Un modo di dire che ripropone i rischi di una guerra nucleare con dura lucidità
L’espressione “all’ultima spiaggia” (arrivare a -trovarsi a), nella lingua italiana è utilizzata con uso figurativo per indicare un’estrema sfiducia di poter risolvere una situazione giunta al limite. È una locuzione dal significato metaforico che indica l’esaurimento di ogni altra possibilità, costringendo gli attori della circostanza alla ricerca dell’ultima risorsa a uno stato ormai “senza speranza”.
La locuzione “all’ultima spiaggia” è piuttosto recente e nel parlato italiano, deriva dalla traduzione del romanzo “On the Beach” dello scrittore anglo australiano Nevil Shute, pubblicato nel 1957 e seguito nel 1959, dal film omonimo diretto da Stanley Kramer con star del calibro di Ava Gardner, Fred Astaire e Gregory Peck.
Il romanzo e il film appartengono al genere fantapolitico con trama autocratica e post–apocalittica. Gli eventi sono ambientati in Australia, dopo una guerra nucleare scatenata nella metà degli anni 60, che ha cancellato la civiltà e la vita nell’emisfero nord, con il progressivo fallout radioattivo che ha poi distrutto il resto del mondo. Dopo aver cercato rifugio sempre più a sud, una parte di popolazione attende la morte in una spiaggia australiana, la loro ultima speranza.
Gli avvenimenti di On the Beach si svolgono tra movimenti in sommergibile e vicende che ruotano intorno agli ultimi mesi di vita destinati ai superstiti. Accadimenti tradotti e pubblicati in Italia nel 1959, proprio con il titolo “L’ultima spiaggia”, affiancati dalla pellicola doppiata in italiano.
Sembrava un romanzo ormai superato dai tempi, ma con il ripetuto spauracchio di una guerra nucleare che si è andato a delineare con i nuovi dis-equilibri globali, lo scenario sta riesumando aspetti tornati attuali.
Vladimir Putin non ha interessi di pace e lo ha dimostrato, inoltre, ha più volte ammonito i Paesi Nato di una Europa indebolita dall’avvento dell’era Donald Trump. Non sono promesse nucleari da sottovalutare. Se la politica del riarmo convenzionale europeo dovesse intaccare l’endemica schizofrenia territoriale di una Russia sempre più nervosa e nucleare, allora l’ultima spiaggia potrebbe materializzarsi per effetto domino, attivandosi quasi da sé.
Secondo alcuni esperti di guerra nucleare, se dovesse scoppiare una terza guerra mondiale basata su scambi missilistici, l’umanità potrebbe perdere il 60% della popolazione globale nei primi 72 minuti. È una immagine raccapricciante, ma basata su dati e simulazioni. I missili balistici ipersonici a testata multipla colpirebbero i bersagli in meno di mezz’ora, lasciando pochissimo tempo di reazione. Le grandi potenze di entrambi gli emisferi sarebbero le prime a essere spazzate via, così come i paesi loro alleati.
Lo scenario drammatico di On the Beach è stato riproposto nel 2000 in un film per la TV diretto da Russell Mulcah. Per chi volesse conoscere più a fondo la trama degli eventi, un sunto interessante e già coinvolgente è consultabile su Wikipedia, mentre trailer del film si trovano su YouTube. Il film completo invece è disponibile su Amazon Prime Visioni, oppure su AppleTv, al costo di pochi euro.
© 2025 CIVICO20NEWS – riproduzione riservata
Scarica in PDF
Ci si augura che non succeda mai più una guerra di tali dimensioni, consapevoli del fatto che al giorno d’oggi la potenza nucleare e militare è nettamente superiore a quella passata, con conseguenze e danni irreparabili e definitivi. Speriamo di vedere altri film o leggere altri libri a riguardo senza che questi ultimi siano libri di storia, la nostra storia.
Consiglio: Un esempio di serie tv che possa darci un ulteriore quadro a riguardo è FALLOUT, buona visione.
Concordo su ogni parola, augurio, speranza e perché no, nuove serie tv con argomenti di una nuova era di pace e convivenza…
La sensazione è che il concetto di pace stia diventando, se non un tabù, un termine fuori luogo. Il riarmo dell’Europa è la prova che la pace non sia nelle corde dei membri della Nato… ovviamente la Russia si sente circondata e minacciata lungo i confini che hanno ridotto il numero degli “stati cuscinetto”.., e che mirano ad avvicinarsi sempre dí più a Mosca. La probabilità di una terza guerra mondiale è assolutamente alta, e la possibilità che l’Europa possa vincere la Russia… pari a zero. Ci troviamo sicuramente sui lidi dell’ultima spiaggia, pur non sapendolo, ma stiamo entrando nella stagione estiva e le spiagge che presto torneremo a frequentare… saranno le solite dí sempre…
Manchiamo di consapevolezza… questo è il problema…
Come sempre, un commento di una visione arguta, quanto tristemente consapevole di un demoniaco rotolare delle cose… Dunque buona spiaggia estiva, almeno per ora… Speriamo per sempre
Speriamo ♥️
Voglio credere fermamente che lo spauracchio della terza ed ultima guerra mondiale, sia solo un’altra delle paure che servono ai grandi della terra per tenerci sotto pressione. Non farebbe bene a nessuno dei guerreggianti, non vincerà nessuno, non resterà nessuno, però il solo mostrare i muscoli fa paura, ed è un deterrente atto a far sì che non si vada oltre. Putin e l’Europa: ve l’immagginate che cosa ci farebbe il Conte Vlad con l’Italia? Ha un Paese con tante risorse, enorme, difficile da gestire, cosa verrebbe a fare a Roma? A chiudersi nel traffico? O a vedere il lungomare napoletano? Sono ottimista per natura, non mi faccio prendere dall’ansia di una guerra che, comunque, non mi vedrebbe vincitore!
Tutto sommato è così, ma la storia di certi Netanyahu, pronti a sparare la bomba sulla Persia e se potessero, viceversa, se pensiamo a gaza e all’Olocausto di qualche annetto fa, viene da chiedersi se il diavolo si reincarna. La prima guerra mondiale era iniziata così, con minacce tra parenti, perché erano tutti nobili coniugati tra loro e la lingua globale era francese, e poi, 20 milioni di morti per due colpi di pistola a Sarajevo… Vegliare è un obbligo, sperare pure… I miracoli accadono, il Napoli ne ha vinto un altro 👍
Mi terrorizza l argomento..ma potrebbe accadere!!!