Mostra personale dell’artista torinese alla Maison Bleue, curata da Elio Rabbione: un percorso che attraversa l’India reale e quella interiore
Dal 3 al 25 ottobre 2026, il Forte di Bard (Aosta) ospita una nuova e intensa tappa della ricerca artistica di Alessandro Fioraso. La Maison Bleue presenta infatti la mostra “Pittura e Spiritualità. Il richiamo interiore nell’India di Alessandro Fioraso”, curata da Elio Rabbione, con inaugurazione e vernissage fissati per sabato 3 ottobre alle ore 16:00.
L’esposizione sarà visitabile il venerdì dalle 15:00 alle 18:30, il sabato e la domenica dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30.
Secondo le parole del critico Paolo Levi, Fioraso avrebbe inconsapevolmente inaugurato una nuova corrente della figurazione contemporanea, definita “realismo lirico”: una pittura che nasce dall’osservazione del reale, ma si apre alla vibrazione emotiva, alla memoria, alla spiritualità.
Lo ricorda il curatore della Mostra, Elio Rabbione, e sempre grazie alle sue preziose indicazioni, apprendiamo che nei suoi numerosi viaggi in India, l’artista torinese raccoglie immagini, volti, atmosfere e contraddizioni che diventano materia viva della sua indagine interiore. Le città brulicanti, i villaggi silenziosi, i colori saturi, la povertà dignitosa, i gesti quotidiani: tutto si trasforma in un racconto che non descrive, ma interpreta.

Ogni tela è un frammento di esperienza filtrato dalla memoria, un incontro tra realtà e introspezione. Particolarmente intensi i ritratti, dove Fioraso indaga l’interiorità umana attraverso occhi, mani, rughe e posture che raccontano vite segnate dalla fatica, dalla speranza e dalla bellezza del quotidiano.
Accanto alla dimensione realistica emerge una forte tensione spirituale. Simboli, luci, ombre e atmosfere sospese conducono l’osservatore verso un territorio universale, dove il visibile si intreccia con l’invisibile.
La pittura diventa così meditazione, un ponte tra mondi lontani che si scoprono improvvisamente vicini. È in questo equilibrio tra realtà e introspezione che si colloca la forza del linguaggio di Fioraso: un’arte che trasforma il vissuto in emozione condivisa e che invita a interrogarsi sul destino dell’uomo e sul senso dell’esistenza.
La storia di Fioraso affonda le radici nell’infanzia. Il padre, pittore affermato, dipingeva nella stanza dei figli: un’immagine che l’artista ricorda ancora attraverso il profumo della trementina, divenuto per lui memoria indelebile.
Da bambino disegnava instancabilmente; negli anni ’80 frequenta la scuola d’arte di Lella Burzio, perfezionando tecniche e materiali. Dopo un periodo di pausa, un’amica lo sprona a riprendere il colore. Dal 2001 al 2007 studia con Oscar Bagnoli, poi con artisti come Alessandro Fabris, Vinicio Perugia, Silvio Porzionato, Marco Longo, Carlo Giaccone e Giancarlo Gasparin, oltre a un corso di nudo al Liceo Artistico di Torino.

La sua pittura oscilla tra realismo e surrealismo, alimentata dalla pratica dello yoga e dai viaggi in India, che gli offrono una ricca tavolozza di spiritualità, contrasti e colori.
Dal 2001 Fioraso espone in mostre personali e collettive, ottenendo consensi di pubblico e critica.
Tra i riconoscimenti più significativi:
– Premio al concorso “Il Mondo delle Donne” (Torino, 2015);
– Premio al I Concorso Biennale di Torino (GAM, 2016);
– Premio al concorso internazionale “Essenze d’Arte” (Mùses, Savigliano, 2017);
– Premio al concorso “Vette d’Arte” (Casa Olimpia, Sestriere, 2018).
La personale al Forte di Bard si presenta come un viaggio nella pittura e nell’anima: un percorso che attraversa l’India reale e quella interiore, restituendo allo spettatore un mosaico di emozioni, memorie e spiritualità.
Un’occasione preziosa per scoprire un artista che ha saputo trasformare la propria esperienza in un linguaggio poetico e universale.

