Il parere autorevole di don Ugo Carandino dell'”Istituto Mater Boni Consilii” di Verrua Savoia, Torino.

Nella settimana appena trascorsa c’è stato un incontro assai discusso tra la Conferenza Episcopale Italiana, retta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, e le altre confessioni religiose presenti in Italia.
Grande l’esultanza e la soddisfazione dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia – UCOII, la quale, il 25 giugno 2026, ha scritto: “La mattinata all’Ara Pacis è stata un momento di firma, interventi e confronto tra voci religiose diverse. Nel pomeriggio, una copia del Patto è stata consegnata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Palazzo del Quirinale”.

Sembra tutto assolutamente normale se non fosse che – come ben sostiene don Ugo Carandino – si è messa in scena “l’ennesima carnevalata che offende la Santissima Trinità, frutto dell’apostasia delle nazioni (ostacolare il Cattolicesimo e aprire le porte ad ogni errore) e del modernismo penetrato nella Chiesa”.
Parole che meritano di essere diffuse dal momento che dall’UCOII spiegano come “il dialogo interreligioso è una scelta spirituale, civile e sociale: un impegno concreto per costruire fiducia, conoscenza reciproca, coesione sociale e responsabilità condivisa”.

Il dialogo interreligioso non deve essere imposto e non è certamente costruttivo se a gestirlo sono soggetti come la “Comunità di Sant’Egidio”, l’“Opera di Maria – Focolarini”, o il cardinale Matteo Maria Zuppi.
Che il Vaticano – come ha fatto Jorge Mario Bergoglio con la “Fratelli tutti” – ponga sullo stesso piano tutte le confessioni religiose, mettendo Gesù Cristo alla stregua di Maometto, è semplicemente inaccettabile.
Bene dice don Ugo Carandino quando – rivolgendosi chiaramente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (Lefebvriani) – asserisce: “Rimane lo sconcerto nel vedere come tanti che si proclamano “tradizionalisti” siano in comunione con gli occupanti materiali della Cattedra di Pietro e delle cattedre episcopali”.

Per don Ugo Carandino, che ha da sempre una posizione sedeprivazionista, derivata dalle “Tesi di Cassiciacum”, la Sede Apostolica è vacante dal 7 dicembre 1965, giorno nel quale il Vaticano ha approvato la Dichiarazione Conciliare “Dignitatis Humanae” sulla libertà religiosa.
Nell’“Istituto Mater Boni Consilii” inorridiscono quando pensano a Giovanni Paolo II che ha visitato la Sinagoga di Roma nel 1986 e che ha organizzato l’Incontro Interreligioso di Assisi, per pregare per la pace, il 27 ottobre 1986.
Giovanni Paolo II, va detto, non ha mai svilito la posizione Cattolica e Dottrinale della Chiesa ma si è limitato a dialogare con quanti non riconoscono in Gesù Cristo il vero Dio e vero uomo che ha redento l’umanità con l’effusione del suo Sangue innocente.

Jorge Mario Bergoglio e Robert Francis Prevost, invece, stanno mettendo la Sana Dottrina Cattolica sullo stesso identico piano delle altre confessioni presenti nel mondo. Prova ne è la firma del Patto “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale” tenutasi a Roma in questo mese di giugno 2026.
Il tema è scottante e, in questa estate rovente, promette diatribe teologiche e discussioni inevitabili. Molti sacerdoti che celebrano “in unione con Leone XIV” sono preoccupati per il fatto che i maomettani ricordano “il lavoro silenzioso di tante persone che, ogni giorno, nei territori portano avanti il dialogo e rendono possibile questo cammino comune”.
I Cattolici sono sulla terra per compiere un pellegrinaggio verso la Gerusalemme del Cielo, “il Regno di Dio e la sua giustizia” (Matteo 6:33). I maomettani hanno ben altri obiettivi e, dunque, non esiste alcun “cammino comune”.

Il dialogo inter religioso è stato svilente ed è stato un errore gravissimo, dal momento che i musulmani non aspettano altro che mettere le zampe in ogni modo sull’Europa e in particolare in Italia. La nostra fede non è da mettere sullo stesso piano delle altre, perché è la fede nell’Unico Vero Dio, mentre le altre divinità non esistono. E tutto questo dialogo che si cerca non ha nulla a che fare con la fede, anzi, viene usato per distruggerla. Dopodiché i nostri cari massoni che credono di prenderci per il naso vorrebbero fondere le fedi in una nuova non-fede che distrugga le identità e le culture e portarci ad essere scimmie ammaestrate da sfruttare fino allo sfinimento. Fortunatamente il Nostro Signore interverrà a tempo debito nell’Armaghedòn, ma intanto dobbiamo sorbirci questi massoni vaticani che ci tolgono la serena libertà di cui dovrebbero godere i figli di Dio
NO dialogo, AVANTI Armaghedòn!
NO collusi, no massòni finti preti.
@rosettasans 5 giorni fa
SEMPRE ARGOMENTI CHE TI FANNOMEDITARE X POI AGIRE NEL GIUSTO!! GRAZIE ELIA BUONA SETTIMANA,UN CARO PENSIERO NELLA PREGHIERA DEL SANTO ROSARIO AVE AVE AVE MARIA,LA VIRGO FIDELIS PROTEGGA TUTTI NOI CHE SIAMO FEDELI ALLA PAROLA DEL SUO DIVIN FIGLIO GESù FORZA Armaghedòn, non più miscredenti.
grazie infinite ELIA per le tue parole chiare
Grazie Fulvio per la stima e la considerazione.
Certo, sincera stima e considerazione.
FORZA Armaghedòn, non più miscredenti.
E spero che il direttore di qs. sito sappia del seguito di grande apprezzamento nei tuoi confronti e del tuo canale youtube con iban.
No al dialogo, non esiste alcun “cammino comune”.
Contro tutte le altre religioni, Vannacci subito”!
Cara Margherita, concordo a pieno. Non si dialoga con eretici e miscredenti.
Che tristezza vedere come tutte degenera, anche grazie all’indifferente ignoranza degli pseudo fedeli che vanno in chiesa ma è come non ci fossero con la testa, poi i preti collusi li addormentano del tutto
In effetti le religioni sono tutte sullo stesso piano, dal momento che nessuna ha mai trovato il modo di dimostrare la propria fondatezza e unificare quindi tutta l’umanità sotto una sola fede.