La sua figura ha attraversato le epoche
Chi è e cosa rappresenta il diavolo? La sua figura ha attraversato le epoche, ha assunto diverse sembianze e sembra proprio che abbia preso possesso delle nostre menti. Come? Lo spiega Marino Bile nel libro “Satana nelle religioni, in psicoanalisi, nella vita quotidiana”.
Bile, psicologo e studioso di esoterismo, dichiara che i suoi primi approcci con la spiritualità sono avvenuti attraverso la religiosità orientale e ha voluto affrontare un argomento forse ostico, anche se molto trattato, attraverso un approccio multidisciplinare.
Il diavolo, termine adottato dal greco diábolus (calunniatore, separatore), ha mantenuto in latino un significato di spirito maligno, nemico di Dio e antagonista del “mondo del bene” e ha radici molto antiche. Anche nella religione zoroastriana era inteso come separatore ed essendo la religione di Zoroastro dualista, il diavolo era colui che seminava il caos e combatteva costantemente contro il principio divino che incarnava la verità, l’ordine e la giustizia.
L’autore non si limita però agli inizi, affronta la storia del diavolo con sollecitudine, passando attraverso la lente d’ingrandimento cristiana e i ritrovamenti dei manoscritti di Nag Hammadi, senza tralasciare le esperienze orientali, il legame con il Karma, gli spiriti volpe e i demoni taoisti, le danze estatiche dei sufi, per poi approdare alla psiche, elemento principale del libro.
È proprio la mente, infatti, che per Bile rappresenta il trampolino di lancio per comprendere cosa rappresenta il diavolo per l’uomo moderno: in qualche modo l’essenza che raccoglie le istanze umane, la necessità di sfogo, ma anche il bisogno di ricerca di un equilibrio del mondo che probabilmente non esiste.
E allora il diavolo si manifesta attraverso il male, che è insito nelle parole, nelle opere, nei comportamenti “Satana non può intervenire in questa dimensione se non attraverso un canale”, sostiene l’autore, “e questo canale siamo noi”. Per questo si sono da sempre manifestate evidenze come la possessione, le malattie mentali, la manipolazione, le sette, dice ancora l’autore, specificando in quali modi il male entra nella società umana per rimanerci.
Si potrebbe quindi pensare a un pessimismo cosmico leopardiano, se non fosse che l’abile Bile ha una soluzione, si può infatti invertire l’azione del male sull’uomo.
Per scoprire di cosa si tratta, dovrete immergervi nella lettura di “ Satana nelle religioni, in psicoanalisi, nella vita quotidiana “, senza anticipazioni.
Marino Bile, Satana nelle religioni, in psicoanalisi, nella vita quotidiana, Edizioni Arkeios, pag. 292; Euro 28.
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