Il 25 aprile, per il Governatore del Piemonte Alberto Cirio risulta “indelebile per le nuove generazioni”.
Questa sera in molte città del Piemonte si entra nel vivo delle divisive celebrazioni relative al 25 aprile. Diversi politici si sono smarcati dalla giornata perché la Festa della Liberazione non solo è divisiva ma è anche – per molti aspetti – anacronistica.

Così non la pensa il braccio destro di Antonio Tajani, nonché Governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, “Forza Italia”, che lo scorso anno, a prefazione del libro “25 APRILE 1945-2025. Memorie di Pietra – 80 anni dopo, 80 luoghi della resistenza in Piemonte”, scriveva: “La pietra è simbolo di durezza, di resistenza, di solidità. In tutte le sue declinazioni, il termine evoca qualcosa di duraturo, prezioso, in grado di sopravvivere al tempo, pur portandone addosso i segni”.
Nel linguaggio allegorico e simbolico usato dal Governatore Cirio emerge che per lui la Resistenza è stata qualcosa di “prezioso, in grado di sopravvivere al tempo”. Lo sconcerto è tanto.
Ci si chiede come mai “Forza Italia” sia in coalizione con “Fratelli d’Italia” visto che i figli politici di Silvio Berlusconi la pensano più come Matteo Renzi e Carlo Calenda che come Giorgia Meloni.
Eppure per Alberto Cirio è prioritario raccontare “la lotta per la libertà celebrandone i protagonisti”. Chissà se al grattacielo della Regione Piemonte conoscono la storia del Seminarista Rolando Rivi, ucciso in “odium fidei” dai partigiani, o quella del Maresciallo Costantino Satta, anch’egli martire dei “liberatori”.
Il Governatore forzista insiste: “Partigiani, talvolta semplici cittadini, che hanno dato la vita per i valori di democrazia e libertà che quelle pietre oggi rappresentano ricordando a tutti noi, ogni giorno, che ciò che è acquisito non lo è per sempre e va protetto e tutelato”.

Discorso retorico di un politico liberale che del liberismo ideologico ha fatto il suo vessillo. Discorso che si contrappone al pensiero storico di “Fratelli d’Italia” che non si riconosce nella tradizione dell’antifascismo resistenziale e che – pur rispettando la data istituzionale del 25 aprile – non ha mai voluto rimuovere la “Fiamma Tricolore” dal simbolo, dichiarando così la sua continuità ideale e valoriale con il “Movimento Sociale Italiano”, quell’MSI che è stato fondato dagli orgogliosi figli della Repubblica Sociale Italiana.
Il libro “Memorie di Pietra” nasce da un progetto che vede compartecipi Regione Piemonte, “La Stampa”, Museo Diffuso della Resistenza e Istituti Storici della Resistenza in Piemonte. Un parterre ampiamente schierato ed ideologico.
Su “Memorie di Pietra” il Governatore Cirio aggiunge ancora: “L’auspicio è che queste pietre, custodi di memoria, restino anche monito di vita e di libertà. Per questo è importante non dimenticare e prenderci l’impegno, tutti, di continuare a portare omaggio alle lapidi e ai caduti per la nostra Libertà e farlo con i nostri bambini, perché conoscano e conservino la memoria”.
Molti docenti di Scuola dell’Infanzia, Primaria, Secondaria, hanno preso alla lettera le parole del Presidente della Regione Piemonte ed hanno calendarizzato, in orario curricolare, visite alle celebrazioni delle Associazioni Partigiane “con i nostri bambini”, così da inculcar loro un po’ di retorica ideologia politica sin dall’infanzia.
Alberto Cirio ne sarà sicuramente edificato visto che ha concluso la sua prefazione scrivendo: “E finché sulla tomba di un partigiano ci sarà un fiore fresco, o un’aiuola curata, vorrà dire che avremo a cuore il nostro Paese, la nostra comunità e saremo in grado di difendere la nostra libertà nel futuro”.
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa in merito il Vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, “Fratelli d’Italia”, che in gioventù ha avuto l’onore di Servire la Patria nella gloriosa Brigata Paracadutisti Folgore.
Anche quest’anno il 25 aprile porterà in piazza i cultor della Resistenza e metterà dissapore nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nei centri aggregativi, nelle realtà associative, perché si sa: se non la pensi come i “liberatori” sei – per illogica conseguenza – un “fascista”.
Le Elezioni Politiche 2027 si avvicinano sempre di più.
Quale posizionamento sceglierà “Forza Italia”? E, soprattutto, il Generale Roberto Vannacci accetterà di far entrare il suo “Futuro Nazionale” in coalizione con i seguaci di Marina Berlusconi?
Ai posteri l’ardua sentenza e ai cronisti l’ingrato compito della rendicontazione.
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