Il 25 settembre “Il mago degli effetti speciali”. Una storia professionale nata da una scelta che, all’inizio, pochi comprendevano
Ci sono storie che acquistano un significato particolare quando a raccontarle non è soltanto chi le ha vissute, ma anche chi era presente quando tutto doveva ancora cominciare.
Il 25 settembre Adriano Crosetto porterà al Circolo dei Lettori di Torino il suo libro Il mago degli effetti speciali, racconto di una vita professionale segnata da una decisione radicale: abbandonare un’attività sicura nel mondo dell’arredamento per seguire una passione che sarebbe poi diventata Joy Project.

Avrò il piacere di accompagnarlo sul palco e condurre con lui la presentazione.
Conosco Adriano da quasi sessant’anni. Le nostre famiglie operavano entrambe nel settore dell’arredamento d’interni e, in anni diversi, fummo anche insegnanti all’Istituto d’Arte Duchessa Jolanda. Successivamente le nostre strade professionali presero direzioni differenti: lui rimase inizialmente nell’arredamento contemporaneo, mentre io mi avvicinai progressivamente all’antiquariato e quindi al restauro del mobile.
Ma accanto al mobiliere esisteva già un altro Adriano: quello della prestidigitazione, delle feste, degli eventi, della capacità quasi inesauribile di inventare qualcosa che potesse sorprendere gli altri.
Quando decise di lasciare l’attività condotta con i fratelli e di fondare Joy Project, noi amici non fummo particolarmente lungimiranti. Le perplessità furono molte. Sembrava difficile comprendere perché qualcuno dovesse abbandonare una strada conosciuta per avventurarsi in un settore ancora tutto da costruire.
La storia successiva ha dato ad Adriano una risposta molto più convincente di qualsiasi discussione di allora.
Dal piccolo mondo degli eventi, agli effetti speciali per grandi manifestazioni, concerti, televisione e spettacolo, quella che poteva sembrare un’avventura è diventata una professione, un’impresa e infine una storia da raccontare.
È proprio da quel momento iniziale che vorremmo partire il 25 settembre.
Non soltanto dai successi, ma dai dubbi, dalle critiche, dalla paura di cambiare e da quella particolare forma di ostinazione necessaria per continuare quando gli altri non vedono ancora ciò che tu hai cominciato a vedere.
Per me sarà anche un incontro fra due percorsi partiti molti anni fa da un terreno comune e poi diventati profondamente diversi: Adriano attraverso la costruzione dello spettacolo e della meraviglia; io attraverso il restauro, il mondo del mobile antico e, negli anni, la passione per la divulgazione.
Due modi differenti, forse, di fare la stessa cosa: trasformare un mestiere e un’esperienza in qualcosa da condividere con gli altri.
Il 25 settembre, al Circolo dei Lettori di Torino, alle ore 18, proveremo a raccontarlo insieme.
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