Leoni esprime ringraziamento per “le Istituzioni per la disponibilità e per aver riconosciuto la piena legittimità delle rivendicazioni dei driver, e la totale mancanza di contenuti da parte delle aziende presenti al tavolo”.
In un momento in cui i lavoratori sono in crisi per via dell’inflazione, ci sono salari sempre meno in linea con gli altri Paesi membri dell’UE, fa riflettere che “le Aziende hanno mantenuto una posizione di chiusura assoluta, senza offrire alcuna disponibilità”.
Da diverse settimane, e i colleghi del TGR Lombardia hanno il merito di averlo seguito con attenzione, vi è un clima assurdo e surreale da parte delle Aziende che operano per conto di “Esselunga”.
A tal proposito la FILT CGIL Milano tuona: “Mentre i driver continuano a lavorare in condizioni difficili e denunciano da tempo criticità ormai insostenibili, le aziende si nascondono ed Esselunga tenta di scaricare la responsabilità, arrivando perfino a minacciare il ricorso alla cassa integrazione per oltre 700 dipendenti dei centri coinvolti”.
Se non fosse tragico ci sarebbe da ridere. I lavoratori chiedono diritti e le aziende minacciano la cassa integrazione che, tra parentesi, grava sulle tasche di tutti i contribuenti italiani?
Fa bene la FILT CGIL a dire che “è un atteggiamento inaccettabile, che tenta di trasformare una vertenza legittima in un capro espiatorio”.

Il Sindaco di Milano, Beppe Sala, “Partito Democratico”, perché non scende in presidio con i driver in sciopero? In fondo il sindaco di una delle città più produttive d’Europa, la capitale economica d’Italia, non può non solidarizzare con dei lavoratori che chiedono semplicemente “più sicurezza, tutele, rispetto e dignità per chi ogni giorno consegna la spesa a migliaia di persone”.
Diversi nostri lettori milanesi esprimono solidarietà e vicinanza ai driver rappresentati da FILT CGIL e a tutti gli operatori del comparto Logistica. Il buon senso di chi conosce un minimo il mondo del lavoro porta a capire, come fa notare Williams Leoni che “è il momento di assumersi la responsabilità e trovare soluzioni. Le risposte sono a portata di mano, serve solo volontà e rispetto”.
In un momento nel quale si fa un gran parlare di lavoro e lavoratrici, alla vigilia del Referendum dell’8/9 giugno, non si può ignorare questa vertenza che raggruppa oltre 700 dipendenti.
Per questo da FILT CGIL chiosano: “La mobilitazione continua: non ci fermeremo fino a quando non arriveranno risposte vere”.
Se le Aziende ignorano i lavoratori, le persone per bene che si guadagnano il pane col sudore della fronte, i giornalisti non possono ignorare la situazione.
Il mondo dell’informazione ha il dovere di tenere acceso il riflettore su quanti hanno una voce che qualcuno sta tentando di silenziare.

Giustamente i giornalisti, operatori dell’informazione, devono tenere informato il pubblico, soprattutto se esso è costretto a concorrere al pagamento della cassa integrazione. L’unico che pare fregarsene di tutti è il sindaco Sala, pd. Ma allora che ci sta a fare sulla faccia della terra un pd che non si occupa dei problemi del lavoro?
Cara Margherita, mentre noi operatori della stampa, a mezzanotte, diamo seguito alle istanze dei lavoratori, il Sindaco Sala dorme beato nella “Milano bene”.
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