I sofisticati software di IA
Nel mondo della Intelligenza Artificiale, un agente intelligente non è un essere umano, ma un software creato dall’uomo, quasi a propria immagine e somiglianza. La Intelligenza Umana, infatti, lo ha dotato di un ampio spettro di avanzate capacità di ragionamento valutative e decisionali autonome, che superano i software tradizionali, come anche di alquanta propriocezione, cioè di una certa attitudine a percepire e riconoscere l’ambiente circostante nel quale muoversi con fluidi automatismi, avendo elaborato i dati necessari per il compimento di specifiche attività, anche in sequenze connesse e complesse. Un agente intelligente non necessita di comandi diretti per le cose da fare, perché sa cosa fare, potendo prendere molte decisioni indipendenti, in assoluta autonomia, utilizzando i diversi sensori di cui è fornito e sfruttando le interazioni passate, di cui conserva memoria, che utilizza per migliorare le prestazioni future.
Gli agenti intelligenti possono essere dotati solo di riflessi semplici, del tipo: se accade questo fai quest’altro; ma anche di riflessi più articolati. Possono infatti essere addestrati, per esempio: a memorizzare l’ambiente e tenerne conto in ogni circostanza; a scegliere in maniera autosufficiente le azioni più razionali tra le diverse possibili in termini di utilità, di efficienza, di economicità; a imparare dalle esperienze passate con l’utilizzo di moduli di apprendimento ottimizzati; a valutare le conseguenze della propria condotta con generatori di problemi; a sperimentare nuove soluzioni migliorative dei risultati voluti.
In ambito domestico, per esempio, un agente intelligente potrebbe essere deputato a ottimizzare in inverno il comfort dell’utente e il risparmio economico del riscaldamento. In questo caso gli si insegna: a utilizzare i sensori di movimento e di presenza del padrone di casa per imparare a conoscerne l’ora in cui presumibilmente rientrerà al termine della giornata di lavoro, potendo anche geolocalizzarlo con l’accesso al suo smartphone; a consultare su Internet le previsioni meteo e le tariffe orarie dei costi dell’energia elettrica. Potrà quindi così, in assoluta libertà, senza specifici comandi, provvedere al riscaldamento della casa nella fascia oraria più economica, tenute in debito conto la temperatura esterna e quella interna da raggiungere per il benessere gradito dall’utente, dedotto dal suo comportamento, opportunamente memorizzato, quando il giorno precedente aveva regolato manualmente di persona il clima della casa.
Nella domotica, un agente intelligente può stupirci, ma nel traffico della città può lasciarci esterrefatti: è lui che può guidare infatti le auto in apparenza senza conducenti, con assoluta padronanza del mezzo e completa conoscenza della strada che sta percorrendo. Utilizza per lo scopo sensori dai molti pixel, che coprono a 360 gradi l’intera area in cui si muove, anche in zone trafficate. Analizza in tempo reale l’ambiente circostante con sistemi laser, che rilevano le distanze dagli ingombri. Riconosce gli altri veicoli, i pedoni e i semafori con le loro diverse indicazioni da osservare e che osserva. Decide accelerazioni, frenate e sterzate. Abborda le curve con fluidità, per il miglior confort dei propri passeggeri durante il viaggio.
Di un agente intelligente alla guida di un veicolo stradale ci si può fidare perché, per prevenire gli incidenti, ha efficienti protocolli di sicurezza predittivi e algoritmi decisionali i quali, in frazioni di secondo, con prontezza superiore a quella dei riflessi umani, permettono di calcolare traiettorie di emergenza e agire attivamente sui freni per evitare impatti e collisioni.
Gli algoritmi, per altro, sono progettati per prendere decisioni, dirette innanzitutto a minimizzare i danni arrecabili a cose e persone. In questo contesto, ad esempio, in situazioni estreme, meglio l’impatto contro un ostacolo fisso che investire un pedone.
Meglio, comunque, investire un pedone che un gruppo di pedoni, se sono i soli ostacoli rilevati; e questa scelta, che purtroppo potrebbe essere attuata, è la conseguenza pratica dell’utilitarismo, che rende moralmente giuste certe decisioni di un agente intelligente e, in generale, anche certe proposizioni della Intelligenza Artificiale, cui non tutto può essere delegato, per non esserne sopraffatti.
Si vales, vàleo.
Immagine di copertina da ChatGPT
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