I Carabinieri di Alba mantengono alto il numero di azioni a tutela della legalità.
La Provincia di Cuneo, che per i benpensanti rimane un’isola felice, continua a dare molto lavoro ai militari dell’Arma dei Carabinieri per quanto riguarda il gravissimo reato dello spaccio di sostanze stupefacenti.
A confermare la nostra tesi il Comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Cuneo, Tenente Colonnello Daniele Riva, che ci spiega come “i Carabinieri della Stazione di Alba hanno tratto in arresto un cittadino nigeriano 39enne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.
Sembra quasi superfluo dirlo ma è da notare come la maggior parte degli arrestati per questo tipo di reati siano sempre di nazionalità straniera. Alla faccia di chi dice che vengono qui, in Italia, a fare lavori che gli autoctoni non vogliono più fare.
I Carabinieri della Stazione di Alba hanno “fermato l’uomo, già noto poiché indagato in un procedimento penale in corso della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti sempre per stupefacenti, nei pressi della stazione ferroviaria”.

I militari, dipendenti dalla Compagnia Carabinieri di Alba, magistralmente comandata dal Capitano Giuseppe Santoro, hanno effettuato la perquisizione personale del soggetto, per poi spostarsi nella sua abitazione e fare un’approfondita perquisizione del domicilio.
Ne sono emersi 18g di hashish. Il Tribunale di Asti ha dunque deciso di celebrare il processo con “rito direttissimo” e di condannarlo alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione, con pena sospesa.
I cittadini sono piuttosto arrabbiati per una pena così blanda dal momento che il nigeriano era già stato “arrestato per reati in materia di stupefacenti proprio alla stazione ferroviaria di Alba” ed “era stato destinatario della misura del divieto di dimora nella provincia di Cuneo, successivamente revocatagli”.
Com’è possibile che quelle che Laura Boldrini chiamava “risorse” possano continuare a fare “il bello e cattivo tempo” sul nostro suolo nazionale e che possano beneficiare di “pena sospesa” ed altre facilitazioni giuridiche, a seguito di innumerevoli commissioni di reati?

Grazie alla preparazione e alla solerzia di intervento della Compagnia Carabinieri di Alba, il Questore di Cuneo, Carmine Rocco Grassi, ha emesso nei confronti dell’immigrato “la misura di prevenzione del divieto di ritorno nel Comune di Alba per tre anni”.
Tanti albesi speravano nell’accompagnamento in Nigeria.
Purtroppo, però, “la sua posizione relativa al procedimento penale in corso è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria che ne accerterà le responsabilità o meno nel corso del successivo processo“.
Il lavoro che i Carabinieri svolgono, da Nord a Sud della Penisola, per garantire sicurezza e legalità non è mai abbastanza sottolineato. Un ringraziamento, dunque, è obbligatorio.

Povera Italia irriconoscibile! C’è sempre stata una certa quantità di persone che trasgredivano la legge, ma ora siamo diventati un paese pericoloso! E povera Alba, un tempo zona bianca ( cioè profondamente cattolica), con fior di santi sacerdoti e predicatori di grande rilievo, i quali vigilavano su tutti ma in particolar modo sui giovani. Oggi, grazie alle politiche di sinistra del passato recente, siamo un centro di raccolta dí chiunque arrivi. E tutto il circondario a ruota; e tutti a promuovere il gender, i gay pride e a giustificare la criminalità!! Siamo proprio impazziti di moderna ipocrisia