Aiutare le persone non è facile né rapido
Nel terzo appuntamento che la scrittrice giapponese Noriko Onuma ci propone, vale a dire «La pasticceria di mezzanotte – Lo studente», ritroviamo i protagonisti che abbiamo conosciuto nei romanzi precedenti. Ci sono quelli del primo romanzo: la Pasticceria, il titolare Kurebayashi, il maestro pasticcere Hiroki, La straniera Nozomi, accolta dai due, il bimbo Kodama trascurato dalla madre Orie che adesso invece si occupa di lui, Sophia con il suo fascino ambiguo. C’è Madarame lo sceneggiatore guardone, che, ne La vacanza, conosce e si fidanza con Ayano, e Tagata, anche lui comparso nel secondo romanzo. All’apparenza, armonia e serenità sembrano regnare su tutto.
A modificare la situazione è Kōtarō Mimasaka, il nuovo vicino di banco di Nozomi, che arriva nel semestre di primavera, nell’ultimo anno di Liceo. Lo studente, misterioso e ambiguo, il primo giorno entra in classe con Angelica, una bambola che tiene in una mano e usa per sfoggiare le proprie doti di ventriloquo. Il ragazzo saluta tutti con un sorriso allegro. “I capelli, lunghi e ricci, di un colore castano chiaro quasi sbiadito, si intonavano bene al viso gentile.” Il tono della voce è pacato e dà “l’impressione di essere un ragazzo davvero per bene.”
Kōtarō, che suggerisce l’idea di prevedere il futuro, rivela a Nozomi che Angelica ha percepito che lei è in grave pericolo. L’affermazione crea disagio e inquietudine nella ragazza, che considera i modi del nuovo compagno di classe, e di banco, provocatori e un po’ oscuri.
L’intreccio è molto complesso e movimentato; si svolge quasi tutto al di fuori della pasticceria, con continui colpi di scena e rovesciamenti di situazioni e di giudizi sui personaggi che in un attimo possono trasformarsi, almeno all’apparenza, da buoni a malvagi e viceversa. “Le persone sono capaci di giudicare le cose solo in base ai criteri del mondo in cui hanno vissuto. In questo senso, il numero di persone che possiamo capire è molto limitato.”
Pur essendo forse meno introspettivo dei precedenti, anche in questo romanzo compaiono i temi che, pur declinati in modo diverso, si ripetono: l’aiuto verso tutti da offrire in modo disinteressato, la bellezza di desiderare la felicità del prossimo, il che porta felicità, l’importanza dei ricordi ma anche la necessità di guardare oltre, verso il futuro: “Il passato va bene così com’é. Ora l’importante è costruire un futuro migliore”, la pericolosità delle azioni malvagie che spingono sempre più verso il mondo oscuro e possono colpire chi le commette: “Le malefatte del passato tornano sempre a perseguitare chi le ha commesse”, i buoni sentimenti che un buon pane può veicolare verso tutti: “Non esistono persone cattive tra gli amanti del pane!”e infine la potenza salvifica dei sogni: “I sogni si avverano. Devi solo crederci e andare avanti.”
La vicenda pone in primo piano un padre e due figli; il livore, che istiga alla vendetta, e l’amore incondizionato che infonde gioia.
La storia è meno corale delle precedenti poiché la protagonista assoluta è Nozomi, assieme a Kōtarō. Kurebayashi e Hiroki agiscono da comprimari, gli altri habitué del locale sono sullo sfondo. Hanno un ruolo maggiore i personaggi arrivati dall’esterno del cerchio magico della pasticceria; oltre a Kōtarō ha grande rilevanza Shūhei Abe, un medico che si definisce anche mago, sostenendo che medicina e magia sono simili, perché entrambe hanno aspetti bivalenti, con effetti positivi o negativi. Anche Abe è bivalente e assume comportamenti che nel corso della narrazione appaiono buoni o cattivi, secondo le circostanze e il giudizio di chi osserva: “La buona volontà, infatti, è più difficile da comprendere della malvagità e spesso viene vista con fastidio.” Vorrebbe portare la felicità, ma è una missione che pare non riuscirgli, per il suo enigmatico comportamento e per la soggettività dei suoi intenti. “Io vorrei solo che tutti fossero felici.” Sostiene Abe. “Ma è molto difficile.” Nozomi, anche se giovane, lo fa riflettere con la sua risposta: “È vero. Il concetto di felicità è diverso per ognuno di noi.”
La serie di romanzi è come un puzzle i cui tasselli, consegnati in ogni libro, opportunamente sistemati, vanno a realizzare un’immagine che ancora non sembra completa.
Il colpo di scena finale, con l’arrivo alla pasticceria di “una donna pallida e magra [che] non sembrava stare molto bene” apre alla quarta puntata della serie, «Il ciliegio».
Vorremmo ancora rilevare alcune particolarità dei romanzi, che costituiscono un fil rouge tra le tre opere: Miwako, pur assente, ha la sua influenza nella vita di tutti nelle loro azioni; la titolazione dei capitoli che, nella traduzione di Daniela Travaglini, presentano termini tecnici francesi dell’arte della boulangerie e della pâtisserie, in omaggio, forse, sia al contributo che la Francia ha dato a questa arte sia al periodo di apprendistato svolto da Miwako e Hiroki a Parigi. Tutti i capitoli dei tre libri, infatti, fanno riferimento alle varie fasi della preparazione e della lavorazione degli impasti, iniziando dalla mescolatura degli ingredienti, alla loro lievitazione e finendo con la cottura. Queste fasi procedono in parallelo con la lavorazione degli elementi che costituiscono la storia per confezionare un prodotto di qualità che soddisfa il palato di chi lo gusta.
Un aspetto che unisce graficamente i tre volumi è la presenza di un gatto sia sulla prima sia sulla quarta di copertina. Il gatto nella cultura giapponese è simbolo di mistero, saggezza e fortuna, spesso rappresenta un tramite con il mondo spirituale. Sulla copertina di un libro il disegno di un gatto significa sia invito alla lettura sia promessa di una storia di vita quotidiana con un tocco però di magia, spiritualità e introspezione.
La continuità tra i tre romanzi è costituita anche dal fatto che la fine di uno è l’inizio del successivo, quasi un passaggio di testimone tra le vicende. Il primo termina con Kurebayashi che ricorda Parigi e il momento in cui Miwako lo ringraziò di averla salvata, con la sua vicinanza e comprensione. Il secondo inizia con Kurebayashi che salva un gattino randagio portandolo con sé alla pasticceria e termina con lui che pensa al futuro ed esprime dentro di sé il desiderio e la speranza di vedere insieme con i suoi amici la fioritura dei ciliegi. È proprio con questo evento che si apre il terzo volume, a sottolineare che, credendoci, i sogni si avverano.
Per terminare, possiamo avvisare i nuovi amici della pasticceria che ogni volume è in sé una piacevole lettura, anche se non si conoscono i precedenti, pur raccomandando di iniziare da «La straniera» a seguire la saga perché solamente così si può apprezzare interamente la filosofia che pervade l’intera narrazione.
Noriko Onuma
«La pasticceria di mezzanotte. Lo studente»
Traduzione di Daniela Travaglini
Garzanti, ottobre 2025 pp.256 € 16,00
© 2026 CIVICO20NEWS – riproduzione riservata
Scarica in PDF
