«L’amore è sempre la risposta giusta, qualsiasi sia la domanda, qualsiasi sia la situazione in cui ci si trova, qualunque pensiero ci assilli e ci travolga»

Fin dalle prime battute del libro abbiamo associato il modo di narrare di Martina Samaja a quello di Harper Lee, autrice di «Il buio oltre la siepe». Ci pare che entrambe rappresentino un mondo privo di maschere in cui sono descritti sentimenti chiari. In «Aspettando l’arrivo del vento» il prologo non si esaurisce nelle tre pagine ma prosegue, sebbene i capitoli siano intitolati diversamente, fino a quando l’Autrice non incontra Breath, il cane che diventerà l’essere vivente che lei sentirà più vicino.
Altre scrittrici si sono occupate di cani. Andando a ritroso: nel 2024 Susanna Tamaro in «L’amore di un cane» racconta la sua esperienza di vita con numerosi cani adottati, così come Gabriella Geddo nel 2003 scrivendo «In punta di zampe». Elizabeth von Arnim, ne «I cani della mia vita», afferma che i cani “quando amano, amano in modo costante, inalterabile, fino all’ultimo respiro. È così che mi piace essere amata.”
Martina Samaja, quando a trent’anni decide di adottare un Golden retriever, si esprime in maniera più perentoria: “Volevo il colpo di fulmine, un amore folle […] Volevo che mi amasse, e io volevo amarlo. Desideravo creare con lui un rapporto speciale e del tutto privato, come solo due anime gemelle possono sognare.”
Il timore di tralasciare passaggi importanti della narrazione ci fa venire voglia di fermarci e dire: leggete il libro, con attenzione, scoprirete un mondo sconosciuto ai più e vi sarà rivelato il grande amore. No! Non quello delle fiabe. In questo libro non ci sono i presupposti canonici. Ci sono Martina e Breath, due esseri viventi che provano reciprocamente un amore assoluto.
Per comprendere meglio la vicenda è necessario tornare indietro, all’inizio di questa lettera parlata, diversa da quella che, nel 1937, i cittadini olandesi potevano registrare con 150 parole in un disco spedito dal Ministero delle Poste ai destinatari che così ascoltavano le notizie in viva voce. Ecco! A noi pare, leggendo, di udire la voce di Martina, di sentirne il cambio di tono ogni volta che una situazione modifica la sua quotidianità. Non possiamo vedere l’espressione del viso, ma lei ci ha consentito, grazie all’empatia del suo narrare, di immaginarla.
L’Autrice dichiara subito di che cosa si tratta: la “storia ha a che fare […] con il lasciarsi e […] con la speranza di ritrovarsi.” E ancora, che ha a che fare con la distanza, con la malattia, e chi se la porta dentro. “È per questo che ci si lascia. È per questo che adesso io sto lasciando te. Per quella distanza che si viene a creare tra me e il mondo, tra me e la vita, tra me e te.”
Il libro è una lunga lettera d’amore indirizzata al cane che lei saluta nel prologo quando lo affida agli amici, cui è rivolta la dedica, prima dell’ennesimo e decisivo ricovero in ospedale. È a questo punto che ha deciso di scrivere a Breath (che significa respiro, soffio) la storia di entrambi “perché voglio che tu capisca che non ti ho abbandonato.” Con queste premesse potrebbe sembrare soltanto un genuino racconto personale, nello scorrere delle pagine si rivela anche un testamento emotivo.
È un modo di narrare che fa comprendere il dolore senza autocommiserazione, che mai manifesta invidia verso le persone sane. In alcune circostanze, per far capire l’importanza delle sue decisioni, la scrittura di Martina Samaja accelera, si fa rapida, con frasi brevi, talvolta una parola solamente. In altre, quando desidera spiegare la sua vita privata, rallenta e la narrazione diviene meticolosa. Tutti devono comprendere. A volte, osserva le due realtà, quella del mondo e la sua.
Le parti più toccanti sono quelle che si esprimono in una prosa poetica in cui azioni e fantasia si mescolano. «Aspettando l’arrivo del vento» non è una cronaca lineare ma un mosaico di esperienze, ricordi e riflessioni che si ricompongono in un quadro più ampio.
Delicato, e conforme a ciò che scrive Martina, il disegno di copertina di Gabriele Casciu.
L’Autrice nasce a luglio del 1984 e a settembre le è diagnosticata la fibrosi cistica. Soltanto all’inizio del racconto parla delle aspettative di vita, quando a quattordici anni circa scopre da sola che esse sono di quattordici anni.
Seguendola ci ritroviamo all’isola d’Elba a casa dei nonni materni assieme alle cugine. Martina da quel luogo di vacanza invia le esperienze sensoriali che la natura le trasmette; con lei vediamo i colori, liberiamo l’olfatto per sentire le varie fragranze dell’ambiente e delle marmellate preparate dai nonni. Percepiamo il sole estivo, l’acqua marina e il vento sulla pelle; ascoltiamo confidenze e sogni che le cugine si scambiano.
A undici anni il primo ricovero ospedaliero coincide con il distacco dalla routine quotidiana e rassicurante. Da quel momento seguono altri ricoveri.
Verso i diciannove anni oltre all’infezione cronica, trovano nei suoi polmoni l’aspergillo, una muffa probabilmente presa in piscina. Per curarla si trasferisce a Trieste senza i genitori. Qui ha difficoltà a fare amicizie, finché non inizia a frequentare una scuola di tango. Da quel momento la vita cambia: balla quasi tutte le sere, il mattino lavora dalla zia, studia nel pomeriggio.
Tornata a Milano trova un lavoro come programmatrice pubblicitaria.
Conosce Carlo e il suo cane Argo; con loro Martina scopre di essere in grado di fare più di quanto credeva. Non ha mai voluto, finché le è stato possibile, vivere una vita da persona malata.
Vedendo un Golden retriever decide che adotterà quel tipo di cane. Deve scegliere fra tre cuccioli; uno di loro la scruta come se volesse capire se lei è giusta per lui e si mette a dormire con la testa sulla sua mano. “Tornai a casa con la certezza che eri stato tu a scegliere me, e mi fidai ciecamente della tua decisione!” A trent’anni ha il suo cane e decide di chiamarlo Breath, Respiro, come la cosa più cara e preziosa che possiede.
Martina è in vacanza con il padre, quando il cane si ammala gravemente di Parvovirus. I veterinari ipotizzano l’eutanasia. Lei si oppone. Breath non migliora. Inizia a disperare. “Dai, è solo un cane” le dice qualcuno, dimostrando che “Il male che può venire dall’incomprensione dell’amore che si prova per un altro essere vivente può avere molte forme, ma quella frase è sicuramente uno dei suoi più riusciti esempi.”
Breath guarisce e finisce la convalescenza a casa. Riprendono le passeggiate insieme con grande beneficio per entrambi. “Vivevo in una perenne consapevolezza che dovevo fare finché potevo.”
A trentadue anni le prospettano un trapianto bipolmonare. Martina accetta e firma i consensi. “Lo feci […] per dire sì alla vita, per prendere tutto, ogni gioia, ogni lacrima, ogni goccia di sudore che ci sarebbe stata da versare. […] Perché la vita va vissuta con coraggio, con grinta, mai subita ma amata in ogni suo momento, anche quando sembra impossibile. Firmai perché quello era il mio ponte per una seconda chance. […] Perché siamo fatti per vivere, e io ne volevo ancora di questa vita.”
Quando la salute peggiora, Martina si trasferisce dai genitori e porta con sé il cane, che dopo poco deve essere affidato ad altri, i proprietari di una sorella di Breath che abitano a Torino. “Ti lasciavo andare e non sapevo per quanto […] Non sapevo nemmeno se sarei stata viva alla fine di tutto.”
Dopo quasi quattro anni di attesa, arriva la telefonata che annuncia la disponibilità di due organi compatibili. Nella notte parla con i suoi polmoni e li ringrazia per tutto quello che insieme sono riusciti a fare.
“E allora eccoci, mentre stanno per portarmi in sala operatoria per ridarmi il respiro, pronta a lottare come mai, a lasciare che una nuova Vita entri dentro di me. Decisa ad accettarla, a festeggiarla, a desiderarla, a onorarla. A onorarla. Grazie.” Anche mentre le somministrano il sedativo, sente il muso di Breath tra le sue mani, sa che lui è lì con lei e così si addormenta.

Nell’ultimo capitolo, paragona l’attesa di riprendere la sua vita con i nuovi polmoni, a un primo tentativo di volo di un uccello: “Preparo le mie ali, le apro, le osservo, prendo confidenza con la loro grandezza e la loro forza, le richiudo impaurita e imparo a riaprirle, mi predispongo e aspetto… Aspetto l’arrivo del vento.”
È trascorso un anno dal trapianto ed è stato un periodo difficilissimo, lento, faticoso e doloroso. Ha capito che il senso di tutto quello che ha passato è l’amore per la vita, per quella che è, in questo momento, senza fare programmi e “allora ha senso tutto, ha senso l’attesa, ha senso l’incertezza, ha senso essere scesa all’inferno, e aver camminato accanto alla morte, per poi essere sbucata dall’altra parte ed esserne uscita, viva. […]. Ha senso perché porta a questo, alla consapevolezza dell’essere vivi ora, e perdutamente innamorati della vita…”
Il libro si chiude con il viaggio di Martina a Torino per riprendere Breath. “Finalmente ti prendo il muso tra le mani, questa volta per davvero, e guardo dentro i tuoi occhi che non mi hanno mai lasciata da sola, neanche per un secondo. E siamo di nuovo io e te, sotto l’albero dalle foglie rosse, il vento che porta via ogni pensiero. Sono tornata a prenderti, Breath, sono tornata per restare con te.”
Il libro è uscito nel marzo 2025. Il 21 ottobre 2025, sospinta da un soffio di vento, Martina ha iniziato il suo volo in un cielo pulito.

Martina Samaja
Aspettando l’arrivo del vento
Albatros, 2025, pagg. 287 Euro 16,50

Bellissima recensione, capace di invogliare davvero alla lettura di un libro che sembra raccontare, con profondità, l’amore per la vita e per gli animali.
Ci si ritrova infinite volte a interrogarsi su dove sia il senso di tutto, senza riuscire a darsi una risposta.
Poi, però, si impara a non lasciarsi scivolare le cose addosso, ma ad afferrare ogni piccolo brivido che la vita offre.
E allora si intuisce che, da qualche parte, un senso esiste.
Ho letto la recensione con molta attenzione. La storia appare avvincente ed è stata trattata con la dovuta delicatezza.
Grazie
Rosa Lastella
Anche questa volta leggendo la recensione così profonda ti senti vicina all’autrice e ti immedesimi in tutto ciò che ha vissuto e che è la conferma che l’Amore vince su tutto ed è sempre l’emozione più vera e più bella!
Riesco solo a dire con profonda commozione
“Bellissimo”
Storia molto commovente che lega l’amore per la vita a quello inconfutabile per i propri cari animaletti, magicamente e magistralmente recensita da Francesco che coglie e sapientemente divulga il pensiero dell’autrice.
Sicuramente leggerò il libro.
Grazie
Recensione molto delicata, ne escono emozioni forti. Personalmente comprendo l’amore per un cane e anche l’attaccamento alla vita nonostante i problemi di salute. La tua recensione esprime molto bene ciò che la scrittrice vive.
E’ incredibile come l’amore, in qualsiasi forma esso si manifesti, riesca ad infonderci la forza per lottare e ad abbarbicarci alla vita. Grazie a Francesco Rodolfo Russo per questa bellissima recensione.
Storia meravigliosa, profonda… dove la forza dell’amore tra Breath e Martina, riesce a guarire ogni ferita. Un cane, un amico, una creatura che chiede solo di poter amare. Due anime in simbiosi pronte ad unirsi in una battaglia fondata sull’amore vero, sincero. Un libro che leggerò con un piacere immenso. Francesco ha descritto, con grande maestria , la storia d’amore che lega le due splendide creature. Grazie
Recensione splendida che nasce da emozioni sincere e racconta un’autentica esperienza. Auguro al libro il meritato successo
Recensione che raggiunge il cuore di tanti lettori invogliando l’acquisto del libro. Complimenti
Sarebbe bello presentare il libro in un centro dedicato agli animali…con i nostri personaggi fantastici. Interpreto di una storia di puro amore. Tipo al Garu….
Buonasera Silvia
Io sono l’amica di Martina che lha aiutata a tenere Breath gli suoi ricoveri e che adesso accudisce con infinito amore dopo che lei è volata bel vento. Sono di Grugluasco e io e Breath saremmo felici di poter organizzare un evento di presentazione del libro in un centro cinofilo. Se vuole può scrivermi sul mio profilo Facebook e potremmo far intervenire anche il sig. Russo e la mamma di Martina.
Intanto grazie per le belle parole. Martina riesce ad essere speciale e profonda attraverso le sue parole anche con chi non lha conosciuta
Prefazione bellissima. Invita a leggere il libro, anche se già dalla prefazione mi sono commossa e ho condiviso fin da subito l’amore per l’essere a quattro zampe e la voglia di vivere di rubare alla vita tutti gli attimi che ti offre a volte tristi e a volte bellissimi. La vita è un dono e merita di essere vissuta appieno.
Grazie per aver posto l’attenzione su questo libro; non e’ solamente il testo di una recensione, ma ho percepito la tua particolare esigenza nel voler comunicare il messaggio che Martina ci ha lasciato come sua eredita’: l’amore e l’attaccamento per la vita, anche attraverso il forte legame che ognuno di noi puo’ avere con il proprio cane.
come se stessi divulgando il messaggio
Una recensione forse piu’ lunga del solito , dovuta all’importanza di inquadrare la condizione dell’autrice (condizione di cui professionalmente ho riscontrato il peso , ma contemporaneamente anche la forza spesso quasi “serena” dei pazienti) . Che e’ un invito speciale a una doppia chiave di lettura , della personale vicenda umana e del significato e l’importanza universale del sentimento di amore vero , che partendo dal particolare del rapporto con il cane si estende alla vita di tutti
Ho appena terminato il romanzo che è bellissimo, da leggere e rileggere. Francesco nella sua recensione ne ha colto perfettamente l’essenza, con la partecipazione commossa e delicata che pervade le sue parole fino alla conclusione che non trasmette la tristezza di un addio, ma la leggerezza di un nuovo inizio.
Anna
La recensione restituisce con grande sensibilità la forza emotiva di Aspettando l’arrivo del vento e il legame unico tra Martina e Breath. Colpisce come venga messo in luce uno stile narrativo limpido, capace di raccontare il dolore senza retorica e di trasformarlo in un inno alla vita. Più che una semplice storia personale, emerge il ritratto di un amore assoluto e di un coraggio che lascia il segno.
Francesco Russo scrive una recensione ampia e delicata su un “libro” in cui l’ autrice Martina Samaja , affetta da una grave malattia, racconta la sua lotta , vissuta con forza, contro il dolore.Come si combatte il dolore? Vivendo ogni giorno di affetti, di sensazioni, di lavoro, di emozioni intime. Si cerca la vita, quella vera. E la sua ricerca di vita e d’ amore arriva con il cane Breath: amore unico, corrisposto e silenzioso compagno della sua sofferenza, delle sue speranze, della sua attesa del ” vento” che la farà ” respirare”.Martina nei colloqui con il cane testimonia la sua voglia di vivere , la sua fiducia in quella vita che ama con tutta sé stessa e che accetta senza rassegnazione ma con accettazione. Francesco sottolinea anche la visione poetica delle descrizioni della bellezza della vita di Martina che accoglie ogni evento con serenità, dove ogni evento diventa speciale, senza retorica né commiserazione.L’amore per Breath diventa un messaggio su come la vicinanza del cane sia stata un sostegno x entrambi , una complicità invisibile ma profondissima. Un libro da leggere attentamente e su cui riflettere!
Bellissima e profonda recensione . Per me, oltre all’amore per la vita, il libro acquista ulteriore attualità pensando proprio al momento storico terribile soprattutto per le tragiche guerre in corso. Rifletto, pertanto sull’amore per gli animali più meritevoli di amore in questo frangente rispetto agli esseri umani
dopo aver letto il libro, ho sentito di essere sinceramente affezionata a Martina Samaja e di volerle bene anche senza conoscerla
È una bella recensione. L’ho “sentita” molto, probabilmente per il fatto di aver vissuto circa vent’anni fa una situazione simile. Una signora venne da me, dopo il trapianto dei polmoni, per la riabilitazione respiratoria. Conversando con lei, scoprimmo di essere state compagne di classe alle scuole superiori. Facemmo un percorso insieme, ritrovando il nostro passato, vivendo il presente e, timidamente, guardando al futuro. All’improvviso fu ricoverata nell’ospedale dove le avevano fatto il trapianto. Non avendo sue notizie, la cercai a casa. Brutalmente mi dissero che non c’era più. Mi mancò il respiro e, scusandomi, chiusi la telefonata. A quarantatré anni, anche lei come Martina, è volata nel suo cielo pulito.
Beatrice
Buonasera sig. Russo
Ho letto con emozione la sua recensione ed ha davvero saputo descrivere il sentimento profondo che c’era tra Martina e Breath. Un legame non comune, che si faceva sentire anche a distanza di 160 km…se Martina non stava bene anche Breath aveva qualcosa…negli ultimi anni persino le stesse patologie ( otiti, neuropatia, ..)
Ma anche il saper cogliere il profondo attaccamento alla vita, a volerla vivere a tutti i costi in tutti i modi possibili con i limiti che man mano si presentavano , non è stato da meno.
Martina ci ha insegnato molto e continua a farlo. È una persona speciale e chi ha avuto la fortuna di incontrarla nel suo percorso non l ha persa nel vento.
Spero di incontrarla presto .
Intanto un grazie sincero.
Teresa Malisano
Il mio pensiero per Martina
Il 20 giugno 2025, dopo aver chiuso le pagine del tuo libro, ti scrivevo questo:
“Ciao Martina, ho appena finito di leggere il tuo stupendo libro. Tu e Breath siete semplicemente stupendi, hai saputo raccontare il Tuo dolore con amore e grazia. Grazie per aver condiviso la tua essenza e l’amore, la sintonia, la purezza del Tuo dolce Breath. Con affetto, Antonella ❤️”
Oggi, sento il bisogno di tornare a scriverti per aggiungere una profonda stima per la testimonianza che ci hai donato. Attraverso i tuoi occhi, abbiamo imparato che la vita non va subita, ma amata in ogni suo istante, anche quando il respiro si fa corto. Ci hai lasciato un’eredità di coraggio che va oltre le parole.
Un ringraziamento speciale va a Francesco Rodolfo Russo, che con estrema sensibilità ha saputo descrivere il tuo “testamento emotivo”. Grazie a lui, la tua essenza continua a essere trasmessa con quella stessa purezza che tu avevi messo tra le pagine, permettendo a chiunque legga di percepire quel vento che hai tanto aspettato e che, alla fine, ti ha portata a volare in un cielo pulito.
Grazie Martina, per esserci stata e per continuare a esserci.
Antonella ❤️
Una recensione capace di trasmettere tutta la profondità emotiva del libro. Si percepisce quanto la storia riesca a entrare nel cuore, raccontando con delicatezza e autenticità il legame speciale tra Martina e Breath.
È un libro che sembra andare oltre il semplice racconto, diventando una riflessione sincera sull’amore, la compagnia e il sostegno nei momenti più difficili.
La scrittura scorrevole e la semplicità del linguaggio non toglie nulla alla profondità del messaggio, anzi lo rende ancora più diretto ed accessibile a tutti. Una lettura che lascia qualcosa dentro e che merita di essere scoperta da tutti , amanti degli animali ma non solo!
La recensione è molto bella ed invoglia, attraverso la lettura del libro, ad approfondire il profondo rapporto d’amore nato tra Martina e Breath. Un rapporto difficile da immaginare ma assolutamente puro ed intimo.
In due semplici parole, DIFFICILE ma AMORE PURO.
COMPLIMETI Martina.
La sensibile penna di Russo ci traghetta dall’amore della scrittrice per il cane Breath all’amore per la vita giorno per giorno, ora per ora, nonostante (o forse a causa di) una malattia inflessibile, dolorosa, incurabile. In questo sta la forza e la bellezza del racconto-confessione.
Arrigo.