I grandi teleri di un’artista figura femminile nell’arte di metà del secondo Novecento nell’importante mostra curata da Vittoria Coen e Giuliana Pascucci a Palazzo Buonaccorsi fino al 9 novembre 2025
Gli spazi del Palazzo Buonaccorsi di Macerata, gioiello del Settecento maceratese, progettato da Giovanni Battista Contini, ospitano fino al 9 novembre 2025 la mostra “Renata Boero. Telere”, curata da Vittoria Coen e Giuliana Pascucci. Opere Monumentali a parete realizzate tra la metà degli anni Settanta ai primi anni del Duemila dall’artista. La mostra è promossa e organizzata dal Comune di Macerata, dall’Accademia Belle Arti, dall’Università degli Studi di Macerata, patrocinata dalla Provincia di Macerata con la Fondazione Marche Cultura. “Quest’anno, per la prima volta insieme , scrivono Sandro Parcaroli, Sindaco della città e Presidente della Provincia e katiuscia Cassetta, Assessore alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Macerata – all’Accademia di Belle Arti, il Comune e l’Università di Macerata uniscono le forze per dare vita a un progetto espositivo –culturale condiviso, che intreccia arte, formazione e territorio. A inaugurare questa proficua collaborazione tra istituzioni e la mostra dedicata a Renata Boero, artista di fama internazionale , il cui lavoro – profondo, radicato e poetico – rappresenta una delle esperienze più originali dell’arte contemporanea italiana”. 
Afferma John McCourt, Rettore Università degli Studi di Macerata, “Un progetto che riflette l’impegno condiviso per la promozione della cultura e per la creazione di spazi in cui i saperi possono incontrarsi, dialogare e trasformarsi”. Gianni Dessì– Presidente Accademia di Belle Arti di Macerata “C’è un moto dell’arte che appartiene solo ad alcuni rari artisti che riescono ad aprire l’opera, la propria, fatta dalle loro tante, al mondo quasi a volerlo contenere tutto”. Piergiorgio Capparucci, Direttore Accademia di Belle Arti di Macerata,”Il percorso storico di una carriera che ha avuto inizio dagli anni Sessanta e che, oggi, più che mai, la conferma quale artista riconosciuta a livello nazionale e internazionale, evidenzia la sua forza e la sua coerenza poetica”.
“Uno degli aspetti che mi colpiscono – scrive la curatrice Vittoria Coen – di più nel lavoro di Renata Boero e che, oggi, risulta, più che mai attuale, è quello del rapporto con la natura. È una relazione profonda e totale, un’energia, che si sprigiona dalle radici, filosoficamente ed esteticamente, una dimensione primordiale , una compenetrazione fisica tra uomo e universo, uomo e il sistema totale degli esseri viventi, che si sviluppa e che si rigenera continuamente, dal sonno al risveglio, un di svelamento in un incessante divenire ”. Questa mostra – afferma Giuliana Pascucci – si offre come una meditazione profonda sul linguaggio e sulla materia, sulla terra e sulla memoria. I Cromogrammi e le Ctò – nio – grafie non sono semplici lavori su carta o su tessuto: sono processi viventi, azioni silenziose in cui il tempo, la natura e il corpo agiscono insieme. È anche un invito a rallentare lo sguardo, ascoltare la superficie, farsi toccare dalla vibrazione della sostanza fisica e riconoscere in essa una forma di poesia non verbale, un archivio sensibile che custodisce la memoria del mondo”.
I lavori e la poesia di Renata Boero la si trova nella perfetta espressione in lavori di grande formato, caratterizzati da reticolati di tinture, nei quali il tempo e la memoria sono protagonisti del processo creativo e guidano l’interazione tra natura e spiritualità. Il tutto lo si può vedere,nella grande esposizione, di Palazzo Buonaccorsi, nei grandi teleri esposti fra cui alcuni Cromogrammi, nelle Ctò – nio – grafie descritte invece da scacchiere più nette e da tonalità più delicate, esito della permanenza nel terreno per lunghi periodi, come nella composizione Fioritura 1 (1190 -2000). In Cromogramma giallo (1970-1975), la composizione orizzontale è suddivisa in quattro fasce parallele di rettangoli irregolari i cui colori variano dal giallo intenso e materico, nella parte superiore, a tonalità più profonde nella seconda, più calde e equilibrate nella terza. Questa opera suggerisce un processo di trasformazione lento e stratificato. Tale suddivisione degli spazi si ritrova anche in Cromogramma (1975-1980)in cui una griglia scandita da fasce di colori scuri e intensi sono attraversati da sfumature di verde, rosso egiallo.
I pigmenti, spesso assorbiti nel tessuto o applicati in modo più trasparente, lasciano affiorare le grana della tela e le tracce del tempo. In Cronogramma Terra (1980 – 1990), invece, i toni sono più caldi, la superficie risulta più testurizzata da pigmenti naturali che evocano una forte connessione con la materia e con il ciclo vitale, oltre a richiamare processi di ossidazione e composizione. Ctò – nio – grafia “Paesaggiorosa”(anni 2000) crea, con la sua forma quadrata, una composizione molto equilibrata in cui predominano sfumature di rosa e velature scure, con tracce che sembrano assorbite nel tempo. Nel dittico Ctò – nio- grafia, realizzato anch’esso negli anni 2000, le tele mostrano con una griglia di rettangoli piegati e trame visibili cromie terrose, rosate,violacee , con interventi di nero e marrone fra cui alcune zone molto dense e tridimensionali. L’opera richiama processi organici e naturali, legando arte, corpo e tempo in un processo alchemico.
Allusivo alla ciclicità, alla crescita alla trasformazione è Fioritura(1990-2000) che si presenta come un mosaico organico composto da tessere che evocano elementi naturali come cortecce, fiori e terra. I colori sono vibranti e intensi, con tonalità calde, intervallate da punte di blu e violetto. La composizione sembra espandersi lungo un asse centrale, come se la tela avesse assorbito la natura stessa, e la superficie ondulata, che poggia direttamente sul pavimento, aumenta il senso di contatto diretto con lo spazio e con l’osservatore. Il percorso si conclude poi con un video che rappresenta una sorta di archivio di gesti compiuti nel fare pittura. La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato dalla Sagep Editori con le immagini e le opere esposte e testi di Vittoria Coen, Gianni Dessì e Giuliana Pascucci.
Renata Boero, nasce a Genova nel 1936. Dopo aver trascorso l’infanzia a Torino ed essersi dedicata agli studi umanistici in Svizzera, rientra nella sua città natale per iscriversi al Liceo artistico, dove è allieva di Emilio Scanavino. Poco più ventenne inizia ad esporre i propri lavori, si ricordano a tale proposito le sue partecipazioni alla Quadriennale di Roma nel 1959 e nuovamente nel 1986 e nel 1999. Negli anni Sessanta inizia la sua collaborazione con Caterina Marcenaro come restauratrice e parallelamente, si dedica con passione alla documentazione sulle sostanze naturali, uno dei temi centrali della sua espressione artistica.
Nel 1974, inaugura la serie degli Specchi, una delle quali esposta per la prima volta nel 1978 all’International Cultureel Centrum di Anversa. A Macerata nel 1977 inaugura la personale “Ex radici bus”, titolo espressivo della sua poetica, presso la Gallera Cicconi. È invitata a cinque Biennali di Venezia tra il1982 e il 2010. Dal 1986 al 2007 è docente all’Accademia di Belle Arti di Brera; nel 2005 è Visiting Professor presso l’Università di San Diego, California.In seguito tra il 2010 e il 2011 tiene una serie di conferenze e mostre in Argentina. Fra le principali esposizioni personali si citano i Musei Civici, Monza, 1988; Casa del Mantegna, Mantova, 1992; Museo Diocesano, Milano , 2014; Museo del Novecento, Milano, 2019. Ha partecipato alla Biennale de la critique, Anversa e Charleroi, 1979-1980; alla XVI Biennale di San Paolo,Brasile, 1981; alle mostre presso la Galleria Nazionale d’Arte Modena e <contemporanea, Roma nel 2021 e nel 2023. Renata Boero è pienamente inserita nella scena artistica internazionale, le sue opere sono presenti in permanenza in importanti musei nazionali ed esteri.
Descrizione immagini
Foto copertina catalogo
Foto 1 Renata Boero “Ctò-nio-grafia “Paesaggio in rosa” anni 2000,Colori vegetali e tecnica mista su tela90x90cm
Foto 2 Renata Boero Cromogramma Terra 1980-1990 Colori vegetali e tecnica mista su tela 230×370 cm
Foto 3 Renata Boero “Cromogramma Giallo” 1970-1975 Colori vegetali e tecnica mista su tela230x280 cm
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal catalogo della mostra:
“Renata Boero. Teleri”, a cura di Vittoria Coen e Giuliana Pascucci, Musei Civici Palazzo Buonaccorsi, Via Don Minzoni 24, fino al 9 novembre 2025. Orari per la visita . Ottobre da martedì a domenica ore 10.00-13.00/ 14.30-1830. Novembre da martedì a domenica, ore 10.00-13.00/ 15.00-17.30 Telefono per informazioni +39 0733 256361.
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