Recensione di Alessandro Mella
La storiografia è una disciplina dalle incredibili ramificazioni. Ogni circostanza, evento od oggetto di studio ed analisi deve sempre essere contestualizzato e non è mai privo di collegamenti importantissimi con quella che viene, a torto od a ragione, ritenuta la “Grande Storia”. La quale, del resto, si compone di storie apparentemente minori ma in verità di primaria importanza ed in specie se collocate nel contesto generale.
Si percepisce maggiormente da due recenti opere firmate dallo storico Aldo Alessandro Mola, opere fortemente volute dalla lungimiranza del dott. Luigi Fontana e Daniel Gallina, presidenti del Rotary di Cuneo e da quella di Franco Civallero presidente del Circolo Caprissi.
Lo studio attento dei documenti ha permesso a Mola di offrire ai lettori due spaccati di storia della Granda in verità di rilevanza assolutamente nazionale ed europea.
“Cento anni di Rotary Club in Cuneo 1925-2025” (Edizioni Nino Aragno – Torino) e “150 anni di Caprissi 1875-2025 – Un circolo di uomini liberi nella storia di Cuneo e della Granda” (Edito su iniziativa del Circolo) sono la perfetta sintesi del pensiero che lo scrivente sostiene da tempo. La storiografia apparentemente locale lo è solo di fronte ad analisi superficiali. In realtà essa è sempre vettore per considerazioni di ampio respiro.
Mola, infatti, non si limita mai a parlare di eventi circoscritti ad un territorio limitato ma li pone di fronte alla storia nazionale come frammenti non trascurabili di questi grandi fatti e lo si percepisce pienamente anche dai periodi che questi due libri affrontano. Il Caprissi nacque all’indomani dei grandi fatti del Risorgimento, nel 1875, come luogo di confronto per spiriti indomiti in un tempo in cui quella forma di libertà ed espressione aveva tanto concorso al cammino d’unificazione nazionale. Unificazione politica ma con una società ed uno Stato in fase di creazione ed amalgamazione. In cui il dialogo ed il confronto rappresentavano non solo un valore assoluto ma una necessità crescente. Il volume dedicato, invece, al Rotary Club inizia il suo percorso nel 1925. Anno chiave in cui le libertà collettive ed individuali furono messe pesantemente in discussione.
A Cuneo e nel cuneese, proiettati verso la Francia e la sua realtà, con una visione diretta ben oltre i confini nazionali, si concentrarono talenti e figure di grande rilevanza sia sul piano politico che su quello economico e sociale. Cara a Casa Savoia, la provincia Granda divenne sempre più un prezioso riferimento per chi ancora pensava in chiave liberale e tutelava quel pensiero in vista di tempi migliori. Una terra di frontiera ma soprattutto una terra di contatto, un ponte con il resto del continente, con il libero pensiero. Mentre si ergevano barriere non solo morali lungo i confini, nel cuneese si tenevano vivi percorsi materiali e morali verso isole di libertà. Non fu un certo un caso se, molti anni dopo, nel cuneese sorse quanto di meglio la Resistenza ebbe da offrire al nostro paese. Quella componente cattolica e liberale che, lontana da ogni estremismo, concorse alla costruzione di una nuova Italia su basi ampiamente libertarie al contrario di chi sognava di sostituire una tirannia reazionaria con una filosovietica. Fu anche merito di questi circoli scevri dagli estremismi maturati negli ambienti industriali e proletari torinesi? Chi scrive si permette il privilegio di pensare di sì.
I volumi di Aldo Alessandro Mola, quindi, hanno una vocazione che travalica la provincia per aprire prospettive ed orizzonti incredibilmente vasti facendo di Cuneo e della sua provincia non un frammento di periferia ma il fulcro di grandi eventi e delle stagioni non sempre benevole della Storia.
I temi portanti restano fondamentali ed intramontabili poiché le vicende di queste due realtà sono quelle della più grande Italia in cerca di luoghi di confronto, dialogo e difesa strenua della libertà di fronte ai mutamenti che il tempo ha imposto alla società ma non ha potuto, per fortuna, imporre allo spirito degli animatori di queste due realtà associative.
Due libri da leggere per comprendere come questo percorso sia stato fondamentale per andare oltre i momenti più burrascosi. Come i germogli della libertà siano stati difesa non solo da chi ne rivendicò, legittimamente o meno, il ripristino ma anche da chi magari lo fece nei circoli coltivandone le sementi e custodendole dagli inverni più cupi e più bui. Due libri per capire non solo Cuneo ed il Piemonte ma per capire l’Italia e l’Europa.
Alessandro Mella
