Monsignor Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo, scelto da Leone XIV per dialogare con i non Cristiani.

Nel mese di gennaio scorso, ossia sei mesi fa, parlavamo del duro attacco che la Conferenza Episcopale del Piemonte e della Valle d’Aosta aveva sferrato nei confronti di don Alessandro Maria Minutella e del “Sodalizio Sacerdotale Mariano”, a causa dell’inaugurazione di “Casa Betania”, in quel di Savigliano.
I Vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta si erano indignati per la “lesa maestà” che don Minutella e Fra Celestino della Croce avevano osato nei loro riguardi.
Il 10 luglio 2025, “La Guida – Settimanale Cattolico Cuneese”, in un articolo a firma di Chiara Genisio, scriveva: “Il Vescovo di Pinerolo, Monsignor Derio Olivero, di origini fossanesi, è stato nominato da Papa Leone XIV membro del Dicastero per il dialogo interreligioso. L’annuncio è stato pubblicato nella mattinata di giovedì 3 luglio sul bollettino della Santa Sede”.

La notizia ha fatto trasalire molti cattolici cuneesi sulla sedia perché Monsignor Olivero, che veste pochissimo da vescovo, vuol essere chiamato “don Derio” o semplicemente “Derio”, e celebra la Messa nei prati con tanto di bandana rossa in testa, è uno dei presuli più avanguardisti e modernisti della chiesa italiana.
Non a caso la Genisio scrive: “Derio Olivero da alcuni anni presiede la Commissione per l’ecumenismo della Cei. Il Dicastero trae origine dalla volontà di Papa Giovanni XXIII di aprire la Chiesa al dialogo con il mondo, culminata con il Concilio Vaticano II”.
Parole sagge e sincere che, però, necessitano di una specificazione: “aprire la Chiesa al mondo” non significa pronarla e sottometterla all’Islam, come fece Jorge Mario Bergoglio con la Dichiarazione sulla Fraternità Universale.
Monsignor Derio Olivero, invece, ha la medesima visione di Bergoglio della chiesa e ha una visione sincretistica della fede che mette i brividi.

La Genisio, prendendola alla larga, dice che “compito del Dicastero per il dialogo interreligioso è la promozione del rispetto, della comprensione reciproca e della collaborazione tra cattolici e credenti di altre tradizioni religiose non cristiane, ad eccezione dell’Ebraismo, la cui competenza spetta al Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani”.
Bene fa la signora Genisio a specificare che l’incarico che andrà a ricoprire Monsignor Olivero deve promuovere “rispetto, comprensione reciproca e collaborazione”.
Sono condizioni indispensabili visto che gli islamici considerano i Cattolici come “infedeli” che non hanno ancora conosciuto la Sharia e che necessitano di conversione al Corano.
Con questi postulati – va detto senza ipocrisia – non ci sono spazi di dialogo e dialettica.
Da “La Guida”, giornale che da 80 anni narra le vicende di Oltre Tevere, concludono l’articolo così: “Un libro aperto 60 anni fa dal Concilio Vaticano II, e giunto, col magistero di Papa Francesco, al capitolo sulla fratellanza umana, con lo storico Documento firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019”.

I Cattolici, quelli rimasti ancorati alla Bimillenaria Dottrina Cattolica, quelli rimasti ancorati alla Sacra Scrittura, quelli che hanno nel Catechismo il fondamento della loro conoscenza teologica, sanno che il Documento di Abu Dhabi è sincretista perché pone sullo stesso piano il Dio di Gesù Cristo e Allah.
Questo va contro il Vangelo e contro l’insegnamento di Gesù Cristo che, senza fraintendimenti e senza possibilità di smentita, ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).
Gesù, per buona pace di sincretisti e fan di Monsignor Derio Olivero, non ha detto di essere “una delle vie”, una “possibile verità fra le tante”, una delle “forme di vita esistenti”.

Gesù ha assolutizzato la sua posizione ed ha espresso la composizione pragmatica delle virtù di Dio, che sono nella natura trina ed unica della Santissima Trinità, che si esplicitano nella Sua incarnazione nel grembo della Beata Vergine Maria.
Tutto il resto è sincretismo di bassa lega, povera sostanza ed evidente disconoscimento della Sana e Bimillenaria Dottrina Cattolica.
Come mai i Vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta si stracciano le talari per l’apertura di “Casa Betania” a Savigliano ma non per la discutibilissima nomina di Monsignor Derio Olivero al Dicastero per il dialogo interreligioso?

I nostri vescovi non sono dei “Cuor di leone”, ma bensì dei “Cuor di coniglio”. Mi spiego meglio, con un antico proverbio: “‘Chi non può picchiare il cavallo, picchia la sella….” Credo che non necessiti di alcuna altra spiegazione……
Non avrei saputo dire meglio.
Pavidi, non confidano nella Parola di Dio e probabilmente hanno idea che lo Spirito Santo sia una sorta di leggenda.
Se questi devono dialogare con i non-Cristiani…
Grande Elia concordo in tutto cio’ che hai detto nel tuo articolo.Grazie x la tua opera