A causa dell’enorme richiesta, il British Museum ha implementato un sistema di prenotazione per agevolare prima l’accesso degli Amici/Soci del Museo e poi al pubblico.
In questo periodo sono disponibili prenotazioni in:
ottobre 2026 per le date da gennaio a marzo 2027 e per le date da aprile a luglio 2027 (ultima possibilità!). Si consiglia pertanto ai visitatori di verificare la disponibilità dei biglietti prima della visita.
Questa mostra è un evento davvero eccezionale. Per la prima volta dalla sua creazione nel 1077, l’Arazzo di Bayeux è giunto in Inghilterra, dopo aver lasciato la sua storica sede presso il Museo dell’Arazzo di Bayeux, in Normandia, Francia.
Si tratta senza dubbio di un importante successo diplomatico. L’Arazzo rimarrà a Londra fino alla fine di giugno 2027, quando saranno completati i lavori di restauro al Museo di Bayeux. Il Presidente Macron ha espresso la sua grande fiducia nella nazione amica, che, in segno di gratitudine, ha proiettato la scritta “GRAZIE” con luci sulle bianche scogliere di Dover.
L’Arazzo ha viaggiato in una grande cassa antivibrazione per proteggerlo. Il viaggio finale attraverso l’Eurotunnel e la Manica è stato organizzato in gran segreto dalle autorità competenti. Al suo arrivo a Londra, l’arazzo è stato accolto all’alba del 10 luglio 2026 da una schiera di autorità ed esperti d’arte, tra cui il direttore del British Museum, Nick Cullinan, per dare loro il tempo di esaminare e pianificare tutti i dettagli dell’esposizione pubblica prevista per settembre 2026.
Una delle condizioni era che l’arazzo rimanesse in posizione orizzontale per tutta la durata dell’esposizione. L’arazzo narra gli eventi del 1066, un anno cruciale nella storia inglese, ben noto a tutti gli scolari dell’isola. Può essere paragonato al 1789 – l’anno in cui iniziò la Rivoluzione francese – per la Francia, o al 1776 – l’anno della Dichiarazione d’Indipendenza – per gli Stati Uniti.
L’arazzo testimonia la conquista dell’Inghilterra nel 1066 da parte di Guglielmo, duca di Normandia, che divenne re d’Inghilterra dopo la vittoria su re Aroldo ad Hastings.
Per la prima volta nella storia, un invasore riuscì dove diversi eserciti avevano fallito, a cominciare dai Romani.
I nomi di coloro che lo ricamarono sono sconosciuti. Tessuto con filo di lana su lino, l’Arazzo fu realizzato in Inghilterra e risale all’XI secolo, basandosi su disegni tratti da manoscritti di Canterbury. Si presume che l’opera sia stata eseguita da ricamatrici inglesi, all’epoca molto rinomate per la loro abilità.
Si pensa che sia stato commissionato da un ignoto mecenate normanno. Diverse persone sono state indicate come possibili committenti dell’Arazzo, tra cui Matilde, moglie di Guglielmo il Conquistatore; Edith, regina del re inglese Edoardo il Confessore; e i monaci del monastero di Sant’Agostino a Canterbury.
La maggior parte degli storici, tuttavia, ritiene che il fratellastro di Guglielmo, il vescovo Oddone di Bayeux, abbia contribuito alla sua realizzazione, principalmente per il ruolo di rilievo che occupa nell’iconografia.
Nella parte superiore delle scene ricamate, parole in grandi lettere latine spiegano gli eventi raffigurati al di sotto. Alcuni studiosi hanno addirittura interpretato la frase “isti mirant Stella” (guardano la stella) come l’annuncio del passaggio della cometa di Halley, un’espressione che, secondo la tradizione popolare, preannuncia sventura.
La presenza della stella viene interpretata come un avvertimento di un disastro imminente. Infatti, quando Harold viene a conoscenza dell’apparizione celeste, una flotta spettrale aleggia sul bordo inferiore della scena. Il ricamo viene solo accennato, suggerendo che non si tratti di una vera e propria osservazione, ma di un presagio.
Da questo breve riassunto in cifre si può comprendere l’importanza dell’Arazzo:
68 – lunghezza in metri, 9 – numero di pannelli di lino utilizzati, 4 – numero di tinture, che creano una moltitudine di sfumature, 5 – tipo di punto, 1065-1066 – anni rappresentati,
627 – numero di figure raffigurate, 6 – donne (3 nel ricamo principale, 3 nei bordi), 737 – animali, 23 – alberi (e 416 altre piante), 37 – navi, 33 – edifici.
È davvero impressionante.
Questi elementi ci forniscono dettagli e informazioni preziose sulla vita dell’epoca. Dopo tanti anni, rimangono unici nella loro autenticità e vivacità. Queste scene sono circondate da disegni di animali lungo i bordi.
Sebbene le scene finali dell’Arazzo, che secondo gli esperti raffiguravano l’incoronazione di Guglielmo, siano andate perdute, esso offre uno sguardo insostituibile sulla vita quotidiana nella Normandia e nell’Inghilterra medievali. L’Arazzo di Bayeux offre informazioni sull’architettura civile e militare, sulle armature e sulla navigazione nella tradizione vichinga, oltre a preziosi dettagli sulla vita dell’epoca.
Per gli appassionati d’arte, l’opportunità di ammirare questo capolavoro è senza dubbio un’esperienza indimenticabile.
Laura Ciaffei Preti
British Museum, Londra, Regno Unito
10 settembre 2026 – 11 luglio 2027
P.S. Per chi non può andare a Londra, l’Arazzo di Bayeux è ora visibile online sul sito web del Museo di Bayeux: https://www.bayeuxmuseum.com/en/the-bayeux-tapestry/discover-the-bayeux-tapestry/explore-online
