9 Ottobre 2026

11 thoughts on “Fine vita e testamento biologico di un aspirante al posto”

  1. Caro Carlo, come sempre hai saputo esternare con parole adatte una situazione che definire drammatica diventa un eufemismo. Spesso penso alla vita che devi affrontare e ogni volta che sono disperato per i continui peggioramenti e alle continue difficoltà di un corpo che la malattia si sta mangiando. In quei momenti mi rimprovero perché sono ancora fortunato ma alla fine anche io sto cedendo dopo 39 anni. Credo fermamente che nessuno dovrebbe interporsi sulla decisione di un essere umano che non può più resistere e tutte le parole e le argomentazioni messe in atto dai governi, dalla Chiesa , dall’opinione pubblica, dovrebbero essere ripudiate. Chi vive un dramma che non ha fine non può accettare nessuna sega mentale. Dio se vorrà saprà comprendere. Gli esseri umani dovrebbero mettersi a cuccia e ringraziare di non dover vivere certe realtà.

  2. Caro Carlo,
    Il tempo avanza anche per me, tuo coetaneo!
    Certo il cigolio delle mie articolazioni è un niente di fronte alla tua situazione
    Se non avessi avuto quell’incidente sicuramente avremo avuto delle architetture da contemplare. Ma cosa sarebbero state di fronte alle cose che stai scolpendo nei nostri cuori?
    Ecco: tu, pur nell’immobilita’, hai fatto cose più grandi di me. E le stai facendo, anche con queste tue riflessioni.
    Un abbraccio
    a

  3. Carissimo Carlo, carissimo amico mio, ho avuto la fortuna di conoscerti quando stavi ancora bene e ci arrampicavamo sulla Rocca di Corno alle 2 del pomeriggio… ma anche sott’acqua quando l’isola di Bergeggi era solo un piccolo scoglio ricco di fauna e di colori. Quello che ti posso dire è che dobbiamo avere il diritto di decidere della nostra vita. Possiamo essere o meno d’accordo sulla eutanasia da adottare nei casi limite… ma dobbiamo soprattutto rispettare e comprendere senza giudicare chi questi “casi limite” li vive sulla propria pelle. Un grandissimo abbraccio 🥰

  4. La dignità della vita la si deve concepire anche nella morte che non è altro che il fine vita. Tutti lo definiscono suicidio assistito mentre nella realtà è solo un dignitoso fine vita che deve togliere quello che è la forma più blasfema del vilipendio della dignità quando non esiste alcuna forma di eliminazione della sofferenza della persona. Assurdo che esistano ancora persone che dichiarano un suicidio quello che invece è solo la fine di una inutile sofferenza prolungata indecorosamente nel tempo.

  5. Citazione: Più cose sappiamo, più conoscenze abbiamo accumulato nel corso del tempo, e maggiore è l’impatto con la consapevolezza che nessuna di esse può aiutarci a rispondere alle domande fondamentali della vita. Il “voler sapere” si inabissa nelle infinite profondità del non-sapere. Rimane soltanto “io non so”. L’io si arrende, capitola.
    A questo punto restiamo con tutta la nostra conoscenza accumulata nel corso degli anni, con tutte le esperienze vissute, senza tuttavia sapere nulla sull’essenziale, trascinati verso la disperazione; sussurrando, col cuore spezzato, una preghiera supplice. Il non-sapere diventa quindi il punto di svolta del nostro viaggio.
    Con affetto, caro Carlo

  6. Ciao Carlo,
    credo che essendo tutti noi spiriti eterni, mai nati e mai morti,
    dovremmo cominciare a distinguere tra fine del corpo e fine vita.
    Chi ha già un progetto su come vorrà proseguire la propria esistenza, ha il diritto di lasciare un corpo che è diventato inutilizzabile, ma la sua presenza in questo breve tratto ha sicuramente fatto la differenza, specialmente per chi sa di appartenere alla dimensione di spirito libero.

  7. Ringrazio Angelo, Aldo, Natalino E tutti coloro che hanno commentato. Si è trattato di una scusa. Ho adoperato il mio dramma esistenziale (che è ben diverso da tragedia) per esprimere intimi pensieri di sopravvivenza fisica e altrettanto mentale. Non so se sono riuscito nel percorso, certo è che è una dura prova, ed è questo baricentro di tutta la faccenda: fin quando e quanto è giusto umanamente sopportare? Poi eccomi ancora qua, in questo giorno 21 settembre 2026… Tra due giorni sarà l’equinozio. Le meccaniche celesti gireranno come Dio vuole…

  8. Si il fine vita…nel tuo caso più che mai capibile. Ho avuto la fortuna di percorrere un po di strada con te, ti assicuro che gli insegnamenti l’umanità che hai saputo trasmettere non ha uguali
    Questa è la ragione che il fine vita non può esserci. Grazie

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