In un video afferma che la Polizia Federale gli ha chiesto di consegnare i passaporti, impedendogli così di lasciare il Brasile.
Secondo Bolsonaro, questa misura rappresenta un tentativo di limitarne la libertà di movimento e di ostacolare la sua attività politica.
Ecco il suo messaggio, riportato in forma discorsiva:
«Questa mattina sono andato a trovare mio padre. Quando stavo uscendo, la Polizia Federale di Lula era davanti a casa sua e, in mezzo alla strada, mi è stato notificato l’obbligo di consegnare i miei passaporti. Mi è stato anche vietato di lasciare il Paese.
La decisione di Alexandre de Moraes si basa su una dichiarazione di mio fratello Eduardo, secondo cui avrei dovuto lasciare il Brasile in caso di sconfitta elettorale. Io non ho mai detto una cosa del genere.
È questo un motivo per ritirarmi il passaporto? Questa è giustizia? La decisione è stata presa domenica sera, subito dopo l’annuncio dei risultati elettorali. Mi chiedo: se avessi vinto le elezioni, sarebbe successa la stessa cosa?
Consegnerò i miei passaporti e mi difenderò da questa aberrazione, che è un chiaro tentativo di intimidirmi. Ma nessuno riuscirà a mettermi a tacere.»

Si conferma la vocazione totalitaria di Lula ,dittatore comunista spietato che vuol mettere in galera il capo dell’opposizione. Questo capiterebbe con la vittoria del famigerato campo largo