“Il dolore di chi resta non conosce tregua, soprattutto di fronte alle numerose domande lasciate senza risposta. Tante, troppe, le morti sospette nell’Ospedale oncologico San Giuseppe Moscati di Taranto, tra malasanità, disorganizzazione e incompetenza del personale sanitario che si è trovato completamente impreparato di fronte alla seconda ondata dell’emergenza Covid”.
Queste sono le prime righe della prefazione di Maria Giovanna Maglie al libro “Canale terminale” di Eleonora Coletta, stampato dall’editore Cantagalli. L’autrice, avvocato pubblico che ha lavorato per quindici anni nella Asl di Taranto conduce in questo libro una vera e propria indagine sulla malsanità in Italia, partendo purtroppo da una cruda esperienza privata: la morte del marito e del padre durante la pandemia che ha avuto inizio nel 2020.
Il titolo stesso del libro usa appositamente dei termini forti, che si riferiscono, come racconta l’autrice nel libro, alla definizione del direttore sanitario della Asl di Taranto: il “canale terminale” è il nome che è stato dato alla rianimazione, luogo dal quale, in quell’ospedale in particolare, era in quei mesi difficile uscire con le proprie gambe.
Cosa accadde? Al marito e il padre della Coletta, risultati positivi a seguito di un tampone di controllo, venne chiesto di recarsi in ospedale per ulteriori verifiche, mentre Eleonora rimase a casa, per poter guardare le figlie. Dal racconto della donna, tutte le vicende successive furono surreali e portarono alla morte i suoi famigliari a causa proprio della malsanità, dell’omissione di esami diagnostici, della falsificazione di cartelle cliniche e della creazione del famigerato reparto, che fu letale non solo per il marito e il padre dell’avvocato Coletta, ma anche per molte altre persone, 1000 per la precisione. Morti sulle quali bisognerebbe indagare con attenzione.
Quella di Taranto non è l’unica situazione anomala avvenuta durante il Covid, ma è stato un punto di partenza fondamentale per l’autrice, che, partita da questa esperienza personale straziante, ha creato una rete di collegamento ed è venuta in contatto con altre persone che hanno subito perdite a causa delle procedure messe in atto nel periodo della pandemia.
Eleonora Coletta ha fondato l’associazione Comitato Verità e Giustizia vittime Covid Moscati, istituito nel giugno del 2021 e proprio in questi mesi sta portando la sua denuncia all’attenzione dell’opinione pubblica tramite numerose conferenze in tutta Italia.
Sabato 31 maggio si potrà ascoltare la sua storia anche a Torino, presso la Libreria Belgravia di via Vicoforte 14/d, alle ore 17,00, intervistata da Katia Bernacci, firma di Civico20. (prenotazioni 347.59.77.883 anche whatsapp).
