L’arte accende la memoria del grande schermo in una mostra collettiva di 39 artisti all’Automobile Club Torino, dedicata ai legami tra cinema e mondo dei motori
Automobili che escono letteralmente dalle tele, veicoli diventati leggenda sul piccolo e grande schermo, reinterpretazioni artistiche che mescolano nostalgia, creatività e sperimentazione. È questo lo spirito della mostra collettiva “Cinema e Motori. L’arte mette in moto l’immaginazione”, inaugurata a Torino il 5 ottobre presso la sede centrale dell’Automobile Club Torino, in piazzale San Gabriele di Gorizia 210.
L’esposizione, organizzata da Anna Sciarrillo, delegata dell’Automobile Club Torino, in collaborazione con il Circolo degli Artisti, resterà aperta fino al 22 ottobre 2026, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17.
In mostra le opere di 39 artisti, chiamati a confrontarsi con un tema che unisce due passioni profondamente radicate nell’immaginario collettivo: il cinema e i motori. Questi i partecipanti: Natalia Alemanno, Mirco Andreis, Amelia Alba Argenziano, Edgard Hector Bentura Hualpa, Cristian Bertolotto, Virginia Bichiega, Piera Bonamin, Anna Borgarelli, Daniela Bruno, Lucia Busacca, Patrizia Caffaratti, Adriana Caffaro Rore, Eva Caresio, Bruno Casetta, Lara Chiezzi, Gianni Chiostri, Cristina Colucci, Sergio Coppo, Ernesto Cosenza, Paolo Cumiani, Renzo Dalla Costa, Gabriella D’Alessano, Mara Destefanis, Santina Fischietti, Giusy Art, Marcello Granieri, Emilio Isca, Lacon, Silvana Lavagna, Pippo Leocata, Margherita Malavenda, Antonio Marzano, Maddalena Pessione, Gabriella Piazzola, Giuseppe Ruggieri, Anna Sciarrillo, Roseugenia Tamietto, Loredana Zucca, Ileana Zatti.
Durante l’inaugurazione, accompagnata dalle esecuzioni musicali di Daniele Comba alla tromba, Luciano Capurso al pianoforte e voce e Lorenzo Mens al sax alto, il critico d’arte e giornalista Angelo Mistrangelo ha ricordato come la manifestazione preveda anche il coinvolgimento diretto del pubblico. Visitatori ed esperti potranno infatti esprimere le proprie preferenze attraverso una votazione che assegnerà un premio alle opere più apprezzate.
Tra i lavori che maggiormente attirano l’attenzione figurano le sculture di Antonio Marzano, artista torinese che ha scelto di reinterpretare due autentiche icone della cinematografia utilizzando cartone riciclato e colori acrilici. La prima, Ford Gran Torino Break Out, raffigura la celebre Ford Gran Torino resa famosa dalla serie televisiva Starsky & Hutch che proponeva le mirabolanti imprese della coppia di poliziotti dell’immaginaria città californiana di Bay City. L’automobile sembra emergere dalla superficie dell’opera per proiettarsi verso lo spettatore, trasformando il ricordo televisivo in presenza fisica.

Di forte suggestione anche Impatto fantozziano, dedicata alla mitica Bianchina del ragionier Fantozzi. L’auto, rappresentata accartocciata contro un palo stradale, è accompagnata da una didascalia ironica che la celebra come simbolo delle disavventure dell’italiano medio. Un omaggio affettuoso non solo al personaggio interpretato da Paolo Villaggio, ma anche a un veicolo entrato nell’immaginario popolare quasi quanto il suo proprietario.

L’opera di Marzano si inserisce coerentemente nel percorso artistico dell’autore. Nato nel 1967, il pittore e scultore torinese trae infatti ispirazione dalla cartellonistica cinematografica degli anni Settanta del Novecento e dalla cultura visiva popolare, elementi che ritornano nei suoi ritratti e nelle sue rivisitazioni in stile vintage.
Più legata alla tradizione pittorica la proposta di Gabriella D’Alessano, che porta in mostra tre opere dedicate ad altrettanti protagonisti della cultura cinematografica e televisiva. Il celebre Generale Lee della serie Hazzard, il Volkswagen Herbie dei film Disney e un dinamico omaggio a James Bond diventano occasioni per esplorare il rapporto tra movimento, velocità e immaginazione. In particolare, nel quadro Percorso nel Tempo 007, i colori acrilici accesi contribuiscono a trasmettere l’energia e il dinamismo associati all’agente segreto più famoso del cinema.

Sorprendente anche il contributo di Mirco Andreis, che sceglie una strada lontana dalla semplice citazione cinematografica. La sua interpretazione di Vacanze romane prende forma attraverso due parafanghi di Vespa Piaggio saldati fra loro a creare un cuore metallico. L’opera è dotata persino di un dispositivo sonoro che riproduce il battito cardiaco, trasformando il celebre film con Gregory Peck e Audrey Hepburn in una riflessione poetica sulla memoria, sull’amore e sul fascino degli oggetti consumati dal tempo.

Nel complesso, la mostra offre un percorso ricco di suggestioni, nel quale il motore non è soltanto un elemento meccanico ma diventa veicolo di emozioni, ricordi e riferimenti culturali. Tra citazioni cinematografiche, sperimentazioni materiche e interpretazioni personali, l’esposizione dimostra come automobili, motociclette e personaggi dello schermo continuino a esercitare un forte potere narrativo, capace ancora oggi di mettere in moto l’immaginazione di artisti e visitatori.

Foto dell’autore.
© 2026 CIVICO20NEWS – riproduzione riservata
Scarica in PDF
