Le indiscrezioni di lunedì, 28 settembre, confermano che Armani sta entrando nella fase concreta del processo per la cessione del primo 15% del capitale. Gli incontri con LVMH, L’Oréal, ed EssilorLuxottica, dovrebbero iniziare nelle prossime settimane. L’AD Giuseppe Marsocci ha precisato che non è ancora stato scelto un acquirente e il 15% potrebbe anche essere suddiviso tra più investitori.
Sul prezzo, le valutazioni circolate tra banker e adviser collocano Armani tra circa 5 e 7 miliardi di euro. Questo implica per il 15% un valore indicativo di 750 milioni-1,05 miliardi di euro; una partecipazione del 5%, nell’eventuale soluzione a tre, varrebbe circa 250-350 milioni. Il prezzo effettivo potrebbe però differire in funzione dei diritti attribuiti alla partecipazione e degli accordi sulla successiva evoluzione dell’azionariato.
Quanto a chi sia meglio posizionato, al momento non risulta un’offerta vincente né una preferenza dichiarata da Armani. Le informazioni disponibili indicano però strategie diverse: LVMH avrebbe esaminato un investimento autonomo, mentre EssilorLuxottica sarebbe orientata verso una quota più limitata, eventualmente insieme ad altri investitori; L’Oréal ha dichiarato che valuterà l’operazione quando il processo sarà formalmente avviato.
C’è inoltre una distinzione importante fra l’acquisto di questo primo 15% e l’eventuale futura acquisizione del controllo. Mediobanca considera LVMH il candidato più naturale nell’ipotesi di una successiva cessione del controllo, citandone l’esperienza con maison italiane come Fendi, Bulgari e Loro Piana. Nella stessa analisi, L’Oréal ed EssilorLuxottica risultano invece particolarmente coerenti con un ruolo di azionisti industriali di minoranza. Si tratta dell’analisi di Mediobanca, non di una decisione della Fondazione Armani.
Il passaggio del 15% è soltanto la prima tappa prevista dal testamento di Giorgio Armani: deve essere completato nella finestra dei 12-18 mesi dalla sua morte, quindi entro marzo 2027. Successivamente è prevista la possibilità di una cessione molto più ampia oppure di una quotazione, mentre la Fondazione dovrebbe conservare almeno il 30,1%. È proprio questa prospettiva a rendere strategico il primo ingresso: chi entra ora potrebbe trovarsi in una posizione rilevante quando verrà definito l’assetto di lungo periodo della maison.
