Fossano è nell’occhio del ciclone. Il Consigliere Regionale del Piemonte Marro parla di “normalizzazione del razzismo”.

Da diversi giorni in provincia di Cuneo si parla, in modo ameno, a causa di una pervicacia assurda del Consigliere Regionale del Piemonte di “Alleanza Verdi Sinistra” Giulia Marro, di “pericolosa normalizzazione della discriminazione e del razzismo”.
E’ lo stesso Consigliere Marro a dire che “negare a una ragazza di 14 anni l’accesso a un servizio di trasporto pubblico per la sua origine è una discriminazione gravissima, che non può trovare spazio nelle nostre comunità”.
Va detto subito che Giulia Marro non parla a nome di tutti i piemontesi e, di conseguenza, non è lei a poter dire cosa può o “non può trovare spazio nelle nostre comunità”.
Se – e va ribadito il condizionale – è veramente accaduto che un “Autista nega l’accesso al bus a una quattordicenne”, come ha scritto “TargatoCn”, sarà la Magistratura a stabilirlo.
Grazie al Cielo Giulia Marro non è la Cassazione e non decide chi ha fatto che cosa.
Anche se il Consigliere “amico del Quadrilatero” sostiene di essere stato al telefono con il fratello della 14enne, e di aver appreso in questo modo le dinamiche dei fatti, non è a lui che spetta il verdetto finale sulla vicenda.
Interessante che dopo una semplice telefonata un Consigliere Regionale, pagato con soldi pubblici, sia in grado di parlare di “pericolosa normalizzazione della discriminazione e del razzismo”.
Marro si sente in grado di dire che “l’Italia di oggi è molto più multiculturale” di quella in cui il giovane africano “è arrivato vent’anni fa”. Il problema è che il Consigliere antropologo, fondatore di “ARCIpelago”, deve comprendere che la multiculturalità non può essere imposta. Gli italiani non sono obbligati ad accogliere tutti e chiunque.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “Fratelli d’Italia”, quando parla dell’annoso problema dell’immigrazione – perché di problema si tratta – parla di necessario “cambio di passo” per gestire i flussi migratori, aumentando il “controllo rigido delle frontiere”, contrastando “l’immigrazione irregolare” ma, soprattutto, facendo più rimpatri ed espulsioni.
Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sostiene da sempre “una linea di fermezza contro l’immigrazione irregolare, puntando sulla cooperazione europea e sul rispetto del Patto UE su Asilo e Immigrazione”.
Giulia Marro, attivista di un non rilevante “Possibile”, sostiene che “la normalità deve essere questa: persone con origini, storie e culture diverse che vivono insieme. Non il razzismo”. Imperativi categorici. “Deve” e non “può”. Ma chi lo decide?
Gli italiani, e nel caso di specie, i Cuneesi hanno tutto il diritto di poter vivere sul solco delle loro origini, rammentando la propria storia, approfondendo la loro cultura.
Non si può imporre di mescolare la propria storia, la propria origine, la propria cultura, con altrettante realtà che giungono dalle Nazioni di provenienza di coloro che sono emigrati in Italia con non si sa bene quale aspirazione.
A Sinistra non riescono a spiegare che il “meticciato culturale” è un “processo di incontro, mescolanza e interazione tra culture, tradizioni, lingue e idee diverse”. Un processo che, va detto, genera una “nuova sintesi” con una “base di elementi di partenza invariati” volti però a creare una “cultura” nuova e non imponibile.
Se alla Stazione Ferroviaria di Fossano l’Autista del bus ha negato l’accesso ad una 14enne straniera lo appurerà la Magistratura ma parlare di “razzismo” e “normalizzazione della discriminazione” è inaccettabile.

Così come propagandistico è parlare di “coraggio di denunciare” da parte del ragazzo africano e di bisogno di “non lasciar correre”. In campagna elettorale fa “splendido” dire che “il pericolo più grande è proprio abituarsi, minimizzare, voltarsi dall’altra parte”.
Il vero pericolo è gettare onta di sospetto su dei Carabinieri che usano il taser su una donna pericolosa in Corso Giolitti.
Altro pericolo è dire che bisogna chiudere i CPR dove vengono rinchiusi coloro che vanno espulsi dall’Italia e rimandati a casa loro.
Pericolo è dire che i detenuti hanno troppo caldo, necessitano di ventilatori, ma ignorare gli anziani italiani che non sono in condizione di uscire tranquilli di casa per l’ammorbante presenza di immigrati ubriachi, drogati, violenti, armati di machete nelle nostre strade.
Domenica 27 settembre 2026, su Rete4, è partita la nuova stagione di “Fuori dal Coro”, trasmissione che ha parlato, negli anni, di numerosi autisti di bus, tram, taxi, controllori di treno, ecc… che sono stati aggrediti e minacciati.
Nessuno ha mai parlato di “pericolosa normalizzazione della violenza dell’immigrazione criminale su lavoratori italiani onesti”, come mai?
Il web si è diviso perché il Consigliere Marro esprime tutta la sua “vicinanza alla ragazza e alla sua famiglia” mentre alcuni residenti della Granda scrivono: “Fantastico…quindi per AVS abbiamo già il colpevole assodato, nemmeno il beneficio del dubbio….questa è una stupenda opportunità per una manifestazione dei PROPAL….oppure dei centri sociali torinesi”.
Agli elettori l’ardua sentenza.
