Una ricerca originale e inedita della pronipote Carla Amoretti
La storia della Ditta Caprile di pesi e misure, esempio di micro storia cittadina a cavallo dell’otto-novecento a Torino, rappresenta una particolare realtà artigianale-industriale ed economica che faceva parte di quel variegato e già consistente nucleo di attività imprenditoriali, che hanno caratterizzato i primordi e il successo dello sviluppo industriale-scientifico-tecnologico della nostra città e del Piemonte.
La singolare e riuscita combinazione d’immagini fotografiche, con il relativo testo di commento, costituisce una testimonianza efficace e nello stesso tempo nostalgica, di un passato che purtroppo è sconosciuto ai più e in particolar modo alle nuove generazioni.
Una grave cesura e dimenticanza storico-culturale a cui non si vede ancora una volontà di recupero da parte delle istituzioni scolastiche.
Ma non è tutto: la narrazione sintetica e scorrevole della ricerca, riccamente illustrata, comunica emozioni, sensazioni e anche sentimenti di persone che hanno vissuto momenti gioiosi, di successi gratificanti, alternati da drammi famigliari ed economici, mentre la grande macina della storia d’Italia, europea e mondiale dettava i ritmi dei grandi eventi che condizionavano obbligatoriamente la vita dei singoli e della collettività nazionale.
Se la storia della Torino otto-novecentesca è abbastanza conosciuta, essa può essere ulteriormente arricchita da tali contributi che portano “note umane di vita vissuta nelle diverse situazioni epocali” della cosiddetta “Storia Minore” che costituisce il “mattone” solido, alla base della “Grande Storia”.
Per ultimo si può dire che la tipologia e lo spirito di questa ricerca può essere di stimolo e catalizzatore per attivarne altre nello stesso contesto e completare ricerche su aspetti ancora sconosciuti, ma degni di non cadere nel definitivo oblio.
Un grazie sentito alla prof.ssa Carla Amoretti, autrice di questo importante e originale contributo. (m. b.)
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Il 1 agosto 2024 tutto l’archivio di mio padre Gen. Guido Amoretti e della sua famiglia è stato prelevato dalla ditta di trasporti Deluxe, da via Borsellino 3, ove erano stati preparati 59 scatoloni di documenti ed oggetti, per essere portato nei depositi dell’Archivio di Stato di Torino. Consegnavo in tal modo tutte le mie radici paterne al prestigioso archivio a cui speravo potesse confluire l’eredità culturale e di famiglia, che avevo curato per 16 anni.
Ora che il materiale è salvo. voglio per me, per i miei figli e nipoti raccontare quello che so ed ho compreso dagli studi intrapresi negli anni di riordino ed organizzazione. Tale lavoro aveva dato concretezza ai ricordi verbali, a quel racconto orale basato sul quotidiano in cui si parlava talvolta dei parenti già andati oltre, di quelli che avevo conosciuto quando ero molto piccola e dei pochi che mi avevano accompagnato nella crescita.
Sapevo i cognomi… Moltini, Caprile, Amoretti, Guglielmino…. Solo creando gli album dei diversi rami , con stupore mi accorgevo che stavano diventando persone, figure più reali… i documenti riempivano vuoti di conoscenza, permettevano di ricostruire tratti delle loro storie di vita. Anche le ricerche su internet hanno dato, in modo inaspettato, notizie su attività lavorative, che mi erano sconosciute.
Ditta Luigi Caprile

Tre immagini dell’album della famiglia Caprile che ci fanno vedere il volto del mio bisnonno Luigi Caprile (1857-1934), la casa di via Mantova 37 ove abitava ed in cui gestiva la sua attività, la prima pagina di un piccolo depliant pubblicitario, in cui leggiamo. “Premiata Fabbrica di Pesi e Misure”, informazione che egli cita in modo ricorrente, di cui era sicuramente orgoglioso perché costituiva una importante leva nel mondo del commercio.
Nel 1904 aveva prodotto un sintetico catalogo/depliant pubblicitario, con sede in via artisti 19, corretta con un timbro poco comprensivo via Mantova, Catania, Verona.
Dai dati documentali, messi a confronto, posso ipotizzare che solo nel 1911 abbia cambiata sede portandola in via Mantova 37, angolo via Catania nei pressi di via Verona.

Potevo anche capire dall’elenco delle sue offerte, quali prodotti produceva e metteva sul mercato:
• Stadera a ponte bilico per Carri
• Stadera a ponte bilico per vagoni e per pesatura vagoni
• Bilici portatili per l’industria ed il commercio
• Bilici per vagoncini e carrelli
• Etc.
• Presse per copialettere
• Stadere
• Bilance per farmacie
• Bilance a pendolo
Dieci anni dopo, nel 1914 aveva anche fatto stampare un ampio catalogo su carta patinata, in cui ci informa:
• Casa fondata nel 1820
• Succ. Decker & Comp. (dicitura a cui lui teneva moltissimo)
• Diploma d’onore ottenuto alla esposizione internazionale del 1911



Nella guida ufficiale dell’esposizione internazionale del 1911 a Torino, la pubblicità della piccola Ditta di pesi e misure compare già a pag. 9

Nella relazione della giuria compare una breve storia di quanto ha fatto Luigi Caprile e la motivazione del Diploma d’onore a lui assegnato.


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Queste informazioni erano per me nuove, in quanto le documentazioni fotografiche arrivatemi non erano in grado di comunicarmi questi dati.
Sapevo come era la casa, ma non ero in grado di dire quando fu costruita e quando Luigi Caprile acquisì la ditta Decker & C.
L’IA durante la ricerca di informazioni su internet, con chiave di ricerca “La storia della ditta Decker, specializzata in pesi e misure, risalente al 1820” scrive: L’Ottocento è stato un periodo di grande sviluppo industriale e tecnologico, e la produzione di strumenti di misura era fondamentale per il commercio e l’industria. La produzione di strumenti di misura era un settore cruciale per l’economia dell’epoca, poiché garantiva la correttezza delle transazioni commerciali e la qualità dei prodotti.
La sede produttiva della Ditta Luigi Caprile in via Mantova 37.

Due diverse foto, unite, rappresentano la parte interna del cortile: quella con il lungo balcone era abitativa, il resto era dedicata alle attività industriali.
L’immagine successiva dell’interno degli ambienti di lavoro, permette di riconoscere parti di prodotti elencati nel catalogo.

In una carta dell’ASCT del 1908 viene indicato dove era la casa in via Mantova 37, controllo necessario perché con il passare del tempo i numeri civici sono anche mutati.

Le foto aeree della RAF consentono di comprendere l’organizzazione interna dell’area occupata,: la parte privata , il cortile interno ed il suo accesso carrabile da via Catania.
La pubblicità di Luigi Caprile nel tempo
Il giovane imprenditore adattava il suo spazio pubblicitario alle diverse riviste in cui poneva l’informativa della sua attività. Con data 1887 su una interessante rivista sulle invenzioni e scoperte troviamo per la prima volta qualche informazione sulla Decker & C, che in quella data 1887 e nell’anno successivo 1888 aveva due sedi, in via artisti 19 ed in via Buniva 6:

Il particolare della immagine dell’interno dell’officina con il torchio per uva, viene da LC riprodotto nella pubblicità da lui messa nel Giornale dell’Agricoltura, edito nel 1893. In tale data la sede della fabbrica era in via Artisti 19 a Torino.


Le inserzioni pubblicitarie cambiano con lo scorrere del tempo e con il diverso pubblico a cui fa riferimento.

Nel 1912 troviamo la ditta di Pesi e Misure di Luigi Caprile nel Monitore tecnico,, edito a Milano nel 1912, organo ufficiale dell’Associazione degli ex allievi del Politecnico di Milano.
Non ho trovato informazioni sul titolo di studio di Luigi Caprile…mi sono chiesta se avrebbe potuto essere un ex allievo del politecnico di Milano. La risposta è stata negativa perché lo avrebbe scritto nei suoi titoli da utilizzare come richiamo della sua ditta. In questa pubblicità compare il nuovo indirizzo di via Mantova 37.

La lunga ricerca su internet ha fornito informazioni preziose sulla ditta Luigi Caprile, sulle sedi in cui operò, sul tipo di riviste su cui mise la sua pubblicità a partire dall’ottocento.
Da internet una inaspettata informazione sulla ditta Decker & C.
L’esigenza di avere informazioni sulla Ditta Decker C , sempre citata nelle pubblicità di Luigi Caprile, mi portò a lanciare su internet chiavi di ricerca che non davano le informazioni cercate.
In modo fortuito, durante un’altra ricerca su una bascula , comparve improvvisamente quello che cercavo: carta intestata di tale ditta. Questa immagine ci informa che la sede era in Borgo Dora, che il nome del proprietario era Enrico Decker, che produceva macchine, pesi e misure e para fulmini. I piccoli loghi superiori ci informano che le offerte erano più specialistiche di quelle di Luigi Caprile perché oltre alle bilance e pesi a bilico, producevano pompe a incendio, macchine a vapore e apparecchiature insubri.

I due cartigli ricordano i riconoscimenti avuti e che nel 1846 aveva partecipato all’esposizione di Genova.

Con riferimento ad un’altra ditta che nel 1848 aveva 128 operai, leggiamo ancora

Ma l’informazione più emozionante l’ho trovata nell’Archivio Centrale dello Stato:

Con questo documento veniamo a sapere che Luigi Caprile era stato capotecnico dello Stabilimento Decker & C. La possibile data di rilevazione, deducibile dalle ricerche precedenti, è nel 1885. Luigi, con l’esperienza maturata lavorando con Enrico Decker, si trasformò da capotecnico a imprenditore, adattando la produzione alle sue competenze. Aveva l’età di 27 anni quando fece questo importante passo.
Luigi Caprile si rifiutò di lavorare per le forniture della Prima Guerra Mondiale 1915-18
Durante la Prima Guerra Mondiale, l’industria italiana, come quella di altri paesi belligeranti, subì una profonda trasformazione, riconvertendosi in “industria di guerra” per far fronte alle esigenze del conflitto. Questo comportò un aumento della produzione, soprattutto nei settori meccanico, metallurgico e siderurgico, e una modernizzazione degli impianti, spesso a scapito della manodopera qualificata, che fu in parte sostituita da donne e giovani.
Testimonianza orale riferitami da mia madre fu che Luigi Caprile fece una scelta coraggiosa, rifiutandosi di trasformare la sua ditta in industria di guerra. Affermò che lui il suo contributo alla guerra lo stava dando con il figlio Giovanni Caprile soldato dirigibilista e il genero Oreste Amoretti, soldato automobilista, entrambe chiamati alle armi.
Luigi Caprile cavaliere nel 1922
Il documento allegato con i plausi dei suoi dipendenti porta la data del 18 ottobre 1922 e ci informa che era stato nominato Cavaliere.
Informazioni sui cavalieri del lavoro
1901: nasce l’Ordine al “Merito del Lavoro”
L’Ordine al “Merito del Lavoro” fu istituito il 9 maggio 1901. Il Re, su proposta del Ministro d’Agricoltura, industria e commercio, conferiva con proprio decreto le decorazioni “al merito agrario, industriale e commerciale del lavoro” a non più di ottanta persone all’anno.
Nel corso di oltre cento anni ci sono state alcune importanti modifiche nella costituzione dell’Ordine.
1911: Vengono aggiunti nuovi titoli di benemerenza e la concessione viene estesa anche a “cittadini” che hanno acquisito “benemerenze… in paesi esteri”.
1921: La dicitura “al merito agrario, industriale e commerciale” viene modificata in “al merito del lavoro”; il numero delle nomine viene ridotto a 60.
1923: La concessione dell’onorificenza viene legata a “titoli di singolare benemerenza nazionale” e il numero di nomine viene ulteriormente ridotto.

1931 fallimento della Ditta Luigi Caprile
Dall’archivio di famiglia (ora all’AST) risulta che fece fallimento nel 1931 dopo la crisi terribile del 1929, conosciuta anche come Grande Depressione, che era stata una grave crisi economica mondiale iniziata negli Stati Uniti nel 1929 e protrattasi per tutti gli anni ’30. Anche il genero Oreste Amoretti nel 1931, perse il lavoro come Direttore della filiale di vendita della Carrozzeria Garavini con sede aperta, dopo le prima guerra mondiale, in Roma in piazza del Plebiscito18.
L’IA ci dice: La crisi del ’29 portò a una riduzione della domanda di beni e servizi, colpendo duramente le industrie torinesi, specialmente quelle legate all’auto e all’acciaio
Testimonianze materiali su Luigi Caprile
Poco rimane della vita di Luigi Caprile, ma quel poco denota una attenzione ai particolari, buon gusto, agiatezza
Da una pagina internet del Comune di Rosta
Una pagina a sé è costituita dal peso pubblico, di cui ricordiamo solo la concessione a Giuseppe Merlo nel 1892, per “l’impianto di peso pubblico sulla strada comunale tendente a Rivoli ‘, malgrado debbano passare poi circa quindici anni per l’acquisto del “peso di ponte a bilico fornito da Caprile Luigi’ (1907-1908): e pensare che le “Tavole di ragguaglio degli antichi pesi e misure’ erano pronte dal 1849!

Su internet ho trovato in vendita in zona di Modena
ANTICA BASCULA CAPRILE LUIGI – PRIMI ANNI ‘900
Bilancia d’epoca numerata, prodotta dalla ditta Caprile Luigi Torino (ex Casa Decher & C.). In buono stato di conservazione. Portata 500 kg …
190,00 € · Disponibile

Luigi Caprile si era persino creata una cartolina postale, come era consuetudine nel XX secolo. Questa del 1911, scritta a macchina, fornisce anche indicazioni sui metodi di installazione e collaudo.

Frammenti di vita di Luigi Caprile
Sappiamo i nomi dei suoi genitori e la loro terra di Origine
Carlo Caprile, nato a Ogno in Liguria…mancato a Torino nel 1909
Benedetta Raffetto nata a Rossana in provincia di Cuneo.

Dalla loro unione sono venuti al mondo:
Marina, nata nel 1845 , morta nel 1891 (maestra)
Luigi, nato nel 1857, morto nel 1934
Luigi si sposò il 1° dicembre 1888 con Domenica Moltini (1868-1931)
Avevano 20 anni lei e 31 anni lui. Vissero ed invecchiarono assieme per 43 anni


Viene citato un acrostico cioè un componimento poetico in cui le lettere di ciascun verso formano un nome o una frase. In questo annuncio di matrimonio le iniziali dei versi formano le parole Luigi, Domenica.
Sappiamo molto poco di Domenica Moltini in Caprile…dalle foto la vediamo invecchiare

Quando nel 1931 lei scomparve a 63 anni, Luigi volle un funerale grandioso, prima di concludere, a 74 anni, la sua parabola lavorativa, con il fallimento.

Luigi affranto era sostenuto nel suo dolore dai due figli Ora Domenica Moltini in Caprile riposa nella bella tomba dei Moltini al cimitero monumentale di Torino.
Figli di Luigi e Domenica Caprile
Luigi e Domenica ebbero due figli: Maria Caprile (1889.1969) sposata con Oreste Amoretti nel 1912 e Giovanni Caprile (1891-1965), un po’ scapestrato, donnaiolo-celibe, che ci lasciò una splendida documentazione fotografica del suo periodo come soldato dirigibilista nella grande guerra.


Dramma nella famiglia Caprile
Quando nel 1911 la Ditta Luigi Caprile si spostò in via Mantova 37, la vita del suo titolare scorreva tranquilla ..la casa, gli affetti famigliari, i suoi operai, il suo cane, …

Tra il nuovo personale venne assunto come impiegato un giovane ragioniere proveniente da Oneglia, Oreste Amoretti. Era un giovane nato nel 1885 a Pianosa, di 27 anni…affascinante per la bellissima Maria Caprile… Si innamorarono….

Ma quando Luigi Caprile lo scoprì, licenziò il suo dipendente, (che fi assunto dai Garage Riuniti Fiat), e i due innamorati decisero comunque di sposarsi. Luigi Caprile vietò alla moglie e famigliari di partecipare al matrimonio.
Maria uscì di casa da via Mantova 37 ed a piedi si recò da sola nella vicina chiesa Santissimo Nome di Gesù, in corso Regina Margherita 70.

Il 3 ottobre del 1912 Oreste e Maria erano marito e moglie.

Il primo loro figlio Guido Amoretti nacque solo nel 1920, dopo la grande guerra.
La foto documenta i rapporti ormai buoni tra la coppia Amoretti ed il papà/suocero Luigi Caprile.

Quel bimbo crescendo porterà un grande contributo alla storia settecentesca della città di Torino, tanto che nel 2024 il comune gli intesterà la via prospiciente il Museo Pietro Micca e dell’assedio di Torino del 1706.

Strane congiunture premonitrici
Nel 1906, per il secondo centenario dell’assedio del 1706, Giovanni Bruno scrisse un libricino molto interessante, “I testimoni dell’assedio e della battaglia di Torino del 1706, con numerose fotografie interne delle cascine ed edifici della pianura torinese.

Nella prima pagina dei promotori e firmatari dell’opera, alcuni nomi erano sottolineati da mio
padre, Guido Amoretti: Brayda Ing. Cav. Riccardo, Caprile Luigi, Moltini Eug.

Il Brayda aveva progettato il Panorama di Torino per le feste bicentenarie, Luigi Caprile era suo nonno in quanto papà di sua madre Maria Caprile in Amoretti ed Eugenio (Ettore) Moltini era il fratello di Domenica Moltini in Caprile, appassionato di fotografia, che scattò le foto messe a corredo della monografia.
Sicuramente in famiglia c’era sensibilità per questi temi storici e si sarà parlato di questo lavoro, che mise i semi di un percorso virtuoso del loro futuro erede Guido Amoretti.
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Interesante, molto interessante, preciso, documentato e documentale, utile anche come traccia di alto livello per elaborati analoghi. Complimenti vivissimi.