Casa Generalizia dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Foto di Mario Chiarapini
Racconti lasalliani per trasmettere un carisma
La lettura di questo libro mi ha fatto stare bene, mi ha trasmesso un senso di benessere a ogni capitolo e vi ho trovato la freschezza delle storie belle, di cui oggi abbiamo tanto bisogno per dare un tocco di positività alla vita. Le illustrazioni di Enea Calcerano, inoltre, impreziosiscono l’opera con un tono moderno.
Inizio col presentare l’Autore del libro: Mario Chiarapini è un Fratello della Provincia Italia dei Fratelli delle Scuole Cristiane, un educatore nel mondo della scuola, un comunicatore che sa utilizzare al meglio i moderni mezzi sociali ed è Direttore dell’Ufficio per la Famiglia Carismatica Lasalliana.
Egli nasce nel giorno dedicato a Santa Cecilia, Patrona della musica, non è un caso se fin da piccolo ama la musica. Dopo il suo ingresso all’Aspirantato dei Fratelli, ad Albano Laziale, Fratel Mario inizia a studiare l’organo. L’incontro con Fratel Nicolino Sicignano (Scafati, 1903 – Pompei, 1989), organista al santuario della Madonna del Rosario di Pompei (NA) ed ex allievo di Conservatorio, lo introduce all’armonia e alla composizione. Ha frequentato l’Istituto di Musica Sacra con il M° Mons. Valentino Miserachs Grau (Sant Martì Sesgueioles, 17 luglio 1943), che è stato Maestro e Prefetto della Cappella Musicale Liberiana presso la Basilica di S. Maria Maggiore in Roma.
Un precedente libro di Fratel Mario Chiarapini è La collina racconta, una biografia un po’ particolare sulla vita di San Giovanni Battista de La Salle, fondatore dei Fratelli delle Scuole Cristiane. In quest’opera, Fratel Mario immagina un giornalista di oggi che ritorna indietro nel tempo, durante il secolo nel quale vive il Fondatore – il Seicento – per realizzare interviste improbabili, perfino alla cattedra dove il Fondatore ha insegnato a Grenoble per alcuni mesi, o alla nonna. Interviste improbabili, ma non impossibili, di certo attendibili in quanto legate alla storia e alla vita di Monsieur de La Salle. Il libro è stato tradotto in francese da Fratel Leon Lauraire, in spagnolo da Fratel William Duque e in inglese dai Fratelli John Guasconi e George Van Grieken.

Già dal titolo, questo agile volume mi conquista: Piccole storie sussurrate, vale a dire presentate sottovoce, senza urlare come ormai va di moda a tutti i livelli. Un tempo, a scuola, i docenti abbassavano la voce, se sentivano brusio fra gli studenti, ed era un modo certo per farsi ascoltare, senza alzare i toni. Un insegnamento prezioso che oggi andrebbe ripreso.
Ventotto storie di vita si sviluppano nel libro. Incontri, ricordi, emozioni e suggestioni prendono man mano il lettore e lo immergono in un clima ispirato, alla cui base stanno gli elementi fondativi di un carisma: la formazione della persona e la donazione del sapere, reinterpretati dalla fede in Dio.
Incontriamo luoghi e persone che ci fanno entrare nel percorso di vita dell’Autore.
Il racconto Parola d’ordine all’aeroporto (p. 10), in cui è stato omesso, non so se volontariamente o involontariamente, l’aggettivo “lasalliana” introduce al clima che permea quelle scuole che anche io ho frequentato da giovane, per otto anni (scuola media e superiore), ricevendone un valore aggiunto per la vita.
L’incipit al racconto L’orologio della cattedrale (p. 13) è qualcosa di più di una frase, diventa un insegnamento perenne: «Anche quando il buio sembra farsi fitto e l’apatia bussa alla porta, esiste una luce interiore capace di farsi strada tra le crepe della nostra anima. Spesso non servono grandi gesti per guarire, ma il ritorno a quei valori semplici e autentici che abbiamo custodito dentro di noi fin dall’infanzia, pronti a riaccendersi al momento giusto.» Ancor di più in questo grigio periodo in cui il mondo sembra andare al contrario, correre verso la guerra e la dissoluzione, mentre soltanto la voce di Papa Leone XIV si alza a chiedere il rispetto della vita e dei diritti delle persone.
Un racconto mi ha emozionato in particolare, L’ascolto che allunga la vita (p. 53). Due confratelli, amici nelle loro diversità, hanno la capacità di aiutarsi e ascoltarsi sempre, in un rapporto che dura fin che uno dei due conclude la sua vita. Queste tre pagine mi hanno ricordato quanto abbiamo bisogno di ascolto e dialogo e comprensione, oggi più che mai, per far nascere la pace nel microcosmo della nostra esistenza e farla espandere alla società.
Un pomeriggio all’abbazia (p. 68) è un salto indietro nel tempo, nel 1681: un racconto impossibile, come piace fare a Fratel Mario Chiarapini, che racconta in prima qualcosa, in forma di diario, qualcosa di Suor Marie Rose, una figura importante nella vita e nel momento di crisi di San Giovanni Battista de La Salle. In queste parole si percepisce come l’Autore sappia andare ai fondamenti della scrittura e del suo percorso ispirativo e di fede senza perdere mai quel tono di leggerezza che caratterizza i suoi racconti e li sa porgere con garbo a ogni tipo di lettore.
Tra le dune del deserto (p. 74) è un racconto di guerra e di pace, che vede coinvolto un confratello tedesco che non è esentato dal servizio militare (come accadeva, invece, in Italia, dopo la firma dei patti Lateranensi del 1929) e si ritrova nell’Africa Korps di Erwin Rommel.
Al mercatino dei libri usati (p. 85), grazie alla figura di Fratel Goffredo, richiama l’amore per i libri e per la lettura, rievoca il piacere di perdersi fra i banchi di libri usati dove, qualche volta, si fanno scoperte impreviste e può accadere di respirare il profumo della vita che abbiamo vissuto, proprio attraverso le pagine dio un libro.
Nel corridoio a mezzanotte (p. 88) è un’altra carrellata di incontri impossibili, in un’ora sospesa della notte, in cui l’Autore si ritrova nel corridoio della casa generalizia dei Fratelli delle Scuole Cristiane in cui sono allineati i ritratti dei Superiori Generali della Congregazione. Nel silenzio incombente, i quadri prendono la parola, una dopo l’altro, per riaffermare la storia e il carisma della Congregazione, come una magistrale chiusura dell’opera.

Il libro si chiude con un omaggio al già citato Fratel Nicolino (al secolo, Vittorio Sicignano). Gli ultimi racconti, a lui dedicati e da lui ispirati, sono un omaggio dell’allievo al maestro, un atto di omaggio e ossequenza. Come non pensare che abbiamo di nuovo bisogno di maestri, in un tempo senza maestri e senza regole, dove tutto sembra possibile e lecito (anche aggredire uno Stato confinante per meri scopi di interesse e supremazia): maestri a scuola, maestri a casa, maestri nella vita, per dare ai nostri giovani, come hanno fatto per tre secoli e mezzo i Fratelli delle Scuole Cristiane, un insegnamento che vada al di là dei libri di scuola.
Oltre al libro che ho provato a raccontare, più che recensire, segnalo una composizione musicale di Fratel Mario Chiarapini, “Sulla collina di Parmenie”.
A scrivere questa musica lo ha ispirato il dissidio interiore vissuto dal Fondatore dei Fratelli delle Scuole Cristiane nel 1714, un momento drammatico nella vita del de La Salle, la cosiddetta “notte dello spirito” nella quale non avverte più la voce di Dio, non capisce quale sia la sua volontà e sembra aver smarrito la strada.
Attraverso questa creazione musicale, Fratel Mario cerca di rivivere il dramma del Santo, quando si ritira in quel luogo speciale che è Parmenie, in Francia, una visita consigliabile a chiunque sia alla ricerca di una vocazione o di un sentiero di luce e di spiritualità.
«Sono innamorato di San Giovanni Battista de La Salle e del suo carisma. Credo che vada riscoperto in un’ottica attuale per apprezzarlo ancora di più» è la dichiarazione che Fratel Mario ribadisce nei suoi scritti e a chiunque lo intervisti.
E allora ritorno alle origini, riavvolgo il filo della storia, anche della mia, ritorno a quand’ero un ragazzo che si formava sui banchi di scuola lasalliani, in via Lodovica a Torino, e salivo ogni tanto al Centro La Salle, da solo o in gruppo, a cercare un momento di ispirazione.
Il carisma della formazione, oggi così debole, oggi così carente… Riprendo in mano Piccole storie sussurrate, sfoglio il libro all’indietro, fin che trovo la sottolineatura che ho impresso a pagina 19:
«Chi ha dedicato la vita agli altri non può essere solo un passeggero tra tanti, dal momento che ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di qualcuno.»

Mario Chiarapini
Piccole storie sussurrate. Racconti lasalliani
Casa editrice SERENA, 2026
ISBN 9788894961836
Euro 15,00
© 2026 CIVICO20NEWS – riproduzione riservata
Scarica in PDF